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Varie

Antichità
Questa frase è tratta dall'Ortensio, un dialogo filosofico di Cicerone composto nel 45 a.C., andato perduto durante il Medioevo.In questo passaggio, Cicerone usa una metafora giocosa (il diritto di riprendere una mossa nel gioco dei dodici punti) per concedere al suo interlocutore il diritto di fare marcia indietro su un argomento filosofico mal avviato.Itaque tibi concedo, quod in duodecim scriptis solemus, ut calculum reducas si te alicujus dati paenitet.Ti concedo dunque ciò che siamo soliti fare nel gioco dei dodici punti: riprendere un pezzo (rifare una mossa) se ti penti di una mossa che hai fatto.
La Institutio Oratoria di Quintiliano (in latino "Istituzioni Oratorie") è un manuale in 12 volumi di etica e retorica concepito per la formazione dei futuri oratori romani.Questo famoso aneddoto illustra la prodigiosa memoria di Muzio Scevola, un celebre giurista romano capace di ricostruire mentalmente a memoria un'intera partita.XI, 2, 38Scaevola in lusu duodecim scriptorum, cum prior calculum promovisset, essetque victus, dum rus tendit, repetito totius certaminis ordine, quo dato errasset, recordatus, rediit ad eum quocum luserat, isque ita factum esse confessus est.Scevola, avendo giocato al gioco delle dodici linee ed essendo stato sconfitto, rievocò l'intera sequenza della partita nella sua mente mentre viaggiava verso la sua villa di campagna; avendo ricordato la mossa esatta in cui aveva commesso un errore, tornò dalla persona contro cui aveva giocato, la quale ammise che le cose stavano effettivamente così.
Claudius
Aleam studiosissime lusit, de cuius arte librum quoque emisit, solitus etiam in gestatione ludere, ita essedo alveoque adaptatis ne lusus confunderetur.Claudio [che regnò dal 41 al 54]Era grandemente devoto al gioco, arrivando persino a scrivere un libro sull'argomento, e in effetti soleva giocare mentre viaggiava in carrozza, avendo fatto adattare la tavola al cocchio in modo tale da impedire che la sua partita venisse disturbata.

Medioevo
Epistula XII
hic te aedificatus culcitis torus, hic tabula calculis strata bicoloribus, hic tessera frequens eboratis resultatura pyrgorum gradibus expectat.Epistola XIIQui vi attendono un divano allestito con cuscini, una tavola da gioco disposta con pietre bicolori e dadi pronti a volare dai gradini d'avorio del pirgo.
Nardshir (נַדְרְשִׁיר in aramaico babilonese) è menzionato nella Ghemara del Talmud babilonese (Ketubot 61b).ְּמִיטַּלְּלָא בְּגוּרְיָיתָא קִיטָנְיָיתָא וְנַדְרְשִׁיר[Colui] che gioca con i cagnolini e a nardshir
Nel verso 43 del Vairagya Sataka (550), Bhartṛhari illustra la natura effimera dell'esistenza: il Tempo, come un abile giocatore, manipola gli esseri viventi come se fossero pedine sulla scacchiera del mondo.Verse 43यत्रानेकः क्वचिदपि गृहे तत्र तिष्ठत्यथैको यत्राप्येकः सततं बहवस्तत्र नैकोऽपि जान्ते ।
इथं नेयो रजनिनिधसो लोालयत्क्वाविवाशो कालः कल्यो भुवनफलकॆ क्रीडति प्राणिशारैः ॥४३॥ yatrānekaḥ kvacid api gṛhe tatra tiṣṭ̣haty athaiko yatrāpi ekas tadanu bahavas tatra cānte na caikaḥ ।
itthaṃ cemau rajanidivasau dolayan dvāv ivākṣau kālaḥ kālyā saha bahukalaḥ krīḍati prāṇisāraiḥ ॥Dove molti si trovavano in una casa, ora ne rimane uno solo.Dove c'era uno solo, in seguito molti ne vennero a essere. E alla fine, neppure uno ne resta.Così, lanciando notte e giorno come due dadi,il Tempo abile, sul tabellone dell'universo, gioca con gli esseri viventi come fossero le sue pedine.
L'imperatore bizantino Zenone, che regnò dal 475 al 491, giocava a Táblē (τάβλη) con 3 dadi e un bussolotto (torre per i dadi).Una partita — molto probabilmente tenutasi nel Gran Palazzo di Costantinopoli — è descritta nell'epigramma 482 dell'Antologia Palatina (Libro IX), contenuto nel manoscritto di Costantinopoli Cod. Pal. graec. 23, datato alla metà del X secolo (circa 940 d.C.) e conservato presso la Biblioteca dell'Università di Heidelberg, in Germania.L'epigramma IX.482 dell'Antologia Palatina proviene dal Ciclo (Kyklos) di Agatia, una raccolta datata intorno al 553.Οὐτιδανοὶ μερόπων, εἰ καὶ μέγα ῥέξαμεν ἔργον,
οὔτινος εἰς μνήμην δηρὸν ἐπερχόμεθα:
οἱ δ᾽ ἀγαθοί, κἢν μηδέν, ἀναπνεύσωσι δὲ μοῦνον,
ὡς Λίβυς εἶπεν ἀνήρ, τοῦτ᾽ ἀδάμαντι μένει.Noi mortali di nessun conto, anche se compiamo grandi gesta,non sopravviviamo a lungo nella memoria di nessuno;ma quanto ai grandi, se non fanno nulla, se si limitano a respirare,come disse Esopo (il Libico), ciò è inciso nell'adamante.δήποτε γὰρ Ζήνωνα πολισσοῦχον βασιλῆα,
παίγνιον ἀφράστων ἐκτελέοντα κύβων,
τοίη ποικιλότευκτος ἕλεν θέσις, εὖτ᾽ ἀπὸ λευκοῦ,Ad esempio Zenone, il re e protettore della città,mentre si trovava nel mezzo di una partita, dopo alcuni lanci di dadi capricciosisi ritrovò in una situazione complicata.τοῦ καὶ ὀπισθιδίην εἰς ὁδὸν ἐρχομένου,
ἑπτὰ μὲν ἕκτος ἔχεν, μίαν εἴνατος: αὐτὰρ ὁ σοῦμμος
δισσὰς ἀμφιέπων ἶσος ἔην δεκάτῳ:
ὅς τε πέλει μετὰ σοῦμμον ἔχεν δύο, μουνάδα δ᾽ ἄλλην
ψῆφον τὴν πυμάτην ἀμφιέπεσκε δίβος.Egli giocava con i pezzi bianchi:7 sul punto 6, 1 sul punto 9, sul punto 19 (in alto)2 come sul punto 10,2 sul punto 20 (quello successivo all'alto),E infine, l'ultimo sul punto 23 (il punto divino).ἀλλὰ μέλας δισσὰς μὲν ἐν ὀγδοάτῳ λίπε χώρῳ
καὶ τόσσας ἑτέρας ἐς θέσιν ἑνδεκάτην
ἀμφὶ δυωδέκατον δὲ διέπρεπον εἴκελοι ἄλλαι,
καὶ τρισκαιδεκάτῳ ψῆφος ἔκειτο μία:
δίζυγες Ἀντίγονον διεκόσμεον ἀλλὰ καὶ αὐτῷ
ἶσος ἔμιμνε τύπος πεντεπικαιδεκάτῳ,
ὀκτωκαιδεκάτῳ πανομοίιος: εἰσέτι δ᾽ ἄλλας
εἶχεν διχθαδίας τέτρατος ἐκ πυμάτου.I pezzi neri:2 sul punto 8,2 sul punto 11,2 sul punto 12,1 sul punto 13,2 sul punto 14 (Antigone),2 sul punto 15,2 sul punto 18,e 2 sul punto 21 (il quarto punto dalla fine).αὐτάρ ἄναξ λευκοῖο λαχὼν σημήια πεσσοῦ,
καὶ τὴν ἐσσομένην οὐ νοέων παγίδα,
τριχθαδίας ἀδόκητα βαλὼν ψηφῖδας ἀπ᾽ ἠθμοῦ,
πύργου δουρατέου κλίμακι κευθομένῃ],
δοιὰ καὶ ἓξ καὶ πέντε κατήγαγεν αὐτίκα δ᾽ ὀκτὼ
ἄζυγας εἶχεν ὅλας πρόσθε μεριζομένας,Ma il sovrano, giocando con i pezzi bianchi,e non vedendo la trappola davanti a sé,lanciò 3 dadinella torre dei dadi:2-6-5, e si ritrovò con 8pezzi singoli (blots).τάβλην φεύγετε πάντες, ἐπεὶ καὶ κοίρανος αὐτὸς
κείνης τὰς ἀλόγους οὐχ ὑπάλυξε τύχας.Fuggite tutti dal gioco del Táblē, poiché il sovrano in personanon è sfuggito ai fati irrazionali di questo gioco.
'Khosrow, figlio di Kawād, e un paggio' (Ḥusraw ī Kawādān ud Rēdag-ē) fu scritto in medio persiano (pahlavi) tra il 531 e il 579, durante il regno di Khosrow I.La copia più antica risale al 1322: si tratta del manoscritto MK (così chiamato in onore di Mihrabān Kayhusraw, il suo scribo iraniano), conservato a Bombay, in India.Alla corte reale dell'Impero sasanide, a Ctesifonte (vicino all'odierna Baghdad), il paggio (in medio persiano: rēdag) Wāspuhr dichiara al re Khosrow I la sua padronanza di tre giochi di corte sasanidi.nēw-ardaxšīr in scrittura pahlaviSentence 15ud pad čatrang ud nēw-ardaxšīr ud haštpāy kardan az hamahlān frāztar hēmE agli scacchi, a nēw-ardaxšīr e a haštpāy, supero i miei avversari.
Scritto intorno al 625 da Isidoro di Siviglia, l'Etymologiae (Etimologie) fu l'enciclopedia fondamentale del mondo latino, che spiegava l'universo attraverso le origini delle parole.LX. DE TABVLA.
Alea, id est lusus tabulae, inventa a Graecis in otio Troiani belli a quodam milite Alea nomine, a quo et ars nomen accepit. Tabula luditur pyrgo, calculis tesserisque.
LXI. DE PYRGVS.
Pyrgus dictus quod per eum tesserae pergant, sive quod turris speciem habeat. Nam Graeci turrem PURGON vocant.
LXII. DE CALCVLIS.
Calculi vocati quod lenes sint et rotundi. Vnde et calculus dicitur lapis brevis, qui sine molestia sui brevitate calcatur. Item calculi, quod per vias ordinales eant, quasi per calles.
LXIII. DE TESSERIS.
Tesserae vocatae quia quadrae sunt ex omnibus partibus. Has alii lepusculos vocant, eo quod exiliendo discurrant. Olim autem tesserae iacula appellabantur, a iaciendo.
LXIV. DE FIGVRIS ALEAE.
Quidam autem aleatores sibi videntur physiologice per allegoriam hanc artem exercere, et sub quadam rerum similitudine fingere. Nam tribus tesseris ludere perhibent propter tria saeculi tempora: praesentia, praeterita, futura; quia non stant, sed decurrunt. Sed et ipsas vias senariis locis distinctas propter aetates hominum ternariis lineis propter tempora argumentantur. Inde et tabulam ternis discriptam dicunt lineis.
LXV. DE VOCABVLIS TESSERARVM.
Iactus quisque apud lusores veteres a numero vocabatur, ut unio, [binio,] trinio, quaternio, [quinio], senio. Postea appellatio singulorum mutata est, et unionem canem, trinionem suppum, quaternionem planum vocabant.
LXVI. DE IACTV TESSERARVM.
Iactus tesserarum ita a peritis aleatoribus conponitur ut adferat quod voluerit, utputa senionem, qui eis in iactu bonum adfert. Vitant autem canem quia damnosus est; unum enim significat.
LXVII. DE CALCVLORVM MOTV.
Calculi partim ordine moventur, partim vage: ideo alios ordinarios, alios vagos appellant; at vero qui moveri omnino non possunt, incitos dicunt. Vnde et egentes homines inciti vocantur, quibus spes ultra procedendi nulla restat.
LXVIII. DE INTERDICTIONE ALEAE.
Ab hac arte fraus et mendacium atque periurium numquam abest, postremo et odium et damna rerum; unde et aliquando propter haec scelera interdicta legibus fuit.TABULAIl gioco dei dadi, ovvero Tabula, fu inventato dai Greci durante l'ozio della guerra di Troia da un certo soldato di nome Alea, da cui l'arte prese il nome. La Tabula si gioca con una torre per i dadi (pyrgus), delle pedine (calculi) e dei dadi (tesserae).PYRGUSLa torre per i dadi è chiamata pyrgus perché i dadi vi passano attraverso (pergant), o perché ha l'aspetto di una torre. I Greci, infatti, chiamano la torre purgon.CALCULILe pedine sono chiamate calculi perché sono lisce e rotonde. Da ciò deriva anche la parola calculus per designare una pietruzza che, per la sua piccolezza, viene calpestata (calcatur) senza fastidio. Allo stesso modo, sono chiamate calculi perché si muovono lungo percorsi ordinati, come su sentieri (calles).TESSERAEI dadi sono chiamati tesserae perché sono quadrati su tutti i lati. Alcuni li chiamano "leprini" (lepusculos) perché corrono saltellando. In passato, i dadi erano chiamati iacula (giavellotti), dall'atto del lancio (iaciendo).ALLEGORIA DEL GIOCO DEI DADIAlcuni giocatori credono di praticare quest'arte filosoficamente (physiologice) attraverso l'allegoria, immaginando una somiglianza con le cose del mondo. Sostengono che si giochi con tre dadi a causa dei tre tempi dell'età: il presente, il passato e il futuro; poiché essi non stanno fermi, ma scorrono via. Sostengono inoltre che i percorsi stessi, diviso in sei spazi, rappresentino le età dell'uomo, e le tre linee rappresentino i tempi. Per questo dicono che la tavola sia contrassegnata da tre linee.NOMI DEI DADITra i giocatori antichi, ogni tiro era chiamato secondo il suo numero: l'asso (unio), il due (binio), il tre (trinio), il quattro (quaternio), il cinque (quinio) e il sei (senio). Più tardi, il nome di ciascuno cambiò: chiamarono l'asso "il cane" (canis), il tre "il rovesciato" (suppus) e il quattro "il piatto" (planus).LANCIO DEI DADIIl lancio dei dadi è padroneggiato dai giocatori esperti in modo tale da procurare ciò che desiderano, come il sei (senio), che porta loro un buon risultato nel tiro. D'altra parte, evitano "il cane" perché è rovinoso; infatti, esso indica il numero uno.MOVIMENTO DELLE PEDINELe pedine si muovono in parte in ordine e in parte liberamente: perciò alcune sono chiamate "ordinarie" e altre "vaghe". Ma quelle che non possono essere mosse affatto sono chiamate inciti (bloccate). Da ciò gli uomini indigenti sono chiamati inciti, per i quali non rimane alcuna speranza di avanzare.PROHIBITION OF DICE GAMEDa quest'arte non sono mai assenti la frode, la menzogna e lo spergiuro, né infine l'odio e la perdita dei beni; perciò, a causa di questi crimini, fu talvolta proibita dalle leggi.
Volume 81, Biografia 46: Dongyi (Barbari orientali) / Waguo (Paese di Wa)每至正月一日,必射戲飲酒,其餘節略與華同,好棊博、握槊、樗蒲之戲。Nel primo giorno del primo mese (il Capodanno), essi (i Proto-giapponesi) non mancano mai di darsi al tiro con l'arco e all'abbeverata di vino. Per il resto, le loro festività sono ampiamente simili a quelle della Cina. Gradiscono i giochi di strategia (Go), i giochi d'azzardo (dadi), il woshuo e il chupu (un altro antico gioco di dadi).
Le Cronache del Giappone (Nihon Shoki), Libro 2918 settembre 685天皇、博愽を天皇の御前にて親しくせしむ。L'imperatore permise che si giocasse d'azzardo alla sua presenza a corte.17 dicembre 689双六 (Sugoroku)
禁 (Kin)Il sugoroku è proibito.
握槊今人謂之長行,斯博奕之徒與。觀其進退遲速,雖存於大體;因時適變,必務於權輿。施之於人,可以義存。賦曰:Lo Woshuo è ciò che la gente oggi chiama Changxing; appartiene alla categoria dei giochi da tavolo e di strategia.Osservando il movimento dei suoi pezzi — che avanzano, arretrano, rallentano o accelerano — ci si rende conto che i grandi principi [della vita e della guerra] sono racchiusi in esso.Per adattarsi ai cambiamenti nel momento opportuno, è imperativo valutare attentamente i pro e i contra fin dall'inizio.Se si applicano questi principi alle relazioni umane, si può fare in modo che la giustizia e la rettitudine trionfino.L'Ode dice:夫何一枰之內兮,而取之多端。六藝之外兮,其為功平實難。張四維則地理攸載,背兩目則天文可觀。不可飾於丹漆,寧假貴於琅玕。物以群分,故元黃而不雜;鬥必遇敵,惟蚌鷸其何歡?彼千變之奚準?任雙頭之所安。Come può accadere che, nello spazio di un unico tavoliere, le vie per cogliere la vittoria siano così diverse? Al di là delle tradizionali Sei Arti, portare a compimento questo compito si dimostra in verità piuttosto difficile.Dispiegare i quattro angoli della tavola è vedere incisa su di essa la geografia della Terra; affrontare i due dadi è osservare il movimento delle stelle nei Cieli. Non vi è bisogno di adornare la tavola di lacca rossa, e che importa se non è fatta di preziosa giada Langgan? I pezzi si dividono in gruppi, cosicché il nero e il giallo (i neri e i bianchi) non si mescolano mai. In questo scontro, si deve inevitabilmente incontrare un nemico: ma se ci scontriamo come la conchiglia e il piovanello, quale gioia vi si può davvero trovare? Come si possono anticipare le migliaia di mutamenti a venire? Ci si affida semplicemente a ciò che è deciso dai dadi bicefali.遂使象牙在手,駿骨登盤,為無竅之須鑿,故非黽而見鑽。且其廣凡幾分,數不過六;參差宛軒,循環反覆。不能者敗而成患,故能者養之取福。則犄角相持,首尾俱蹙;形同楚漢,氣陵賁育。收七縱之奇功,在一擲於餘掬。或撫坒而驚盼,或聳身而助速。似臨敵之旗鼓,同在師之耳目;率成是而敗非,類吉凶之倚伏。多回君子之慮,以實小人之腹。Così l'avorio è in mano, e i pezzi, scolpiti come le ossa di destrieri, scendono sul tavoliere. Essi sono come quei blocchi grezzi che devono essere scavati, o come un guscio di tartaruga che viene perforato, essendo ben più di un semplice rospo. In tutto, la sua larghezza è di poche once e il numero dei punti non supera il sei. I pezzi salgono e scendono, incrociandosi in movimenti ondulatori, girando in anse e ripetendosi senza fine. L'incapace fallisce e attira guai su di sé, mentre l'abile coltiva il suo gioco e coglie il successo.Poi, le forze si tengono a vicenda per i fianchi, e sia la testa che la coda si ritrovano pressate. La situazione somiglia allo scontro tra i regni di Chu e Han; l'energia scatenata supera la forza dei grandi guerrieri Meng Ben e Xia Yu. Raggiungere l'impresa di catturare il nemico sette volte dipende interamente da un singolo lancio di dadi, nel cavo della mano. A volte il giocatore si batte la spossatezza sulla coscia, lo sguardo sbigottito e ansioso; a volte raddrizza il corpo per incitare la velocità del destino. Il gioco è simile a vessilli e tamburi che affrontano il nemico; è come gli occhi e gli orecchi di un esercito in marcia. Il guadagno convalida ciò che è giusto e la perdita condanna l'errore, illustrando come la buona e la cattiva sorte si nascondano l'una dietro l'altra. Il gioco spesso sconvolge la mente del nobile, mentre riempie lo stomaco dell'uomo meschino.爾乃啟行前指,要然自能,經彼策之無算,謂我謀之足徵。豈知夫否終則傾,道非假易。持不競之微力,乘驟勝之遺累。閉六關而不通,因一子而為質。乃欲速而賈害,翻後時而獲利。無以憑陵而憔悴,無以往蹇而自棄,實反掌而變生,亦隨手而時異。至若幽人慾寡,智士謀深,不蕩其誌,以平其心。非獨巧於往,遂移情於今,是知行必有恆,事思不久。亹經略,循循善誘。或欲退而徑前,或謀疾而居後。雖有敵而必應,固無險而不走。或用壯而可攻,或示羸而難扣。不幸災以矜伐,每終吉而何咎?雖小道而可觀,彼多詐而焉有?Così, si lancia l'offensiva, puntando in avanti, fiduciosi del proprio talento. Avendo attraversato illesi i calcoli dell'avversario, ci si dice che la propria strategia ha dimostrato il suo valore. Eppure, come si può sapere che quando l'impasse giunge al termine, tutto crolla, e che la Via non cede a scorciatoie prese in prestito? Mantenendo solo una forza debole che non può più competere, si subisce il peso accumulato di una vittoria troppo improvvisa. Le sei porte si chiudono e nulla più può passare: a causa di un singolo pezzo, ci si ritrova tenuti in ostaggio. Desiderando andare troppo veloci, si reca danno a se stessi; al contrario, chi si è preso il suo tempo finisce per raccoglierne i benefici. Non c'è bisogno di rattristarsi per la mancanza di sostegno, né di abbandonarsi alla disperazione perché il cammino è difficile: in un batter d'occhio (il volgere di una mano), la situazione si ribalta e, con un solo gesto, il momento opportuno cambia completamente.Quanto all'eremita dai desideri moderati o al saggio dai disegni profondi, essi non lasciano sviare le loro aspirazioni, ma mantengono la mente in pace. Non si limitano a dispiegare la loro abilità nel passato; trasferiscono i loro sentimenti nel presente. Si comprende allora che l'azione richiede costanza e che gli affari esigono tempo. Si pianifica con diligenza, guidando i pezzi sistematicamente (alla maniera di Xunxun Shanyou). A volte, volendo ritirarsi, si avanza con una mossa tagliente; a volte, pianificando di andare veloci, si sceglie di rimanere indietro. Benché vi sia un nemico, si risponde a ogni colpo; non c'è terreno pericoloso in cui non ci si avventuri. A volte, usando la forza, si può attaccare; a volte, fingendo debolezza, si diventa elusivi. Non ci si rallegra della sfortuna altrui per glorificare se stessi: se il risultato finale è fortunato, quale colpa potrebbe esserci? Sebbene questa sia una "via minore", è degna di osservazione; ma se vi si reca null'altro che inganno, cosa c'è da guadagnare?其故柔非及懦,勇必兼斷,聚或一旅,分為數段。始霧委而雲集,忽風解以冰泮,皆應物以卷舒,亦從宜而合散。雖觸類而則長,維吾道之攸貫。足明夫正而不譎,取又非貪。全同坐隱,斯為手談。必由理勝,豈非言甘?雖小失其奚爽,亦大來而莫慚。然則終多喪誌,籲嗟士兮不耽。Ciò spiega perché la flessibilità qui non è viltà, e perché il coraggio implica necessariamente la risolutezza. I pezzi a volte si radunano come un esercito, solo per poi dividersi in più sezioni. Da prima si accumulano come nebbia e si addensano come nuvole; improvvisamente si dissipano come il vento e si sciolgono come il ghiaccio. Tutto si dispiega o si ritrae secondo la natura delle cose, assemblandosi o separandosi come conviene. Sebbene il gioco si espanda toccando varie categorie, è la nostra Via (il Dao) che lo attraversa da parte a parte.Ciò basta a dimostrare che il gioco deve essere retto e non ingannevole, e che la cattura dei pezzi non deve essere guidata dall'avidità. In questo, esso è del tutto identico allo Zuoyin (la Seduta Nascosta) e merita il nome di Shoutan (Conversazione delle Mani). Tutto deve essere dettato dalla vittoria della ragione: non è forse questo un linguaggio quanto mai gentile? Sebbene una piccola perdita possa brevemente causare angoscia, una grande inversione di tendenza dissipa ogni vergogna.Tuttavia, trascorrere la propria vita su questo gioco finisce spesso per consumare l'ambizione. Ahimè! Possano gli dotti non abbandonarvisi!
Book 3 (卷下)今之博戲,長行最盛。其為局也,十五黃,十五黑。投雙齒。其法本於握槊,變於雙陸。而人智所益,因成長行。Tra i giochi da tavola di oggi, il Changxing è il più fiorente. La sua attrezzatura consiste in un tabellone, quindici pezzi gialli e quindici pezzi neri. Vengono lanciati due dadi. Le sue regole traggono origine dal Woshuo, si sono evolute insieme allo Shuanglu e poi, grazie all'ingegno umano, hanno dato vita al Changxing.又有小雙陸、圍透、大點、小點、遊談、鳳翼之名,然無如長行也。Esistono anche altre varianti note come Xiao Shuanglu (Piccolo Shuanglu), Weitou (Spaccamuro), Dadian (Dado alto), Xiaodian (Dado basso), Youtan (Gioco di corte) o Fengyi (Ali di fenice), ma nessuna è riuscita a eguagliare la popolarità del Changxing (Lunga Marcia).鑑險易,喻時事焉;適變通者,方《易》象焉。王公大人,頗或躭翫,至有廢慶弔,忘寢休,輟飲食者。Questo gioco dimostra i pericoli e la facilità [della vita] e serve da metafora per gli affari del mondo; grazie alla sua capacità di adattarsi ai cambiamenti, può essere paragonato agli esagrammi dello Yijing (Il libro dei mutamenti). Principi e grandi ministri vi si abbandonano a tal punto da trascurare congratulazioni e condoglianze, perdere il sonno e dimenticare di mangiare e bere.及博徒是強名爭勝,謂之『撩零』;假借分畫,謂之『囊家』,囊家什一而取,謂之『乞頭』。有通宵而戰者,有破產而輸者,其工者近有渾鎬、崔師本首出。Per quanto riguarda i giocatori d'azzardo, competono ferocemente in quella che chiamano Liaoling (la sfida). Gli intermediari che prestano denaro e ospitano il tavolo sono chiamati Nangjia (i banchieri) e prendono un decimo delle vincite, chiamato Qitou (la commissione). Alcuni lottano così per tutta la notte, mentre altri si rovinano completamente. Tra i giocatori più abili del nostro tempo, Hun Gao e Cui Shiben sono i più famosi.
In questo testo, Guān bó ("Osservando il gioco dei dadi"), il famoso poeta e letterato della dinastia Tang Liu Yuxi osserva una partita dell'antico gioco chiamato Woshuo, un gioco da tavola simile al backgammon che era molto popolare all'epoca, e dimostra che l'autocontrollo e il calcolo sono superiori alla mera fortuna.客有以博戲自任者,速余觀焉。初,主人執握槊之器置於廡下,曰:主進者要約之。既揖讓即次,有博齒二,異乎古之齒。其制用骨,觚棱四均,鏤以朱墨,耦而合數,取應期月。視其轉止,依以爭道。是制也通行之久矣,莫詳所祖。以其用必投擲,故以博投詔之。Un ospite, vantandosi della sua abilità nei giochi d'azzardo, mi chiese di osservarlo. All'inizio, il padrone di casa tirò fuori l'attrezzatura per il Woshuo (握槊) e la pose sotto il portico, dicendo: «Colui che inizia il gioco deve stabilire le regole». Dopo i consueti saluti, presero i loro posti per la partita. C'erano due dadi (bó chǐ 博齒), diversi dai dadi antichi. Erano fatti di osso, con facce quadrate perfettamente uguali incise con inchiostro rosso e nero. Accoppiati insieme, formavano numeri corrispondenti ai mesi dell'anno. Osservando la loro rotazione e il punto in cui si fermavano, si seguivano le regole per contendersi il percorso sul tabellone. Questa usanza è praticata da molto tempo e nessuno sa chi ne sia l'inventore. Poiché il suo utilizzo richiede un lancio, viene chiamata Botou (il gioco del lancio).是日客抵骨於局,且祝之曰:「其來如趣,其去如脫。事先趑趄,命中無蹉跌。無從彼呼,無俾我怛!」分曹遒迫,自朝至於日中昃,而與所祝異焉。客視骨如有情焉,如或憑焉,悉詈之不洩,又從而嚙蹂躪之,莫顧其十目之ㄉ讓也。乃曰:「非餘術之不工,是朽骨者不餘畀也。請刷恥於奕棋!」主人促命燭以續之,騖神默計,巧竭智匱。主進者書勝負之數於牘,視其所喪,又倍前籍焉。觀者曰:「以夫人之褊心,亦將詬棋而抵枰矣。」既乃恬而不恤,赧然有失鵠求身之色,人咸異之。Quel giorno, l'ospite lanciò i dadi sul tabellone e pregò: «Fate in modo che arrivino come una corsa veloce; fate in modo che se ne vadano come una liberazione. Che i miei piani siano privi di esitazione e che la mia mossa sia precisa, senza errori. Non permettete che i richiami del mio avversario mi raggiungano; fate in modo che non mi incutano timore!». Le fazioni erano schierate e la tensione fu alta dalla mattina fino a quando il sole cominciò a tramontare, eppure i risultati furono l'esatto opposto delle sue preghiere. L'ospite fissò i dadi in cagnesco come se fossero senzienti, come se uno spirito li abitasse. Li maledisse senza freni, poi li calpestò e li morse, incurante dei dieci occhi che lo stavano guardando.Dichiarò quindi: «Non è che la mia tecnica manchi di finezza; è che questi ossi marci non sono a mio favore. Chiedo di lavare la mia vergogna con una partita di Go (yìqí 弈棋)!». Il padrone di casa portò delle candele per continuare l'incontro. L'ospite concentrò la mente e calcolò in silenzio, con la sua astuzia esaurita e la sua intelligenza che si assottigliava. Il segnapunti registrò le vittorie e le sconfitte su una tavoletta; vedendo le sue perdite, scoprì che erano raddoppiate rispetto al registro precedente. Gli spettatori osservarono: «Con un carattere così gretto, finirà sicuramente per insultare il gioco del Go e rovesciare il tabellone». Tuttavia, egli rimase calmo e indifferente, assumendo l'espressione mortificata di un uomo che cerca di riconquistare la propria dignità dopo aver mancato il bersaglio, il che lasciò tutti sbigottiti.子劉子曰:先人者制人,博投是已。從人者制於人,枯棋是已。二者豈有數存乎其間哉?但處之勢異耳!是知當軸者易生嫌,而退身者易為譽。易生之嫌,不足貶也;易為之譽,不足多也。在辯其所處而已。Il Maestro Liu dichiarò: «Colui che prende l'iniziativa controlla gli altri; il gioco dei dadi (bó tóu 博投) ne è l'esempio principale. Colui che segue gli altri ne viene controllato; il gioco del Go (kūqí 枯棋) ne è l'esempio principale. I numeri esercitano davvero un'influenza su questi due giochi? No, è semplicemente la situazione (shì 势) in cui ci si trova a differire!».Si comprende così che colui che si trova al centro del potere attira facilmente sospetti, mentre colui che si ritira attira facilmente lodi. Tuttavia, un sospetto che sorge così facilmente non merita necessariamente di essere biasimato, e una lode facilmente conquistata non merita necessariamente di essere esaltata. Tutto risiede nel comprendere la situazione in cui si sceglie di collocarsi.
Attorno all'873, lo storico Ahmad ibn Abi Ya'qub riferisce nel Tarikh al-Yaqubi che l'erudito indiano Qaffalan creò il nard su richiesta del re indiano Hishran, dotando il gioco di un simbolismo cosmologico e religioso che rifletteva le credenze dell'epoca.قال له الملك أرني صورة ما تقول وبرهانه، فوضع النرد وقال اتفق الناس على ان دور الزمان سنة ومعناها اثنا عشر شهراً ومعناها البروج الاثنا عشر، وعلى ان ايام الشهر ثلثون يوما ومعناها لكل برج ثلثون درجة، وعلى ان الايام سبعة ومعناها الكواكب السبعة السيارة، ثم جعل تشبيها لذلك فوضع عرصة شبيهة بالسنة وصيّر فيها أربعة وعشرين بيتاً عدد ساعات الليل والنهار في كل ناحية اثنى عشر بيتاً تشبيهاً بشهور السنة والبروج وصيّر لها ثلثين كلباً تشبيهاً بأيام الشهر ودرج البروج وصيّر الفصين تشبيهاً بالليل والنهار وفي كل فص ست جهات لأنه عدد تام له نصف وثلث وسدس في كل فص إذا سقط من أعلاه وأسفله سبع نقط تحت الست واحدة وتحت الخمس اثنتان وتحت الأربع ثلث تشبيهاً بعدد الأيام والكواكب السبعة السيارة وهي الشمس والقمر وزحل والمشترى والمريخ وعطارد والزهرة ثم جعلها محنة بين رجلين وأعطى كل واحد فصاً وقال من أعطيته هذه السبع النقط من أعلاها أكثر من صاحبه بدأ فاجتمع له الفصان فضرب وما ظهر من الفصين تقلب الكلاب عليه وجعل ذلك تمثيلاً للحظ الذي يناله العاجز بما جرى له الفلك والحرمان الذي يبتلى [به] للحازم على حسب ما يجرى له الفلك فلما ظهر ذلك قبله الملك وفشا في أهل المملكة وصار أهل الهند يجرى أمورها بما يدبره الكواكب السبعة السيارةIl re [Hishran] gli disse: "Mostrami un'immagine di ciò che dici e la sua prova".Egli [Qaffalan] inventò il nard e disse: "La gente ha convenuto che il ciclo del tempo sia un anno, il cui significato sono dodici mesi, e il cui significato sono i dodici segni dello zodiaco; che i giorni del mese siano trenta, e il suo significato è che ogni segno ha trenta gradi; e che i giorni siano sette, e il loro significato siano i sette pianeti erranti".Fece poi un'analogia per questo: creò una tavola simile all'anno e vi pose ventiquattro caselle, corrispondenti al numero delle ore della notte e del giorno; in ciascuna parte vi sono dodici caselle, in rapporto con i mesi dell'anno e i segni dello zodiaco.Aggiunse trenta pedine, in rapporto con i giorni del mese e i gradi dei segni dello zodiaco, e designò due dadi, in rapporto con la notte e il giorno.Ogni faccia del dado ha sei lati, poiché è un numero perfetto che ha una metà, un terzo e un sesto. Su ciascun dado, se si considerano la parte superiore e quella inferiore, vi sono sette punti: sotto il sei c'è un punto; sotto il cinque ce ne sono due; e sotto il quattro ce ne sono tre, in rapporto con il numero dei giorni della settimana e i sette pianeti erranti, che sono il Sole, la Luna, Saturno, Giove, Marte, Mercurio e Venere.Ne fece quindi una prova tra due uomini e diede un dado a ciascuno, dicendo: "Chiunque ottiene questi sette punti dalla propria sommità più del proprio avversario comincia". I due dadi furono uniti e lanciati, e il risultato apparve sui dadi.Fece di ciò una rappresentazione della fortuna che l'incapace ottiene secondo ciò che i cieli decretano per lui, e della privazione di cui il prudente è afflitto secondo ciò che i cieli decretano per lui.Quando ciò fu manifesto, il re lo accettò, la cosa si diffuse tra gli abitanti del regno e la gente dell'India cominciò a regolare i propri affari secondo ciò che i sette pianeti erranti dirigono.
Il testo "La spiegazione degli scacchi e l'invenzione del nuovo Ardaxšīr" (Wizārišn ī Čatrang ud Nihišn Nēw-Ardaxšīr) fu scritto in persiano medio (pahlavi) nel IX secolo.È chiamato anche Čatrang-nāmag (Il libro degli scacchi).La copia più antica risale al 1322: si tratta del manoscritto MK (così chiamato in onore di Mihrabān Kayhusraw, il suo scribama iraniano), conservato a Bombay, in India.nēw-ardaxšīr in Pahlavi scriptwuzurg-mihr guft kū: az dahibedān andar ēn hazārag ardaxšīr kardār-tar ud danāg-tar būd ud nēw-ardaxšīr ēd juxt pad nām ī ardaxšīr nihēm.
taxtag ī nēw-ardaxšīr ō spandarmad zamīg homānāg kunēm.
ud sīh muhrag ō sīh rōz ud šabān homānāg kunēm, pānzdah ī spēd ō rōz homānāg kunēm ud pānzdah <ī> syā ō šab homānāg kunēm.
gardānāg ēd juxt ō wardišn ī axtarān ud gardišn ī spihr homānāg kunēm.
ēk abar gardānāg-ē ōwōn homānāg kunēm kū ohrmazd ēk ast <ud> har nēkīh ōy dād.
dō ēdōn homānāg kunēm čiyōn mēnōg ud gētīg.
sē ōwōn homānāg kunēm čiyōn humat ud hūxt ud huwaršt ud menišn ud gōwišn ud kunišn.
čahār ōwōn homānāg kunēm čiyōn čahār āmēzišn kē mardōm aziš, aziš čahār sōg gētīg: xwarāsān ud xwarwarān, nēm-rōz ud abāxtar.
panj ōwōn homānāg kunēm čiyōn panj rōšnīh čiyōn xwaršēd ud māh ud stārag <ud> ātaxš ud warzag <ī> az asmān āyēd.
šaš ōwōn homānāg kunēm čiyōn dādan ī dām pad šaš gāhānbār.
nihādag ī nēw-ardaxšīr abar taxtag ēdōn homānāg kunēm čiyōn ohrmazd xwadāy ka-š dām ō gētīg dād.
wardišn ud gardišn ī muhrag pad gardānāg-ē ōwōn homānāg čiyōn mardōmān ī andar gētīg band ō mēnōgān paywast ēstēd, pad haft ud dwāzdah hamāg wardēnd <ud> wihēzēnd; ud ka ast ēk ō did zanēnd, ud abar čīnēnd čiyōn mardōmān andar gētīg ēk ō did zanēnd.
ud ka pad gardānāg-ē ēd gardišn hamāg abar čīnēnd hangōšīdag ī mardōm kē hamāg az gētīg widarišn bawēnd ud ka did-iz bē nihēnd hangōšīdag {ī} ī mardōmān kē pad rist-āxēz hamāg zīndag abāz bawēnd.Bozorgmehr [durante il regno di Khosrow Anushirvan (531–579)] disse così: «Tra i sovrani di questo millennio Ardaxšīr è stato il più capace e saggio, e chiamerò questo gioco nēw-ardaxšīr in nome di Ardaxšīr.Farò la tavola del nēw-ardaxšīr come la terra di Spandarmad.E farò 30 pezzi come i 30 giorni e notti, ne farò 15 bianchi, come il giorno, e ne farò 15 neri, come la notte.Farò un unico dado come la rotazione delle costellazioni e la rivoluzione del firmamento.Farò l'uno sui dadi come Ohrmzad, che è uno e ogni bontà fu creata da lui.Farò il due come il mondo spirituale e quello materiale.Farò il tre come i buoni pensieri, le buone parole e le buone azioni, e come pensieri, parole e azioni.Farò il quattro come i quattro elementi di cui sono fatte le persone e (come) i quattro angoli del mondo, nord-est, sud-ovest, sud-est e nord-ovest.Farò il cinque come le cinque luci, come il sole, la luna, le stelle, il fuoco e lo splendore celeste che discende dal cielo.Farò il sei come la creazione delle creature durante i sei periodi dei Gāhānbārs.Disporrò il nēw-ardaxšīr sulla tavola così come il Signore Ohrmazd distribuì gli esseri nel mondo terreno quando li creò.Il movimento e la rivoluzione dei pezzi tramite il dado sono come le persone nel mondo materiale, il cui legame è connesso al mondo spirituale attraverso i 7 e i 12 (pianeti e costellazioni) per mezzo dei quali tutti hanno il loro essere e procedono, e quando sembra che si scontrino l'uno contro l'altro e si raccolgano, è come le persone nel mondo materiale, in cui uno colpisce un'altra (persona).E quando, per la rotazione di questo dado, tutti vengono raccolti, ciò è a somiglianza delle persone che sono tutte passate dal mondo materiale (sono morte), e quando vengono disposte di nuovo, è a somiglianza delle persone che al tempo della risurrezione torneranno tutte in vita».
Nel 941, Liu Xu descrisse una scena scandalosa avvenuta tra il 705 e il 707, durante il regno dell'imperatore Zhongzong della dinastia Tang.Volume 51 卷五十一 - Liezhuan 1 列传第一 : Houfei Shang 后妃上及得志,受上官昭容邪說,引武三思入宮中,升御床,與后雙陸,帝為點籌,以為歡笑,醜聲日聞於外。Una volta soddisfatte le sue ambizioni, ella [l'imperatrice Wei] si lasciò influenzare dalle parole perverse del segretario imperiale Shangguan [Zhaorong]. Introdusse Wu Sansi nel palazzo interno e lo fece sedere sul letto imperiale per giocare a shuanglu con lei, mentre l'imperatore contava i punti per loro, trovandoci una fonte di divertimento e risate. La voce di questo comportamento scandaloso si sparse ulteriormente giorno dopo giorno.
Al-Mas'udi scrisse la sua opera principale, Le praterie d'oro (Muruj al-dhahab), in arabo intorno al 943–947.Questo manoscritto ci dice che il nard "ha varie varianti e disposizioni".Volume 1 - Capitolo 7وفي ايامه عملت النرد واحدث اللعب بها وجعل ذلك مثلا للمكاسب فانها لا تنال بالكيس ولا بالحيل في هذه الدنيا وان الرزق لا يتاتى فيها بالحرف وقد ذكر ان اردشير ابن بابك اول من لعب بالنرد ووضعها وراى تقلب الدنيا باهلها واختلان امرها وجعل بيوتها اثني عشر بعدد الشهور وجعل كلابها ثلثين كلبا بعدد ايام الشهور وجعل الغصين مثالا للقدر وتقلب باهل الدنيا وان الانسان يلعب بها فيبلغ باسعاد القدر اياه في مراده باللعب بها ما يريد وان للحاذق الفطن لا يتاتى له ما يتاتى لغيره اذا اسعده القدر وان الارزاق والحظوظ في هذه الدنيا لا تنال الا بالجدFu all'epoca [di Bahboud, il secondo re leggendario dell'antica India nel III millennio a.C.] che fu inventato il nard, e fu introdotto come un'allegoria dei guadagni terreni: esso mostra che questi non si ottengono in questo mondo solo con l'intelligenza o l'astuzia, e che il proprio sostentamento (rizq) non si acquisisce solo con l'abilità.Si narra che Ardashir, figlio di Pabag, sia stato il primo a giocare a nard e a idearne le regole. Egli vi vide la rappresentazione dell'incostanza di questo mondo verso i suoi abitanti e dell'instabilità delle sue vicende.Divise la tavola in dodici spazi, secondo il numero dei mesi, e creò trenta pedine, secondo il numero dei giorni di un mese. Fece dei dadi il simbolo del destino e dei suoi rovesci per la gente di questo mondo: l'uomo vi gioca e, per mezzo dei favori del destino che assecondano le sue intenzioni, ottiene ciò che desidera. Accade che un uomo intelligente e sagace non ottenga ciò che un altro, meno dotato, ottiene se il destino favorisce quest'ultimo. In breve, i mezzi di sostentamento e la fortuna in questo mondo si acquisiscono solo attraverso il destino.Volume 7 - Capitolo 127أما ما قيل في النرد واوصافها فقد قدمنا فيما سلف من هذا الكتاب كيفية نصبها والمحدث للعبها على ما حكى من التنازع في ذلك عند ذكرنا اخبار الهندPer quanto è stato detto riguardo al nard e alle sue caratteristiche, abbiamo già esposto, nelle parti precedenti di quest'opera, il metodo della sua disposizione e l'identità di colui che ha stabilito il gioco, secondo i resoconti contraddittori su questo argomento che abbiamo riferito trattando delle tradizioni dell'India.وفيها عند ذوي المعرفة بها ضروب من اللعب وفنون من الترتيب ووجوه من النصب الا ان عدد البيوت واحد لا زيادة فيها ولا نقصان على ما تقدم في ذلك من علمها والمعهود من اصولها وان الغصين فيها محكمان واللاعب بهما وان لم يكن مختارا ولا خارجا عن حكم الغصين وقضائهما محتاج الى ان يكون صحيح النقل وسابقه محيح للحساب حسن الترتيب جيدّهPer gli intenditori, questo gioco ha varie varianti e disposizioni. Tuttavia il numero degli spazi (case) rimane, senza aggiunte o sottrazioni, in conformità con la conoscenza già esposta e i principi stabiliti di questo gioco.I due dadi vi sono sovrani e il giocatore, sebbene non sia padrone delle proprie scelte né in grado di sottrarsi all'arbitrio e al verdetto dei dadi, deve nondimeno essere dotato di una memoria precisa, di una mente pronta nel calcolo, di una buona capacità di organizzazione e di un'eccellente abilità.وقد قيل في لعبها ووصفها واحكام الغصين فيها وقضائهما على لعابها اشعار كثيرة بلغوا بالقول فيها واغرقوا في استيعاب معانيها فمن ذلك قول بعضهم
لا خير في النرد لا يغني ممارسها فضل الذكاء إذا ما كان محروما
تريك أفعال قضّيها بحكمهما ضدّين في الحال ميمونًا ومشوما
فما تكاد ترى فيها أخا أدب يفوته القمْر إلّا كان مظلوماMolti poemi sono stati composti sul tema di questo gioco, sulla sua descrizione, sulle regole dei dadi e sul loro verdetto nei confronti di chi vi si cimenta; in queste opere gli autori si sono spinti molto in là e si sono sfiniti nell'esplorarne tutti i significati. Tra questi vi è questo detto di uno di loro:«Nel nard non vi è abilità che assicuri un premio;poiché la mente più acuta è un nulla se la sorte nega.I dadi, con aria superba, decidono la nostra fine,per mostrare chi la fortuna favorisce e chi non vuole stringere amicizia.Nessuno studioso perde la propria posta, o decade dalla grazia,se non per decreto del destino, se non perde in questa corsa».وأنشدني أبو الفتح محمود بن الحسين السندي بن شاهك الكاتب المعروف بكشاجم وكان من أهل العلم والدراية والمعرفة والأدب أنه كتب إلى صديق له يذم النرد وكان مشتهراً أبياتاً وهي
أيها المعجب المفاخر بالنرد ليزهى به على الإخوان
قد لعمري حرصت جهدي لو لم ... تواتك الغصّان
غير أنّ الأريب يكذبه الظنّ ... ويبكي لشدّة الحرمان
وإذا ما القضاة جاءت بحكم ... لم يجد عن قضائها للخصمان
ولعمري ما كنت أوّل إنسان ... تمنى فأخلفته الأمانيAbu al-Fath Mahmoud ibn al-Husayn al-Sindi ibn Shahak, lo scribo noto come Kushajim — uomo di scienza, erudizione, sapere e lettere — mi recitò dei versi da lui scritti a un amico per rimproverarlo della sua passione per il gioco del nard. I versi sono i seguenti:«O tu che ti vanti e ti glori del nard,cercando di brillare dinanzi ai tuoi fratelli e ai tuoi pari,per la mia vita, hai davvero profuso ogni tuo sforzo,eppure i due dadi non ti sono stati favorevoli.L'uomo abile è nondimeno tradito dal proprio istinto,e piange l'amarezza di una crudele privazione.E quando i giudici [i dadi] emettono il loro verdetto,i due avversari non possono sottrarsi al loro decreto.Per la mia vita, non sono il primo uomoche ha fatto voti, solo per veder tradite le proprie speranze».وأنشدني أبو الفتح أيضاً لأبي نواس
ومأسورة بالأمر تأتي بغيره ... ولم تتبع في ذاك غياً ولا رشدا
إذا قلت لم تفعل وليست مطيعةً ... وافعل ما قالت فصرتُ لها عبداAbu al-Fath mi recitò anche questi versi di Abu Nuwas:«È incatenata dal destino, eppure agisce in modi imprevedibili,Non seguendo né l'errore né la saggezza nel suo disegno.Se dico: "Non farlo", lei non obbedirà,Ma se dice: "Fallo", io divento allora suo schiavo.»وقد قدّمنا في باب أخبار ملوك الهند فيما سلف من هذا الكتاب قول من قال في النرد والغصّين أنها جعلت مثلاً للمكاسب وأنها لا تنال بالكيس ولا بالحيل وما ذكر عن أردشير بن بابك في ذلك أنه أوّل من لعب بها ورأى تقلّب الدنيا بأهلها وجعل بيوتها اثني عشر على ترتيب عدد الشهور وأن كلابها ثلاثون كلباً بعدد أيام الشهور وأن الغصّين مثلاً للقدر وتلعبه بأهل هذا العالم وغير ذلك مما وصفنا من أحوالها وقد قدّمنا من ذكرها في هذا الكتاب وغيره مما سلف من كتبنا وذكر بعض أهل النظر من الاسلاميين أن واضع الشطرنج كان عدلياً مستطيعاً فيما يفعل وأن واضع النرد كان مجبراً فتبين باللعب بها أنه لا صنع له فيها بل تصرفه فيها على ما يوجبه القدر علمه بهاAbbiamo già esposto, nel capitolo dedicato ai re dell'India all'inizio di quest'opera, le opinioni di coloro che considerano il nard e i due dadi come un'allegoria dei guadagni terreni: essi mostrano che questi non si ottengono né attraverso l'intelligenza né attraverso l'astuzia. Abbiamo anche riferito ciò che si dice di Ardashir, figlio di Pabag: che fu il primo a giocarvi e che vi vide una rappresentazione dell'incostanza di questo mondo verso i suoi abitanti; egli divise la tavola in dodici spazi, secondo il numero dei mesi, e creò trenta pedine, secondo il numero dei giorni del mese. Quanto ai due dadi, essi simboleggiano il destino e il modo in cui esso gioca con gli abitanti di questo mondo, oltre alle altre caratteristiche che abbiamo descritto. Tutto ciò è già stato menzionato qui e nelle nostre altre opere precedenti.Alcuni pensatori musulmani hanno sostenuto che l'inventore del gioco degli scacchi fosse un sostenitore del libero arbitrio ('adli) e consapevole delle proprie azioni, mentre l'inventore del nard fosse un fatalista (mujbir). Pertanto, attraverso il gioco stesso, apparve chiaro che egli non aveva alcun potere d'azione sulle sue mosse, ma che la sua pratica era interamente soggetta agli imperativi del destino, di cui aveva conoscenza attraverso questo gioco.
Questa scena ha avuto luogo tra il 745 e il 755.明皇與貴妃於長生殿上玩雙陸。時有西新羅國進白鸚鵡,聰慧特甚,上特愛之,號曰雪衣娘。是時上將輸,左右侍從皆顧此鸚鵡,鸚鵡乃飛入局中,鼓翼叱咤,而子俱亂。上大悅,遂不較。Emperor Minghuang [Xuanzong] L'imperatore Minghuang [Xuanzong] e la sua nobile consorte [Yang Guifei] si stavano godendo una partita a shuanglu nel Padiglione della Longevità. In quel periodo, il regno di Silla Occidentale aveva offerto in dono un pappagallo bianco di eccezionale intelligenza. L'imperatore ne era particolarmente affezionato e lo aveva soprannominato "la fanciulla dalle vesti bianche come la neve" (Xue Yiniang).In quel preciso momento della partita, l'imperatore era sul punto di perdere. Gli attendenti e il seguito volsero lo sguardo verso il pappagallo. L'uccello prese subito il volo e atterrò proprio nel mezzo del tavoliere; batté le ali e strillò, gettando i pezzi del gioco in totale confusione. Al settimo cielo per la gioia, l'imperatore decise di non continuare la partita.
Τάβλα
ὄνομα παιδιᾶς. ταύτην ἐφεῦρε Παλαμήδης εἰς διαγωγὴν τοῦἙλληνικοῦ στρατοῦ σὺν φιλοσοφίᾳ πολλῇ: τάβλα γάρἐστιν ὁ γήϊνος κόσμος, ιβ# δὲ κάσοιὁ ζωδιακὸς ἀριθμός, τὸ δὲ ψηφοβόλον καὶ τὰ ἐν αὐτῷ ζ# κοκκία τὰ ζ#ἄστρα τῶν πλανητῶν,ὁ δὲ πύργος τὸὕψος τοῦ οὐρανοῦ: ἐξ οὗἀνταποδίδοται πᾶσι πολλὰ καὶ κακά.Tábla
Nome di un gioco. Palamede lo inventò come svago per l'esercito greco, con consumata ingegnosità. Poiché la tábla è l'universo terreno, le dodici case corrispondono al numero dei segni dello zodiaco, il bossolo e i sette dadi in esso contenuti sono i sette astri erranti, e la torre è l'altezza del cielo, da cui molti mali vengono elargiti in cambio a tutti gli uomini.
Ferdowsi فردوسی ha iniziato a scrivere lo Shâh Nâmeh (Libro dei Re) nel 977 e lo ha completato l'8 marzo 1010.Questo poema epico racconta la storia della Grande Persia e attribuisce l'invenzione del gioco del Nard e la sua trasmissione agli Indiani al visir Bozorgmehr, durante il regno di Khosrow Anushirvan (531–579).Quando Ferdowsi descrive una disposizione con "due eserciti in otto parti", ciascun "esercito esteso su quattro quartieri", si può intravedere la posizione di partenza del backgammon.گفتار اندر ساختن بوزرجمهر نرد را و بردن به هندوستانبشد مرد دانا به آرام خویش / یکی تخت و پرگار بنهاد پیش
به شطرنج و اندیشهی هندوان / نگه کرد و بفزود رنج روان
خرد با دل روشن همباز کرد / به اندیشه بنهاد بر تخت نرد
دو مهره بفرمود کردن از عاج / همه پیکر عاج همرنگ ساج
یکی رزمگه ساخت شطرنجوار / دو رویه برآراسته کارزار
دو لشکر ببخشید بر هشت بهر / همه رزمجویان گیرنده شهر
زمینوار لشکرگهی چارسوی / دو شاه گرانمایه و نیکخوی
که دارند رفتار هر دو به هم / یکی از دگر برنگیرد ستم
یکی را چو تنها بگیرد دو تن / ز لشکر برین یک تن آید شکن!
به هر جای پیش و پس اندر سپاه / گرازان دو شاه اندر آن رزمگاه!
همی این بر آن، آن برین برگذشت / گهی رزم کوه و گهی رزم دشت!
برین گونه تا بر که بودی شکن / شدندندی دو شاه و سپاه انجمن
بدین سان که گفتم بیاراست نرد / بر شاه شد یکبهیک یاد کرد:
از آن رفتن شاه برترمنش / همانش ستایش، همان سرزنش،
ز نیروی فرمان و جنگ سپاه / بگسترد و بنمود یکیک به شاه!Il saggio si ritirò nel suo rifugio, pose dinanzi a sé una tavola e un compasso.Egli meditò sul gioco degli scacchi e sul pensiero degli indiani, e accrebbe la fatica della sua anima.Fece della ragione la compagna del suo cuore illuminato, e pensò di tracciare la tavola del Nard.Ordinò che fossero fatti due set di pezzi d'avorio: tutti intagliati da avorio del colore del legno di teak.Foggiò un campo di battaglia simile a una scacchiera, con due schieramenti disposti al combattimento.Divise i due eserciti in otto parti, tutti guerrieri conquistatori di città.Un esercito esteso su quattro quartieri, simile alla Terra, due preziosi re di nobile indolesi muovono insieme di concerto dove nessuno infligge un'ingiusta oppressione all'altro.Se due uomini piombano su un singolo uomo isolato, la sconfitta cadrà su quell'uomo solo proveniente dall'esercito!Ovunque, davanti e dietro l'esercito, i due re avanzano fieri in questa arena di combattimento,L'uno superando l'altro, ora in una lotta di montagna, ora in una lotta di pianura!In questo modo, a seconda di chi subiva la sconfitta, i due re e l'esercito si radunavano.Nel modo che ho raccontato, egli dispose il Nard e lo narrò tutto a uno a uno al Re dell'India:Il movimento del re sulla tavola, i suoi onori e i suoi rovesci,La forza del comando e la guerra delle truppe, li dispose e li mostrò uno a uno al Re dell'India!Dal XIV secolo, le copie dello Shahnameh sono illustrate e consentono di scorgere una somiglianza con il backgammon. Tra queste copie illustrate, alcune scene suggeriscono che la posizione di partenza fosse la stessa di oggi.Queste illustrazioni sembrano confermare l'uso di un tappeto intrecciato come tavoliere da gioco, come annotato da Hong Zun nel Pushuang.Metropolitan Museum of Art, New YorkQuesto foglio del 1300/1330 (Iran o Iraq), apparteneva originariamente allo stesso manoscritto di quello conservato nella Chester Beatty Library (catalogato come 'Per 104'). Questo manoscritto è noto come il "Primo piccolo Shahnama".È scritto in persiano classico, in particolare: بگوید در این تخت بازی نرد ("Egli spiegherà, su questo tavoliere, il gioco del nard").Mostra una partita già iniziata. Il visir Bozorgmehr nasconde 3 pedine rosse con la mano. The vizir Bozorgmehr hides 3 red pieces with his hand.San Diego Museum of ArtSu questo foglio del 1500 (India dei Sultanati), vi è scritto: نامۀ نوشین روان و نرد شطرنج و بوزجمهر ("La Lettera di Khosrow Anushirvan, il Nard, gli Scacchi e Bozorgmehr").Il visir Bozorgmehr ha mosso 5 pedine bianche dalle loro posizioni di partenza, mentre il giocatore nero ne ha mosse solo 2. Il giocatore nero è in svantaggio nella corsa perché una delle 2 pedine che ha mosso è stata colpita.Los Angeles County Museum of ArtQuesto foglio del 1525 (Turchia) mostra la posizione di partenza, ma sono raffigurate solo le pedine nere.
Il Ministro scorge sua figlia Gosechi mentre gioca a sugoroku con una domestica.Capitolo 26 — Il garofano selvatico五節の君とて、されたる若人のあると、双六をぞ打ちたまふ。手をいと切におしもみて、「せうさい、せうさい」とこふ声ぞ、いと舌疾きや。Stava giocando a sugoroku con una vivace e giovane domestica. Fregandosi le mani freneticamente, Gosechi esclamò con voce concitata e acuta: "Piccoli dadi! Piccoli dadi!"
Il Libro di Exeter, o Codex Exoniensis, è conservato nella Biblioteca della Cattedrale di Exeter.Massime IHy twegen sceolon tæfle ymbsittan, þenden him hyra torn toglide,
forgietan þara geocran gesceafta, habban him gomen on borde;
idle hond æmetlan geneah tæfles monnes, þonne teoselum weorpeð.Due siederanno insieme alla tavola, mentre il loro dolore svanisce,dimenticando l'asprezza dei fati, divertendosi sulla scacchiera;una mano in ozio e il tempo libero si addicono al giocatore, quando i dadi sono tratti.
Yan Shu sostiene che lo shuanglu non abbia avuto origine in Cina bensì in India — nota all'epoca come Tianzhu (天竺) — e ne fa risalire l'arrivo in Cina durante l'era Huangchu (黄初, 220-226 d.C.), sotto il regno dell'imperatore Cao Pi del Regno di Wei, proprio all'inizio del periodo dei Tre Regni.始自天竺,即《涅槃经》之波罗塞戏。三国魏黄初间流入中国Shǐ zì tiānzhú, jí "nièpán jīng" de bōluósài xì. Sān guó wèi huángchū jiān liúrù zhōngguóQuesto [gioco] proviene originariamente dall'India; è il bōluósàixì discusso nel Sutra del Nirvana (Niepan jing). Fu introdotto in Cina durante il periodo dei Tre Regni, sotto il regno di Huangchu della dinastia Wei.
Secondo le analisi di Paul Thieme, una conferma esplicita della pratica del backgammon in India si trova in un verso citato da Kaiyaṭa nel suo commento al Mahābhāṣya di Patañjali.ससहायस्य सारस्य परैर्नाक्रम्यते पदम् ।
असहायस्तु सारेण परकीयेण बाध्यते ॥sasahāyasya śārasya parair nākramyate padam
asahāyas tu śāreṇa parakīyeṇa bādhyateIl punto in cui si trova una pedina che ha una compagna non viene occupato dagli avversari.Una pietra che non ha una compagna, tuttavia, viene eliminata da una pietra avversaria.
Lines 1997-2040Molt ot a la cort jugleors,
Chanteors, estrumanteors ;
Molt poïssiez oïr chançons,
Rotruanges et noviaus sons,
Vïeleüres, lais et notes,
Lais de vïeles, lais de notes,
Lais de harpes et de fretiaus,
Lires, tympres et chalemiaus,
Symphonies, psalterions,
Monacordes, cymbes, chorons.
Asez y ot tresgiteors,
Joeresses et joeors ;
Li un dient contes et fables,
Auquant demandent dez et tables.
Teus i a joent a hasart,
Ce est uns geus de male part ;
As eschas joent li plusor,
Au geu del mat ou au mellor.
Dui et dui au geu s'aconpeignent,
Li un perdent, li un gaheignent,
Sor gaiges anpruntent deniers,
Onze por doze volantiers ;
Gaiges donent, gaiges seisissent,
Gaiges prenent, gaiges plevissent ;
Sovant jurent, sovant s'afichent,
Sovant boisent et sovant trichent ;
Molt estrivent, molt se corrocent,
Sovant mescontent, sovant grocent ;
Deus et deus gietent, et puis quernes,
Anbesas et le tierz et ternes,
A la foiee gietent quinnes,
A la foiee gietent sinnes ;
Sis, cinc, troi, quatre, dui et as
Ont a plusors toluz lor dras.
Bon espoir a qui les dez tient ;
Quant ses conpainz les a, se crient.
Asez sovant noisent et crient ;
Li un as autres sovant dient :
"Vos me boisiez, defors gitez,
Croslez la main, hociez les dez !
Je l'anvi avant vostre get !
Querez deniers, metez, g'i met !"
T'eus s'i puet aseoir vestuz
Qui au partir s'an lieve nuz.Ora alla corte si erano radunati molti acrobati,arpisti e compositori di musica, per il banchetto di Artù.Colui che desiderava ascoltare canti intonati al suono della rota,o sollazzarsi con la ritornella più recente del giullare,poteva soddisfare il suo desiderio.Qui stava il suonatore di viella,cantando ballate e laudi sulle loro melodie designate.Ovunque si poteva udire la voce di vielle, arpe e flauti.In ogni luogo si levavano i suoni di lira, tamburo e zampogna da pastore,cornamusa, salterio, cembali, monocordo e ogni sorta di musica.Qui l'acrobata faceva capriole sul suo tappeto.Là il mimo e la ballerina mostravano le loro prodezze.Tra gli ospiti di Artù, alcuni ascoltavano il narratore di storie e favole.Altri chiedevano dadi e tavole,e giocavano a giochi d'azzardo per una scommessa.Il male colpisce sia il vincitore che il perdente a causa di un simile svago.Per lo più gli uomini giocavano a scacchi o a dama.Si potevano vedere, a due a due, chinati sulla scacchiera.Quando un giocatore veniva sconfitto dal compagno,prendeve in prestito denaro per pagare la scommessa,dando pegno per il rimborso del suo debito.A caro prezzo pagava quel prestito, ottenendone undici per una dozzina.Ma il pegno veniva offerto e accettato,il denaro consegnato,e la partita continuava tra molti giuramenti e imbrogli,molto bere e bisticci,con contese e rabbia.Spesso il perdente era scontento e si alzava mormorando contro il compagno.A due a due i giocatori di dadi sedevano al tavolo, tirando i dadi.Tiravano a turno,ciascuno tirando più in alto del compagno.Li si poteva sentire contare,sei, cinque, tre, quattro, due e uno.Puntavano le loro vesti sul lancio, tanto che vi era chi tirava quasi nudo.Bella speranza aveva colui che stringeva i dadi,dopo che il compagno aveva gridato il suo numero.Allora la lite scoppiava improvvisa dal silenzio.Uno gridava attraverso il tavolo al compagno:"Tu imbrogli e non tiri lealmente.Non stringere i dadi così forte nella mano, ma gettali fuori sulla tavola.Il mio conteggio viene prima del tuo.Se hai ancora denari nel borsello tirali fuori, perché ti affronterò come desideri".Così i dadiere bisticciavano, e a molti degli ospiti di Artù accadde che chi sedeva al tavolo in pelliccia,se ne andasse dalle tavole vestito solo della sua pelle.
Le due parole gama (gioco di corsa) e cara (gioco di presa) presenti nel Mānasollāsa e nel Bhāratabhāṣya compaiono nel poema epico Triṣaṣṭiśalākāpuruṣacarita ("Le sessantatré grandi personalità"), composto da Hemacandra (1088-1172) tra il 1160 e il 1172:धनमित्रोऽन्यदा रेमेऽक्षद्यूतं बलिना समम् ।
अक्षीणबुद्धिविभवो गमेन च चरेण च ॥
पत्तीनामिव सारीणां वधबन्धपरौ मिथः ।
विपञ्चयामासतुस्तौ द्यूतं रणमिवोत्कटम् ॥dhanamitro’nyadā reme’kṣadyūtaṃ balinā samam |
akṣīṇabuddhivibhavo gamena ca careṇa ca ||
pattīnām iva sārīṇāṃ vadhabandhaparau mithaḥ |
vipañcayāmāsatus tau dyūtaṃ raṇam ivotkaṭam ||Un giorno Dhanamitra, la cui acutezza d'intelletto era intatta,giocò ad aksadyutam con gama e cara contro Bali.Intenti a catturare e bloccare i pezzi dell'avversario come soldati,svilupparono la partita come una battaglia violenta.
Passage 1Erec va siuant tote voie
Le chevalier qui armez fu,
Et le nain qui l’avoit feru,
Tant qu’il vindrent a un chastel
Mout bien seant et fort et bel;
Parmi la porte antrent tot droit.
El chastel mout grant joie avoit
De chevaliers et de puceles;
Car mout an i avoit de beles.
Li un peissoient par les rues
Espreviers et faucons de mues,
Et li autre aportoient fors
Terciaus, ostors muëz et sors.
Li autre jeuent d’autre part
Ou a la mine ou a hasart,
Cil as eschas et cil as tables.Erec cavalcava, seguendo sempreIl cavaliere che era interamente armato,E il nano che lo aveva percosso,Fino a quando giunsero a un castelloMolto ben situato, forte e bello;Passarono dritti attraverso la porta.All'interno del castello vi era grande gioiaTra i cavalieri e le damigelle;Poiché vi si trovavano molte belle donne.Alcune, lungo le strade, nutrivanoSparvieri e falconi in muta,Mentre altre portavano fuoriTerzuoli e asturori, mutati o di prima anno.Altre ancora giocavano altrove,O alla «mina» o a giochi d'azzardo,Alcuni agli scacchi, e altri alle tavole.Passaggio 2Cil ne doit pas estre obli
Ne Beduiers, li conestables,
Qui mout sot d’eschas et de tables,Quello non bisogna dimenticare;Né Bedivere il connestabile,Che sapeva molto di scacchi e di tavole,
Vers 1646-1660Lors s'an vont jusqu'a une pree:
An cele pree avoit puceles
Et chevaliers et dameiseles,
Qui jooient a plusors jeus,
Por ce que biax estoit li leus.
Ne jooient pas tuit a gas,
Mes as tables et as eschas,
Li un as dez, li autre au san,
A la mine i rejooit l'an;
A ces jeus li plusor jooient.
Li autre, qui iluec estoient,
Redemenoient lor anfances,
Baules et queroles et dance;
Et chantent et tunbent et saillent,
Et au luitier se retravaillent.Poi si dirigono verso un prato,dove c'erano fanciulle,cavalieri e damigelleche giocavano a vari giochipoiché era un luogo piacevole.Non erano tutti impegnati in passatempi oziosi,ma giocavano a tavole, a scacchi,ai dadi, a Doppio Sei,e al mio pure.La maggior parte di loro praticava tali giochi;gli altri si godevanoi giochi a cui giocavano da giovani,ballando, cantando,facendo capriole, saltandoe lottando l'uno con l'altro.
Verse 10581Dâ lâgen vor den vrouwen fier
wurfzabel und kurrier
geworht von helfenbeine
mit edelem gesteine
spilten si, mit holze niht,
als man nû vrouwen spilen siht.Davanti alle orgogliose dame furono postiun gioco di tavole e uno del corriere,fatti d'avorioe ornati di pietre preziose.Giocavano così, e non con il legno,come si vede giocare le dame al giorno d'oggi.
Il poema "Li Roumans dou chastelain de Couci et de la dame du Fayel", attribuito a Jakemes, è comparso in diversi manoscritti del XIV secolo. Uno di questi manoscritti (Biblioteca Nazionale di Parigi: Fondo Francese n°15098) è stato curato da Georges-Adrien Crapelet nel 1828. Esso attesta che il poema risale al 1228 e conteneva 2 miniature. La prima miniatura (in apertura della prima pagina del testo) rappresenta il Signore di Coucy e la Dama di Fayel mentre giocano al "gioco delle tavole".Passaggio 1 (v. 475-482)Après disner par grant soulas
Orent vin, pommes, gingembras,
Et puis si se leverent tuit.
Chascuns ala en son [d]eduit.
As tables vont aucuns jouer,
Ou aus eschés pour deporter.
Li aucuns faucons vont loirier ;
Chascuns s'en va esbanier.Confinano piacevolmente la cenaCon vino, mele e zenzero,Poi si ritiranoE ora si dedicano ai loro passatempi.Giocano a tavole o a scacchiA seconda del loro gusto,Altri si uniscono al seguito del falco;Tutti si divertono.Passaggio 2 (v. 507-512)La dame au chastelain a dit :
Sire, s'il vous plaist, un petit
Jouerons moy et vous aus tables,
C'est uns gieus biaus et delitables ;
Et si voulés dormir aler,
Vous irés pour vous reposer.La Dama disse al Signore:«Sir, vi piacerebbeGiocare a tavole?Questo gioco è bello e piacevole;Oppure, se credete sia meglio,Vi prego di riposarvi».
I termini gama [gioco di corsa] e cara [gioco di contenimento] presenti nel Manasollasa e nel Tri-Shashthi-Shalaka-Purusha-Charitra compaiono anche nel poema «Balabharata» di Amaracandra (XIII secolo) durante la descrizione di un gioco che è certamente il backgammon.Vedi Paul Thieme, Chess and Backgammon, p. 212.Verse 14उत्थापितारोपितबद्धमुक्तैः श्यामैश्च रक्तैश्च नृपैरिवैतौ ।
सारैर्विचिक्रीडतुरेक्चित्तौ गमं चरेऽप्यादधतावलक्षम् ॥utthāpitāropitabaddhamuktaiḥ śyāmaiś ca raktaiś ca nrpair ivaitau
śārair vicikrīḍatur ekacittau gamaṃ care ‘py ādadhatāv alakṣamCon i pezzi, scuri e rossi, sollevati, posizionati, imprigionati (baddha) e liberati (mukta), entrambi giocavano come re.Con lo stesso spirito, praticavano il gama (gioco di corsa) e il cara (gioco di contenimento).
Libro 4 - Kasi KhandaSezione 2 - UttarārdhaCapitolo 88 - Satī abbandona il proprio corpoविश्वक्रीडा प्रवर्त्तते देवदेव त्वया सह ।
मासैर्द्वादशभिः क्लृप्ताः कोष्ठिका द्यूतफलके ॥
पक्षौ सित्तसितौ देव कृष्णसारोद्भवौ तथा ।
तिथयः पञ्चदश च कोष्ठिकापूरिकाः स्मृताः ॥
अयनद्वितयं चैव पाशकद्वयमुच्यते ।
जयो जयश्च लोकेस्मिन् सृष्टिप्रलयसंज्ञकौ ॥
देव्या जये भवेत्सृष्टिर्धूर्जटेस्तु जये लयः ।
viśvakrīḍā pravarttate devadeva tvayā saha |
māsairdvādaśabhiḥ klṛptāḥ koṣṭhikā dyūtaphalake ||
pakṣau sittasitau deva kṛṣṇasārodbhavau tathā |
tithayaḥ pañcadaśa ca koṣṭhikāpūrikāḥ smṛtāḥ ||
ayanadvitayaṃ caiva pāśakadvayamucyate |
jayo jayaśca lokesmin sṛṣṭipralayasaṃjñakau ||
devyā jaye bhavetsṛṣṭirdhūrjaṭestu jaye layaḥ |Narada disse:O Dio degli Dei, il tuo gioco è l'intero universo.Le caselle sul tabellone da gioco, o Signore, sono i dodici mesi,i pezzi scuri e chiari sono i giorni della luna,che sono due volte quindici in un mese, i due dadi sono i due cammini del sole.I due esiti, vittoria e sconfitta, sono chiamati Creazione e Dissoluzione.Quando vince Devi c'è Emanazione,quando vince Dhurjati (Shiva) c'è Riassorbimento.
De Vetula (BL Harley MS 5263) è un poema latino del XIII secolo scritto in esametri dattilici e suddiviso in tre libri.XXVIIIExcusare tamen speciem Ludi deciorum
Nituntur, cum quâ deducitur alea pernix:
Ipsam, dicentes, pauco discrimine rerum
Pasci posse diu, tanta est dilatio ludi,
Tanta lucri damnive mora est : successio cujus
Tot parit eventus, quot iactus continet in se,
Fine tenus, ludus, nec solâ sorte, sed arte
Procedunt acies, & inest industria mira.
Praesertim cum multimodè mutatio Ludi
Quolibet in jactu disponi possit, eo quod,
Sicut praecessit jactus, diversificantur
In punctaturâ propriè : quia schema cadendi
Nil operatur in hoc, sed punctatura docet, quid
Lusoris faciat viso solertia jactu.
Quomodo militiam disponat, ibi legit, unde
Transferat et qua quam vel quas ter quinque suarum,
Et combinat eas, ne si capiantur ab hoste
Solivage, cogantur, ut ad sua castra recurrant,
Et numeros perdant impensos, solivagasque
Hostiles capit ad sua castra recurrere cogens,
Damnificansque hostem numeris, quib egerat illas,
Districtusque preoccupat, angustatque meatus,
Ut pateat via tuta suis ad circumeundum,
Atque negetur ei, quibus adversaries uti
Debet. Sed postquam precluserit omnia, néve
Descendat series sua precipitantius eque,
Exponit quasdam capiendas sponte suarum,
Ut renovet, sursumque reciprocet obsidionem,
Restauretque suam, si rupta est fortè, catenam,
Donec tot teneat captivas, quot recipi vix
Possent in castris, etiamsi castra vacarent:
Vel donec, que transierant, ita precipitate,
Sint, vel dissute, quod non possent retinere,
Si quam captivam regredi contingeret illuc.Eppure cercano di scusare la natura del gioco dei dadi,con cui il rischio acuto guida, dicendo che,con il minimo cambiamento nelle cose,ci si può nutrire a lungo, tanto è lungo il ritardo del gioco,così prolungata è la suspense del guadagno o della perdita: una successionegenera tanti esiti quanti sono i tiri in essa contenuti;l'intero gioco procede fino alla fine, non per sola fortuna, ma per abilità,le linee avanzano e l'abilità vi è mirabile dentro.Specialmente poiché la variazione del gioco può essere disposta in molti modicon ciascun tiro, poiché,proprio come un tiro ha la precedenza, essi differiscononel punteggio nello specifico: perché il modo in cui i dadi cadononon ha effetto qui, ma il punteggio insegnaciò che l'intuizione del giocatore, alla vista del tiro, dovrebbe fare.Come disporre la campagna, lo legge da lì, da dovedovrebbe trasferire e con quali mezzi, come o quali serie di cinque sue proprie,e le unisce, affinché, se le sue pedine vengono catturate da un nemico,vagando, non siano costrette a ritirarsi al loro accampamentoe a perdere i numeri già spesi, e allo stesso modocostringe i singoli prigionieri del nemico a correre al loro accampamento,causando la loro perdita nei numeri per cui hanno guadagnato,confina e blocca il passaggio,affinché rimanga una via sicura per le sue da percorrere intorno,e nega all'avversario ciò di cui dovrebbe servirsi.Ma dopo aver bloccato tutto, e aver fermatola sua linea che si precipitava troppo rapidamente in avanti,espone alcune delle proprie pedine per essere prese di sua sponte,per rinnovare e ricambiare l'assedio,per ripristinare la sua catena se capita che venga spezzata,finché tiene prigioniere tante pedine quante a malapena potrebbero essere accoltenell'accampamento, anche se l'accampamento fosse vuoto:o finché coloro che sono passati, così frettolosamente,sono così dispersi da non poter trattenerealcuna pedina che, se catturata, possa farvi ritorno.
L'edizione più antica che sopravvive oggi risale al periodo Zhishun (至順) (1332). L'introduzione scritta da Zha Fuxi (查阜西) racconta che lo Shilin Guangji (事林廣記) fu composto da Chen Yuanjing (陳元靚) (1200-1266) durante la dinastia Song del Sud (1126-1279) e fu rivisto più volte durante la dinastia Yuan (1271-1368).Lo Shilin Guangji contiene il Pushuang (譜雙) di Hong Zun (洪遵).Dinastia Yuan. Illustrazione a blocchi di legno nello Shilin Guangji di Chen Yuanjing, che mostra due uomini che giocano a shuanglu.Nel suo articolo “Suspicions Regarding What Are Alleged To Be Glass and Agate Weiqi Chess Pieces” (China Archaeology and Art Digest 4.4 [2002]), Dong Li dello Shaanxi History Museum ha pubblicato un'illustrazione tratta dallo Shilin Guangji che mostra due uomini che giocano a shuanglu. Riconosciamo la posizione di partenza del backgammon moderno.Un ringraziamento speciale a Jean-Louis Cazaux e Thierry Depaulis per questa scansione.
Nel XIII secolo, ispirato da precedenti composizioni arabe, un autore anonimo (lombardo?) compose in latino il primo trattato occidentale sugli scacchi e sulle tavole (il Bonus Socius), sotto lo pseudonimo di Bonus Socius ("ego bonus socius", «io, il buon compagno»).Esso include varianti di:barailimperialminorettestaBiblioteca di Firenze, Banco dei Rari 241 (già B.A. 6, p. 2, n. 1)Questo manoscritto miniato contiene 11 problemi di gioco dei dadi / tavole su 7 fogli (cc. 112-118).Istud partitum optimum sed difficilimum ad plenum. Doceri non potest. Potius usu ludo est optativis in tribus taxillis. Ludet quelibet pars cum 14. Nigre 12 stant in sua domo et albe 12 in sua domo. Vn oportet que due nigre vedurantet ad suas et due albe ad suas. Qui primo trahit melius per totum ht faciendo cum duabis cinc quater as et ligando. Alter descendet paulats cum amesas el terz. lj idem faciet qui primo traxit cauendo sibi ne duas nudas faciat quod tunc alia pars ivet cum una domo suis et posset acquire. Sed dato que interdiratet ne primus tractus siat cinc quater as ut perdixi tunc que primo trahunt detius lunt lurvavet tn de non experto faciendo amesas cum duabis extrinsecis et unum as in domo ille forsan faciet illud quod tu tunc suas denuddire in domo duas tabulas quod una sit in cinc ul in sis arqurus si ipen denudet duas que tu cum una dua extrinseca cooperis una et alia trahassi tunc percuciat tuas extrinsecan. non potit os coopire tu tapies cum arquies. si non post tuum primum tactum suas duas extrinsecas faciendo punctum in suis sines ul si in tuis sines faciat punctum tunc sili perdet quod tu paulati ludes cum amesas el terz. unam sep omiittendo in sis ur qn nelis cum extrinsecas lude illa coopias.
Istum ludum nunquam perftem scies non experimento. Et li non que unus non q pellitur facere quicquid alter facit sicur in quibuldan alii ludis optativis quilit cum facit. tribus taxillis quicquid ci placet.Questo problema è eccellente ma è molto difficile. Non si può quasi insegnare, ma bisogna piuttosto impararlo con la pratica. Il gioco è a scelta di un tiro con tre dadi e si gioca con quattordici pedine per parte. Dodici pedine nere sono nella loro casa e dodici bianche nella loro. Di conseguenza, bisogna che le due nere rientrino tra le loro e le due bianche allo stesso modo. Colui che si muove per primo ha il vantaggio se gioca le sue due pedine con 5-4-1 e se si protegge; l'altro scenderà un poco con 1-1-1. Colui che si è mosso per primo fa lo stesso, facendo attenzione a non lasciare le sue due pedine isolate, perché il suo avversario avanzerebbe con le proprie e sarebbe in grado di guadagnare terreno. Ma se nel suo primo movimento il 5-4-1 non è protetto, come ho detto, allora coloro che devono muovere si troverebbero in una posizione peggiore. Sarebbe tuttavia vantaggioso per chi non è esperto fare 1-1 con le sue due pedine e 1 nella sua casa. L'avversario farà lo stesso; ma allora, se sapete come dare due pedine nella casa di cui una sarà in 5 e un'altra in 6, avrete il vantaggio. Se lascia delle pedine isolate, colpirete con una delle vostre pedine esterne: ne sposterete due. Se allora prende una delle vostre pedine esterne, non potrà recuperare tutto e voi lo colpirete e guadagnerete terreno. Ma se non sposta le sue due pedine esterne dopo il suo primo movimento, facendo un punto nel suo 12, perderà perché giocherete progressivamente con 1-1-1, inviandone sempre una in 6 poiché quando vorrà muovere le sue pedine interne la colpirete.Questo gioco non si conoscerà mai senza la pratica. Questo perché non si è costretti a fare ciò che fa l'avversario come nella maggior parte degli altri giochi a scelta di un tiro. Ognuno fa con i tre dadi ciò che vuole.Nel suo articolo "The Mediæval Game of Tables" (Medium Ævum vol. X n. 2 [1941]), H.J.R. Murray ha tradotto in inglese alcuni termini che ho tradotto a mia volta in francese:barra s.f., la barra. Exire ultra barram (c. 117v), attraversare la barra.cooperire v., (c. 117v), coprire, collocare una seconda pedina su una casella già occupata da una pedina dello stesso schieramento.domus, il tavoliere interno da cui un giocatore fa uscire le proprie pedine.extra (c. 117v), al di fuori del tavoliere interno.fallum, perdere ad (c. 117v), perdere la partita a causa dell'impossibilità di giocare i propri dadi.firmare punctum (c. 113v), occupare saldamente una casella impilandovi le proprie pedine.optare v. (cc. 112v e 113v), scegliere i dadi.partita, un problema.posta, ad postam, invitare, ad invitum, problema per il quale non viene fornita alcuna spiegazione, probabilmente perché le regole sono sottintese.punctum, facere punctum (c. 116v), occupare saldamente una casella impilandovi le proprie pedine.solus s.m. (c. 117v), una pedina isolata o blot.Molte copie in latino e traduzioni in francese (dialetto piccardo) apparvero nel XIV secolo.BNF Ms latin 10286 (in precedenza 7390)Questa copia del XIV secolo firmata "N. de N." (c. 3r) sarebbe apparsa (o: sarebbe appartenuta) a Carlo d'Orléans (annotazioni nei margini). I 24 fogli (cc. 149-172), contenenti 48 problemi di tavole, iniziano con:Hec sunt partita tabularum et quia dupliciter fiunt scilicet optando cum lingua et proiciendo taxilos, primo dicitur de optativis id est illis que optantur sive petuntur cum ore. Et est istud partitum tale: dicit ille qui habet auream tabulam ista aurea tabula debet elevari in punctis quia ibi est sua domus et rubea econtrario scilicet ubi stat aurea. et luditur in duobus taxillis pete primo vel ego petam et scire debes quod illa que stat deforis scilicet rubea perdit sive primo trahat sive non: quia si primo trahat percutit auream per sines et aurea percutit eam faciendo sines et vincit ut statim vides. si aurea primo trahat percutit rubeam per sines et rubea percutit illam quia melius non habet. tunc aurea faciet iiii as et vincet ut videbis.Ecco i problemi di tavole che si giocano in 2 modi, vale a dire sia "a scelta di un tiro", sia gettando i dadi. Il primo modo si gioca annunciando oralmente i dadi come questa prima partita. Colui che ha la pedina dorata dice: Questa pedina deve essere fatta uscire a partire dai punti [sulle caselle da 19 a 24], poiché è il suo tavoliere interno, e la pedina rossa [fa] il contrario, vale a dire a partire dal luogo in cui si trova la pedina dorata. Questa partita si gioca con 2 dadi [non di più]. Annuncia per primo o annuncio io. Devi sapere che colui che è fuori, cioè il giocatore rosso, perde la partita, che la cominci o meno. Poiché se comincia, colpisce la pedina dorata con 6-6 e la pedina dorata la colpisce a sua volta con 6-6 e vince come puoi constatare. Se la pedina dorata comincia, colpisce con 6-6 la pedina rossa che la colpirà a sua volta poiché non può fare di meglio. Allora la pedina dorata fa 4-1 e vincerà, come potrai constatare.BNF Ms fr. 1173 (in precedenza 7391)"Le Gieu des eskès, les partures de taules et le gieu des merelles" è firmato da "Nicoles de St Nicholas" (c. 2r).I 24 fogli (cc. 180-203), contenenti 48 problemi di tavole, iniziano con: Chi commenc[h]ent les partures de[s] taules et por ce ke [on] en puet juer en .ij. manières c'est asavoir par souhaidier de la langue et par gietter les dés, premiers dirons de celes à souhaidier, et est ceste parture tele, ke taule doit estre eslevée ens es poins. Et li taule rouge est eslevée ou taulier où celé d'or est..., e terminano con un problema che si ritrova anche nel Ms. lat. 10286 della BNF, c. 171v:Ches partures sont faites alesiées ceus des taules. Et sont faites les unes de .ii. dés et les autres de .iii. Les unes sont juees de souhaide. Si comme li hom sans dés souhaide chou qu'il veut. Et chis premiers gieus est de buffe en .ii. des. Les rouges vont devant et celes d'or les suient. et est maisons de chascune partie li point sont fait et sont toutes celes d'or asseurées. aucun croient keles puissent aler avec les rouges encloses et desleueront li sienes en reponant celes d'or. Tu rechoives anchois celes d'or, et en envoies .ii. por une ; car encontenant lues que tu commenceras celi trespasser des siues asseurées, il sera confus si que tu le verras.Questi problemi corrispondono a quelli del gioco delle tavole. Alcuni si giocano con 2 dadi e gli altri con 3 dadi. Alcuni sono "a scelta di un tiro" (di desiderio). Se si gioca senza dadi, si annuncia ciò che si vuole. E questo primo gioco è di Buffe con 2 dadi. Le pedine rosse avanzano e le pedine dorate le seguono fino ai loro tavolieri interni in 19-24. Tutte le pedine bianche sono al sicuro. Nessuno crede che le pedine dorate possano seguire le pedine rosse impilate, riposizionarsi e uscire. Tuttavia devi accettare le pedine dorate e muovi 2 pedine invece di 1 perché non appena comincerai a penetrare tra le sue pedine, le tue saranno al sicuro. Sarà talmente confuso nel modo in cui lo terrai d'occhio.BNF Ms fr. 1999 (in precedenza 7918)"Livret des divers jeux partis du tablier", manoscritto appartenuto a Carlo V. I 17 fogli (cc. 118-134), contenenti 34 problemi di tavole, iniziano con: Jà sont les partures des tables; et pour ce que elles sont faites en deux manières, c'est assavoir par souhait de la langue et en jetant les dez, nous dirons premiers de celles qui sont faites par souhait, ou par petition de la bouche..., e terminano con una partita che si ritrova anche nel Ms. lat. 10286 della BNF, c. 166v:Ceste parture est de souhait en iii dez; et doivent toutes estre ramenées en a, en faisant une meisme chose. A tous traiz l'en demande premier vi, v, iiii, en traiant toutes en la crois; après, vi, v,iiii, de toutes; au dernier, vi, v, iiii ; et viennent toutes en a, si com tu pourras veoir.Questo problema è a scelta di un tiro con 3 dadi. Tutte le pedine devono essere riportate in A, con gli stessi dadi. Si chiede per primo 6-5-4 per spostarle sulla croce. Poi 6-5-4 e infine 6-5-4. Sono tutte in A, come puoi vedere.Ms H. 279 (Montpellier)"Li Livres Bakot, l’Explicit des partures de tables" contiene 48 problemi di tavole su 25 fogli (cc. 90-114).Pierpont Morgan Library. Manoscritto. M.108. (chiamato anche Fountaine Ms)È stato copiato in Francia (Thérouanne o Saint-Omer) verso il 1290-1300.I 22 fogli (cc. 147-168) contenenti 44 problemi di tavole (il foglio 146 che conteneva i primi 2 problemi è mancante) iniziano con un problema che si ritrova anche nel Ms. lat. 10286 della BNF, c. 150v:Cis gius est de le tiest[e] et souhaidans en .iij. des et dient celles dor que elles leueront toutes deuant che que les rouges soient hors cest en A. et traient chilles dor premers et les rouges seront che meisme que celles dor et se les rouges le perdent aucun point quelles ne puissent toudis faire tout le giu al dor le uollent perdre tu auoec celles dor le fai .du. et as. et leaieme de un quaerne il fera un quaerne deus et as et tu deus et ambes .as. enferant les sienes atout le trait et il cece meisme. hoste lune en ferant lune des sienes et fai deus et ambes .as. et il ce meisme tu feras le siene par deus et laut[r]e feras en fasant ambes as et en desleueras une et en uiant ensi tu poras ueoir coument tu les elleueras toutes deuant que nulles des rouges pinstissir et leuenteras.Questo gioco è di Teste annunciando 3 dadi. Il giocatore delle pedine dorate dice che farà uscire tutte le sue pedine prima che le pedine rosse arrivino in A. Il giocatore delle pedine dorate comincia e quello delle pedine rosse gioca gli stessi dadi. I rossi non dovranno mai percorrere tutto il tabellone se vengono colpiti, contrariamente alle pedine dorate. Tu hai le pedine dorate e annunci 2-1 [per colpire le 2 pedine rosse] e copri con un 4. Egli farà 4-2-1 [ed entrerà sulle caselle 1 e 4] e tu 2-1-1 per colpire le sue. Egli farà lo stesso: ne tiene una e ne fa entrare una [nella casella 2]. Tu fai 2-1-1 con una pedina che colpirà la sua pedina e poi uscirà con 1-1. E facendo così potrai vedere come le farai uscire tutte prima che nessuna delle rosse superi la barra.Additional MS 9351 (British Museum)"Tractatus varii de ludis" contiene 44 problemi di tavole (cc. 8-10 e 17-35 [le cc. 11-16 sono mancanti]).Este ludus ē optatunus in tribus taxillis. & dnt̄ albe q̇ ellena-būt oes̄ anq̄̄ aliqua nigrarū sit ex̄o. & trahun̄t albe & dabur unam nigris ut semp̄ faciat totum ludū. & faciet q̄qd faciet albe.
Tu cum albis fac du. & as. de illa sola capien̄ nigras. & copi ex cū quatt̄. Ipe faciet quatt̄ & du & as. Tunc fac du & ambas semp̄ capiendo suas ad omnē tractum ipe idem.
Tu dpone unam capiendo unā desuis & facies ambas. Ipe idē. tunc capies suā ṗ du. & ahā silr̄ facien̄ ambas. & ellouun̄ unā. & ita ludū quō uidebis omnes ellouabes prius q̄̄ aliqua nigrarū possit exire & uinces. et ē de testa in tribus taxillis.Questo gioco è a scelta di un tiro con tre dadi. E si dice che le bianche usciranno tutte prima che nessuna delle nere sia uscita. Le bianche tireranno (giocheranno) e daranno una [pedina] alle nere affinché facciano sempre tutto il gioco (siano costrette a giocare). E faranno tutto ciò che faranno le bianche.Tu, con le bianche, fai un "due" e un "asso"; con questo solo, cattureranno le nere. E cattura poi con un "quattro". Lui (l'avversario nero) farà "quattro", "due" e "asso". Dopodiché, fai "due" e "asso" (ambo), catturando sempre i suoi pezzi a ogni mossa (colpo), e lui farà lo stesso.Tu, posa una [pedina] catturandone una delle sue e farai il due. Lui farà lo stesso. Dopodiché, catturerai la sua con il "due", e l'altra allo stesso modo facendo il due. E ne uscirà una. E così, in questo gioco, vedrai che le farai uscire tutte prima che nessuna delle nere possa uscire, e vincerai. E questo è [un gioco] di testa con tre dadi.Ms. Extrav. 118 (Wolfenbüttel - Herzog August Bibliothek)Contiene, in francese, 34 problemi di tavole (cc. 117-133).
Historia rerum in partibus transmarinis gestarum (BNF, MS Fr. 9081, manoscritto realizzato ad Acri intorno al 1280, racconta l'"Attacco a Ugo II di Puiset" [f.160r] avvenuto a Gerusalemme nel dicembre del 1132.Ugo II di Puiset, conte di Giaffa, era libero di rimanere a Gerusalemme in attesa di una nave che lo conducesse in esilio. Un giorno, mentre giocava a dadi per strada, fu brutalmente aggredito da un cavaliere bretone. Il cavaliere fu rapidamente catturato e condannato.LI QUATORZIESMES LIVRESXV. De la mort le conte de Japhe et coment il fu au cors perilleusement navrez.Si com il estoit devise en la pais li Cuens devoit passer mer: si estoit alez en Jherusalem por atendre son passage. Un jor avint que il fu en la rue que len apele la rue aus Peletiers devant louvroer a un marcheant que len claimoit Alfons et jooit ilec aus tables. Uns chevaliers survint la qui estoit nez de Bretaigne: bien se prist garde que li cuens pensoit mout a son jeu; lors sacha sespee si le feri parmi la teste et apres destoc parmi le cors en pluseurs leus. Granz plaies li fist assez voiant touz ceus qui present estoient. Li criz sordi par la ville mout granz: tuit i acorurent et fu la citez mout esmeue.LIBRO QUATTORDICESIMOXV. Sulla morte del Conte di Giaffa e su come fu gravemente feritoIl Conte di Giaffa attendeva l'opportunità di attraversare il mare e si recò nuovamente a Gerusalemme, secondo la sua abitudine. Un giorno, nella via dei Fabbri, di fronte alla bottega di un mercante di nome Alfane, mentre giocava alle tavole, senza diffidenza e concentrato solo sul gioco, all'improvviso un cavaliere bretone impugnò la spada, aggredì il Conte e gli inflisse diversi colpi, in presenza di tutti coloro che si trovavano lì. Immediatamente si radunò un grande numero di persone; l'intera città fu scossa e rabbrividì d'orrore all'udire un così odioso assassinio.
Il manoscritto miniato Li Livres Bakot, oggi conservato presso la Facoltà di Medicina di Montpellier, è la versione francese del manoscritto italiano Bonus Socius (1275). Possiamo quindi trovarvi le stesse varianti del backgammon.L' Explicit des partures de tables contiene 48 problemi di tavole su 25 fogli (cc. 90-114). Il problema 33 ripete e corregge il primo.Nel 1907, Ferdinand Castets trascrisse diversi passaggi da Li Livres Bakot nel suo articolo «Li livres Bakot, manuscrit contenant des parties d’échecs, de tables et de mérelles», Romanische Forschungen 23 (1907), pp. 691–705.Partita I. (= BNF Ms latino 10286 c. 149r)Il problema 33 (qui sotto) ripete e corregge il primo.Ichi sunt les partures des tables, et por ce qu’eles sunt faites en deuz manieres, s’il est assavoir par souhait de la langue et en getant les dés, nous dirons premiers de celes qui sunt faites par souhait, c'est a dire de celes qui sont faites par souhait ou par peticion de la bouche, et ceste prime parteure est tele. Chil qui a la blanche table, dist : Ceste table doit estre levée es poins [rouges][mais les tabliers ne donnent pas ces points rouges], car c’est sa maison, et la noire [fait][et de même pour les autres mots ajoutés] le contraire, s’il est assavoir ou la blance est ; et si jeueon en ceste parteure de II dés [sans plus]. Demande premiers ou je demanderai. Et [si] dois savoir que cele qui est defors, s’il est assavoir la noire, pert [le ju], traie premier ou non. Car s’ele trait premier, ele fiert la blanche par sinne, et la blance le fiert ausi en faisant sinne et vaint, si com tu pues tantost veoir. Se la blance trait pemiers, ele fiert la noire par sinne et la noire li, car ele ne puet mix [faire. Lors fera la blance quatre et as] et vaintera [la noire], si com tu [porras veoir en faisant la prueve][le texte de la partie 1 à partir de « mix » est : « et vaintera, si com tu le verras].Ecco i problemi di tavole che si possono giocare in due modi, ossia "scegliendo un tiro" o "tirando i dadi". Il primo modo si gioca annunciando i dadi come in questo primo problema. Colui che ha la pedina bianca dice: questa pedina deve essere tolta dai punti [tuttavia, le testate non cedono questi punti rossi], poiché è la sua casa, e la pedina nera [fa] [e allo stesso modo per le altre parole aggiunte] il contrario, cioè da dove si trova la pedina bianca. Questo problema si gioca con 2 dadi [non di più]. Sii il primo ad annunciare o annuncio io. Saprete che colui che si trova all'esterno, cioè il giocatore nero, perde la partita qualunque sia il momento in cui comincia. Poiché se il Nero comincia, colpisce la pedina bianca con 6-6 e la pedina bianca la colpisce in risposta con 6-6 e vince come potete vedere. Se il Bianco comincia, colpisce con 6-6 la pedina nera che lo colpisce in risposta poiché non può fare di meglio. Poi il Bianco gioca 4-1 e vincerà, come potete vedere. [Il testo della Parte 1, che inizia da "mes", è: "e [lui/essa] conquisterà, come vedrete"]Partie XIV. (= BNF Ms latino 10286 c. 161v)Toutes sont en lor maisons por lever et les blances traient premiers, et fait cascune partie buf de as en III dés, et est le ju de barill en tel maniere que quant li uns est pris, il entre es poins et avironne le tablier. Et vaintent les blances, car eles lievent une des daesraines en faisant buf de as. Lors font les noires buf de as et les blances buf de as d’une seule daesraine, car c’est lors bons jus se les noires prendent cele qui est. Et se eles prendent ou non, tu as blances, en fera[s] une nue autre, et feras prendre II des tines et retrairas et enquerras de ces II et feras que toutes les suies viegnent en la seconde table. Lors retrairas de ces II la maison et les leveras en tel maniere que la tierce demora nue en la bataille devant les noires et la touceront et tu ne prenderas fors la daesraine et tu vainteras.Tutte le pedine sono nella loro casa e sono pronte per essere tolte [Bianco e Nero si muovono nella stessa direzione]. Il Bianco comincia e ciascuno gioca 1-1-1 con 3 dadi ogni volta. Questo è un problema di Barill, ossia quando una pedina viene colpita, deve essere rientrata e attraversare nuovamente la tavola. Il Bianco vince poiché toglie una delle ultime pedine giocando 1-1-1. Così il Nero gioca 1-1-1 e il Bianco 1-1-1 muovendo una sola delle ultime pedine, poiché la cosa migliore da fare è farsi colpire dal Nero. Colpito o no, hai le pedine bianche e lascerai una seconda pedina isolata. Due pedine saranno colpite e dovranno tornare insieme nella seconda tavola. Poi porterai entrambe le pedine nella loro casa e le toglierai con la terza pedina sola nella battaglia contro il Nero. Non verrai colpito e vincerai.Partie XXI. (= BNF Ms latino 10286 c. 165r)Ceste parture est de minoret et est de souhait, et fera la noire ce que feront les blances, et s’elle puet issir en la crois, les blances le perdent par le trait meisme que les blances sunt levées. Tu, jue des blances et fai ambe troie dusques en a, la noire autel. Tu feras buf de sinne en faisant table en b. Il se tenra fermes, car ja por ce ne perdra nus, et ensi par buf de sinnes prendras la siue et leveras toutes les blances en ce liu que mains que cinc des queles tu feras adès buf de as ; car se ele puet issir dusques en la crois et par ce meisme trait que les blances seront levées daesrainement, ele vaintera ; mais les blances feront ensi que dit est et eles le gaaigneront.Questo è un problema di Minoret scegliendo i tiri. Bianco e Nero giocheranno gli stessi dadi. Se la pedina nera può raggiungere la croce, il Nero vincerà prima che le pedine bianche siano tolte. Tu giochi quelle bianche e fai 1-1-3 in A e il Nero fa lo stesso [in B]. Farai 6-6-6 e colpirai la pedina nera in B. E così, tramite diversi 6-6-6, continuerai e toglierai tutte le tue pedine bianche in questo posto, poiché se la pedina nera andasse alla croce, il Nero vincerebbe. Ma il Bianco farà così e vincerà.Partie XXIII. (= BNF Ms latino 10286 c. 166r)Ceste parteure est de souhait de teste et traient premiers les blances, et qui faut, il le pert ; et font adès les blances quaterne et troie, et les noies adès buf de sinne et le tiere. Dont je di que les blances vainteront, car eles font quaterne en a et troie en b ; les noires buf de sinne veulent d’une ou de deuz ; les blances troie en b et quaterne en c et vaintent, car les noires le perdent par falir.Questo problema di Teste [gioco con 3 dadi] si gioca scegliendo i tiri: il Bianco comincia, chi non può giocare [bloccato] perde. Il Bianco annuncia 4-4-3, il Nero annuncia 6-6-6, quindi entrambi tolgono le loro pedine. Il Bianco vincerà, poiché gioca 4-4 in A e 3 in B. Il Nero gioca 6-6-6 con una sola o due pedine a sua scelta. Il Bianco fa 3 in B e 4-4 in C e vince, poiché il Nero [bloccato] perde.Partie XXXVIII. (= BNF Ms latin 10286 c. 151v)Ceste parture est de teste et de III dés, faite par souhait, et jue li uns et li autre de XIIII tables, et si sunt toutes en lor maisons, mais que II de cascune part qui douent estre ramenées et apres levées avec les autres ; et quiconques faut, il le pert, et qui premiers trait il vaint en faisant V III et as en a et les autres font lor ju en lor maisons par buf de as, une demourant en teste, et n’en desloje ce pas deuz, et les autres faicent ensi. Et convent a cascune partie faice I deuz, ainsi qu’il convient. Et convient que cascune partie faice bien son ju. La partie qui premiers trait a le melleur du ju en la maison en tel maniere que li secons trais juera en la parfin des deuz de dehors et le perdera. Mais s’il est mis en convenence que au premerain trait ne soit pas faite table en a, lors le pert qui premiers trait, car il fera ambezas et le tiert de celes de dehors en la maison, et l’autre partie aussi. Et lors chascune partie juera par buf de as. Mais chis qui trait secons, ara plus de ju et le melleur, telement que en la fin li premiers traiant juera des sines qui sunt dehors, et le perdera, si comme chil qui set le ju le puet savoir et veoir. Mais peu en sont, ne on ne puet mie plainement le ju ensegnier par escrit, mais par antisse, car il est tres soutil.Questo è un problema di Teste con 3 dadi, giocato scegliendo i tiri. Entrambi giocano con 14 pedine che si trovano tutte nelle loro case, tranne 2 che devono essere riportate indietro e tolte insieme alle altre. Colui che non può giocare perde. Colui che comincia vince giocando 5-4-1 [non 5-3-1] in A. L'avversario si muove nella sua casa con 1-1-1, tenendo le sue pedine esterne a Teste e così via. E ciascun giocatore dovrebbe giocare allo stesso modo. E ciascun giocatore dovrebbe continuare. Il giocatore che comincia ha la mossa migliore nella sua casa, cosicché l'altro giocherà alla fine le sue 2 pedine rimaste fuori e perderà. Ma se concordiamo che il primo giocatore non può mettere una pedina su A al primo tiro, allora perde poiché giocherà 1-1 per riportare le sue pedine esterne nella loro casa, e 1 per muovere una pedina nella sua casa, e anche l'altro giocatore farà lo stesso. Ciascun giocatore giocherà 1-1-1. Ma colui che comincia per secondo avrà la mossa migliore. Di modo che il primo giocatore giocherà diversi 6 per muovere le pedine esterne e perderà, come chi conosce il gioco può intuire e vedere. Ma pochi giocatori sono esperti, e non possiamo insegnare il gioco interamente per iscritto bensì con la pratica poiché è molto sottile.Partie XLII. (= BNF Ms latin 10286 c. 155v)Ceste parture est de barill en II dés et sis i est por le tiers, et est en partie de souhait, car les blances traient primes et sunt toutes afiées ; et getent les dés les noires ne ne sunt mie affiées, mais elles demandent ce qu’eles veulent en II dés, et aucune fois demandent, ce que faire ne puent, sis et ce qu’eles puent. Cil as blances les espart quanques il puet, et s’il ne clot au premerain trait le sinne point des noires, les noires vainteront, car eles demanderont tous jours sinnes et se recuelleroient primes et reteroient legierement et vainteroient. Mais se les blances en getent VII ou VIII et les encloent, elles ont aussi le meilleur du ju.Questo è un problema di barill con 2 dadi + un tiro invariabile di 6 ed è in parte basato sullo scegliere i tiri perché il Bianco gioca per primo e tira i dadi, le sue pedine sono al sicuro, le pedine nere non sono al sicuro ma il Nero annuncia i suoi tiri, il Nero non chiede mai ciò che non può giocare ma ciò che può. Colui che ha le pedine bianche le muove a seconda dei dadi, e se non chiude il punto A al primo tiro, il Nero vincerà poiché chiederà 6-6 ogni volta per riportare indietro e togliere le sue pedine per primo e vincerà. Ma se il Bianco tira 7 o 8 e copre il punto A, avrà la mossa migliore.Partie XLIV. (= BNF Ms latin 10286 c. 156v)Ceste parture est de teste en III dés et la blance giete les dés et les noires souhaident, et keurent toutes coses desfendues, et cascuns juera tout sans malice, ou cil qui a la blance table ne se levera du ju, dusques adont que une des noires soit gaaignie ou perdue, par certaine pecune. Et nule cose desfendue ne puet estre fausée, et la blance table ne pert pas par falir. Tu, pren les noires, car quant la blance ist, ele le gaagne, et quant ele n’ist, tu en dois faire trois nues par buf de as et en ferant la blance, et ele ferra des tiues ; tu entreras en l’opposite du tablier et le prendras et feras les tiues prendre et renterras les tiues. La quel cose a la parfin ele ne porra passer et tenras le ju si longuement que tu vaurras, dusques adont que la blance ara tout perdu, car ele en la fin ne porroit gaagnier.Questo è un problema di Teste con 3 dadi. Il Bianco tira i dadi e il Nero sceglie i tiri. Ciascuno giocherà senza subire danni [o pagherà una penale]. Colui che ha le pedine bianche non toglierà alcuna pedina. Nessun punto protetto può essere coperto e il Bianco perde se non può giocare. Tu prendi quelle nere. Se il Bianco fuggi, vince. Perciò farai 3 caselle con 1-1-1 colpendo la pedina bianca. La pedina bianca entrerà colpendo le pedine nere, le quali dovranno a loro volta rientrare dalla tavola opposta. La pedina bianca non riuscirà a passare perché terrai bloccato a lungo. Il Bianco perderà e non potrà vincere.
Civis Bononiae (Cittadino di Bologna) è lo pseudonimo del compilatore di una vasta raccolta di problemi di scacchi e di tavole, come indicato nel prologo ('Civis sum Bononiae ista qui collegi').Civis Bononiae contiene i seguenti giochi:barail, desbaraillbethelasbuff, buffabuff de Baldriac (problema 73), 'ludus subtilis et non multum usitatus'imperial, questo gioco è diverso da 13 A XVIII.minorettestaLa copia più antica, il MS 372 (~1300), conservata al Fitzwilliam Museum, contiene 80 problemi di tavole (cc. 154-193).Ista sunt partita tabularum, et que dupliciter fiunt scilicet optando cum lingua et iaciendo taxillos. Primo dicitur de optantibus id est de illis que optantur sui partem ille qui habet albam tabulam. Ista alba debet elevari in punctis et nigra econtrario scilicet ubi stat alba et luditur in duobus taxillis. Pete primo vel ego petam. Et scire debes quod illa quae stat deforis perdit sive primo trahat sive secundo quia si primo trahit periit per sines. Et tunc periuntur. Nam alter facit sines et lucratur alba ut statim vides. Si alba primo trahit periuntur nigra nam periit et altera facit quateras et vincit ut videbis.Questi sono i problemi delle tavole, che si giocano in due modi: vale a dire, scegliendo a voce o tirando i dadi. Per prima cosa, parliamo di coloro che scelgono, cioè di quei [giochi] che vengono scelti per la propria parte da colui che ha la tavola bianca. Questa [pedina] bianca deve essere mossa lungo le frecce (punti), e quella nera al contrario — ovvero, dove si trova la bianca — e si gioca con due dadi. "Sfidami per primo, oppure ti sfiderò io." E dovete sapere che colui che si trova all'esterno perde, sia che giochi per primo o per secondo, poiché se gioca per primo perde con i "sei" (doppio sei). E così viene sconfitto. Poiché l'altro giocatore fa i "sei" e il bianco vince, come potete vedere subito. Se il bianco gioca per primo, le pedine nere vengono sconfitte, poiché perdono e l'altro giocatore fa i "quattro" (doppio quattro) e vince, come vedrete.Traduzione del glossario dei termini medievali relativi al gioco di tavole, basato sull'articolo di H.J.R. Murray:aditus s. (problema 54), entrata.caput s. (problema 8), la casella del sei (sice-point).claudere v., claudere introitum (problema 7), chiudere i punti di entrata.communis, ludus est (problema 59), la partita è patta.denudare v. (problema 26), sguarnire, lasciare un punto vuoto o occupato da una sola pedina (blot).domus, la tavola interna da cui un giocatore toglie le sue pedine.elevare v. (problema 1), togliere / portare via dal tabellone (bear off).extrinseca (problema 1), esterno alla tavola di uscita.ferire v. (problema 26), colpire o catturare.glosa s. (problema 45), soluzione.intrare v. (problema 7), entrare.introitus s. (problema 18), entrata.ire clausae (problema 54), giocare senza scomporre o liberare i punti bloccati.ligare v., raddoppiare o accumulare pedine; facere tabulam ligatam (problema 22); tenere tabulam ligatam (problema 29).majoret (problema 77), il più alto dei due dadi lanciati viene duplicato.manus; tenere in manu (problema 10), tenere una pedina in attesa di rientrare; tabula in manu (problema 47), una pedina catturata in attesa di rientrare.minoret (problema 77), il più basso dei due dadi lanciati viene duplicato (da non confondere con il gioco omonimo).nudare v. (problema 6), lasciare una pedina o un punto scoperto.nudus s. (problema 58), una pedina isolata (blot).optativus ludus (problema 1), un gioco in cui i giocatori scelgono i propri tiri.partita, partitum (problema 1), una posizione o un problema; partitum pejus (problema 46), la posizione peggiore.passim, perdere per l'impossibilità di utilizzare un tiro.perdere punctum (problema 9), perdere un tiro per non poterlo giocare.posta, ad postam, invitare, ad invitum, problema di cui non viene fornita alcuna spiegazione, presumibilmente perché compresi.solus s. (problema 6), una singola pedina o pedina isolata (blot).stare ad elevandum (problema 13, 31), essere pronti per iniziare a togliere le pedine.transire v. (problema 16), passare all'altra metà del tabellone.unicus s., una pedina isolata (blot).volta (problema 45), mossa o turno di gioco.Numerose copie apparvero in Italia nel XV secolo:Codex 273 (Roma - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma) contenente 76 problemi di tavole (cc. 149-186)Codex Barberiniano Latino 254 (Vaticano - Biblioteca Apostolica Vaticana) precedentemente Barberini X. 72 contenente 76 problemi di tavole (cc. 161-198)Codex XIX. 7. 37 (Firenze - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze) contenente 72 problemi di tavole (cc. 157-192)Codex alpha.R.9.3, lat. 143 (Modena - Biblioteca Estense Universitaria di Modena), Tractatus partitorum Schachorum Tabularum et Merelorum Scriptus anno 1454, contenente 85 problemi di tavole (cc. 271r-313r)
LXXV. Von dem wurfzabel.Verses 11439 to 11446Noch ist einerleie spil
Des herren spulgent, von dem doch vil
Sünden und schanden kumt etswenne :
Wurfzabel ich daz spil iu nenne.
Daz vant ein ritter hiez Aleô
Vor Troie, des sît vil maniger unfrô
Ist worden und wirt leider noch,
Dem spil ûf bindet des kummers joch.Vi è un altro genere di gioco,giocato dai signori,che a volte porta molti peccati e disonore:intendo il Wurfzabel.Un cavaliere lo inventò e lo chiamò Aleaa Troia, poiché molti sono diventati infelici,e purtroppo lo saranno ancora,a causa di questo gioco legato al giogo della sfortuna.
Durante la crociata, il re San Luigi si unì al suo siniscalco, Jean de Joinville, per fare una partita a tavole.Une fois, pour passer le temps, je jouois au tables devant li, et il me dist : « Seneschal, jouez vous ? » Je li répondi que oi, et il me dist : « Et je veuil jouer, mais vous y gagnerez toujours, car je n’ai onques veü que vous n’ayez aussi bonne chance comme moi.Una volta, per passare il tempo, stavo giocando a tavole davanti a lui, ed egli mi disse: "Siniscalco, stai giocando?" Risposi di sì, ed egli disse: "Voglio giocare anch'io, ma tu vincerai sempre, poiché non ho mai visto nessuno che abbia tanta fortuna quanta ne hai tu."
Royal 13 A XVIII is a manuscript kept in the British Library containing a drawing of a backgammon board (f. 157v) and a Latin text headed "Ludi ad tabulas" (ff. 158r-160r) transcribed by Willard Fiske: see below.This manuscript describes the 8 following games of tables :ludus Anglicorum (also called Testa in other manuscripts)paume carieludus LumbardorumimperialprovincialbaraliefaylysmylisIt also proposes 6 problems of tables.In his article "The Mediæval Game of Tables" (Medium Ævum vol. X n°2 [1941]), H.J.R. Murray translated some terms :ablatio sb. (fol. 159r), bearing, playing a man off the board.aperire v. (fol. 158v), to open by unpiling a point so that the opponent can play to it.apertus punctus (fol. 158r), an opened point.auferre v. (fol. 158r), to bear.egressus sb. (fol. 158r), egress, point from which a man can be borne.homo sb., man ; homo captus (fol. 159r), captured man ; homo vagans (fol. 158v), blot.intrare v. (fol. 158r), to enter.jactus sb., throw of the dice.jupertia (fol. 159v), a position or problem.lurching sb. (fol. 158v), a form of victory in the English game.lympolding, lympoldatus (ff. 158r and 158v), another form of victory in the English game.nodare v. nodare punctum (fol. 158r), to secure a point by piling men on it.pagina (fol. 158r), a table of the board.posta, ad postam, invitare, ad invitum, problem of which no explanation is given, presumably because they were understoodtalia ; lusus taliarum (fol. 159v), the game of tablestollere v. (fol. 158r), to bear.unire duo (fol. 159r), to place two men on the same point.Ludus AnglicorumMulti sunt ludi ad tabulas cum taxillis, quorum primus est longus ludus, et est ludus Anglicorum, et est communis, et est talis naturae. Ille qui sedet ex parte .am. habebit .xv. homines in puncto .&., et ille qui sedet ex parte .n&. habebit .xv. homines in puncto .a. Et tunc ludunt cum tribus taxillis vel cum duobus, supposito semper pro tertio taxillo .vi. Tunc ille qui est ex parte .am. ducet omnes suos homines, qui sunt in .&. per paginas .&t. et .sn. et .mg. usque ad paginam .fa. et ibi tollet eos. Ille autem qui est ex parte .n&. ducet omnes suos homines qui sunt in .a. per paginas .af. .gm. .ns. usque ad paginam .t&. et ibi tollet eos. Ille autem, qui prior abstulerit homines suos, vincet. Et sciendum quod ille qui sedet ex parte .am. potest nodare quodlibet punctum in pagina .mg. et in pagina .fa. excepto puncto .a. quum occupatur per duos homines adversarii sui vel plures, et quum non est ibi nisi unus homo, tunc potest capere eum. Et quicunque potest incipere aliquem hominem adversarii non nodatum in puncto, ubi terminatur numerus omnium vel singulorum taxillorum suorum, potest capere eum, et tunc ille homo captus redibit ad paginam .t&., et intrabit cum .vi. in .t., et cum .v. in .u., et cum .iv. in .x., et cum .iii. in .y, et cum .ii. in .z., et cum .i. in .&., et hoc si illa puncta nou fuerint occupata per aliquem de suis propriis nec nodata per adversarium. Et usque intraverit illum hominem captum, non potest ludere. Notandum quod multum expedit in hoc ludo nodare punctum .g. et .f. per jactum taxilli tertii, in quo supponitur semper .vi., quod punctum .g. nodare impediet egressum adversarii sui ibidem cum .vi. Et notandum quod in puncta nodata [ubique?] potes ducere quos homines volueris ; item ubicunque inveneris hominem adversarii tui non nodatum, potes capere eum, et facere eum redire ad paginam, ubi primo stetit in initio ludi. Et eodem modo ergo ille qui sedet ex parte .r&. potest nodare quodlibet punctum in pagina .ns. et in pagina .t&. excepto puncto .&. quum occupatur per duos homines adversarii sui vel plures, et quum non est ibi nisi unicus homo, tunc capere potest eum. Et quicunque potest incipere aliquem hominem adversarii sui non nodatum in puncto, ubi terminatur numerus taxillorum suorum omnium vel singulorum, potest capere eum. Et tunc ille homo captus redibit ad paginam .fa. et intrabit cum .vi. in .f. et cum .v. in .e. et cum .iv. in .d. et cum .iii. in .c. et cum .ii. in .b. et cum .i. in .a., et hoc si illa puncta non sunt occupata per aliquem de suis propriis nec nodata per adversarium ; et usque intraverit illum hominem captum non potest ludere. Notandum quod multum expedit nodare puncta .s. et .t., propter causas quas supra dixi. Et non prius quam ille qui sedet ex parte .n&. duxerit omnes suos homines in pagina .t&., tollet eos sub ista forma : Si aliquos homines nabeat in puncto .t. illos tollet cum .vi. vel suo equivalenti, videlicet .iv. .ii.[, .iii.] .iii, .v. .i., homines autem qui sunt in puncto .u. tollentur cum .v., vel suo equivalenti, ut .iv. .i. .iii. .ii. vel cum .vi. si nulius homo fuerit in puncto .t.; homines qui sunt in puucto .x. tollentur cum .iv. vel suo equivalenti, ut .iii. .i. et .ii. .ii., vel cum .vi. et .v. si non fuerint homines in .t. nec in .u.; et sic deinceps si aliqui homines fuerint in puncto .y. tollentur cum .iii. vel suo equivalenti, ut .ii. .i., vel cum .vi., .v., .iv., si non sunt homines in .t. nec in .u. nec in .x.; et si aliqui homines fuerint in .z. tollentur cum .ii. vel cum .i. .i. vel cum .vi., .v., .iv., .iii., si non fuerint homines in .t. nec in .u. nec in .x. nec in .y.; et si aliqui homines fuerint in .&. tollentur per .i. vel per .vi., .v., .iv., .iii., .ii. si non sunt homines in .t. nec in .u. nec in .x. nec in .y. nec in .z. Eodem modo ille qui sedet ex parte .am. tollet homines suos in pagina .fa., et ille qui prior abstulerit homines suos de tabula, ille habebit victoriam.There are many games of tables with dice, the first being the long game, which is the English game and is played as follows : he who sits on .am. side has 15 pawns on .&. point, and he who sits on .n&. side has 15 pawns on .a. point. They play with three dice or with two, the third die being always a 6. He who sits on .am. side moves all his pawns placed on .&. through .&t., .sn., .mg. and into .fa. and then bears them off. He who sits on .n&. side moves all his pawns placed on .a. through .af., .gm., .ns. and into .t&. and then bears them off. And he who first bears off all his men wins. Please note that he who sits on .am. side can secure any point from .mg. and .fa. except the .a. point that is occupied by two or more opposing pawns, and when there is only one, he can hit. If an opposing pawn is isolated, he can hit it by moving with one or two dice, then the captured pawn has to return in .t&., and reenter with a 6 in .t., or with a 5 in .u., or with a 4 in .x., or with a 3 in .y, or with a 2 in .z., or with a 1 in .&., if these points are not occupied by his own pawns nor doubled by his opponent ones. And his opponent cannot play until he has reentered the captured pawn. Please note that in this game it is necessary to secure the .g. and .f. points with three dice, the third one being always a 6 ; securing the .g. point prevents the opponent from crossing the bar with a 6. Please also note that you can bring all the men you want on doubled points; from these doubled points, you can also hit the isolated, and make them return in the table where they were placed at the beginning of the game. Thus he who sits on .n&. side can secure any point in .ns. and .t&. except the .&. point that is occupied by two or more opposing men and when there will be only one, he can hit it. And, if an opposing men is isolated, then he can hit it by moving with one or two dice. And then this captured pawn returns in .fa., and reenter with a 6 in .f., with a 5 in .e., with a 4 in .d., with a 3 in .c., with a 2 in .b., with a 1 in .a., if these points are not occupied by his own pawns nor doubled by the opponent ones. And the opponent cannot play until he has not reentered the captured pawn. Please also note that in this game it is necessary to secure the .s. and .t. points, for the same reason mentioned above. And as soon as he who sits on .n&. side brings all his pawns in .t&., he bears them off as follows : if some pawns are on .t., they are born off with a 6 or an equivalent combinaison i.e 4-2, 3-3, 5-1, the points on .u. are born off with a 5 or its equivalent 4-1, 3-2, or with a 6 if there is no pawns on .t.; the points on .x. are born off with a 4 or its equivalent i.e 3-1, 2-2 or with a 6 or a 5 if there is no pawn in .t. nor in .u.; and if these pawns are in .y., they are born off with a 3 or its equivalent 2-1 or with a 6, 5 or 4 if there is no pawns in .t. nor in .u. nor in .x.; and if some pawns are in .z., there are born off with a 2 or with 1-1 or with 6, 5, 4, 3 if there is no pawn in .t. nor in .u. nor in .x. nor in .y.; and if some pawns are in .&., they are born off with a 1 or with 6, 5, 4, 3, 2 if there is no pawn in .u. nor in .x. nor in .y. nor in .z. Thus he who sits on .am. side bears his pawns in .fa., and he who bears his pawns first wins.Est et alia magna et sollemnis et magni magisterii, ut si ille qui sedit ex parte .n&. posset nodare puncta .n. .o. .p. .q. .r. ita quod punctum .s. esset apertum, et quod possit compellere adversarium suum ducere .viii. homines usque in punctum .a., et tunc facere quod habeat unum hominem in .t. et alium in .u., et alium in .x., et alium in .y., et alium in .z., et alium in .&. et septimum adhuc irreductum ; et baec victoria vocatur lympoldyng. Si autem tota pagina .[t]&. fuit occupata per adversarium [nec reliquitur?] unum ad intrandum [probably the author means if the "punctum .s." be not open; compare what follows] ubi agat [?] homines suos, non vocabitur illa victoria limpolding sed vocatur lurching. Cautela autem in hoc ludo est, ut ille qui sedet ex parte .n&. habeat ista puncta nodata .n. .o. .p. .q. .r., et quod punctum .s. sit apertum, ita quod adversarius suus possit exire cum hominibus suis usque ad paginam .mg. Et cum ibidem duxerit unum vel duos de suis, quod statim, quam primum fieri potest, nodetur punctum .s. ita quod non possit amplius exire usque omnes homines, quos duxit in pagina .mg. ponantur in puncto .a. et quod puncta .t. .v. .x. .y. .z. occupentur per adversarium. Et tunc aperietur punctum .s., ut tum possit exire cum suis hominibus in pagina .mg. et sic fiat usque .viii. homines adversarii redducantur in puncto [.a.]. Et tunc clauso puncto .s. fac adversarium implere cum suis hominibus puncta .t. .u. .x. .y. .z, et tunc remanebunt duo homines adversarii in .&. Et tunc aperiatur punctum .s., et tunc semper capias adversarium tuum in puncto .t. et ipse te recapiet per .vi., qui est semper iactus suppositus, itaque redibis ad paginam .fa. et ibi intrabis, et redibis ad paginam .ns. usque ille habeat unum iactum, per quem oportebit ipsum evacuare punctum .&. de altero hominum ibidem repertorum, ita quod tantum sit in .&. unus homo, et reliquantur puncta .t. .u. .x. .y. .z. occupata per eum, et tunc capies septimum suum hominem vagantem et tunc erit limpoldatus. Est et alius modus ludendi modo supradictus et [hoc sine ?] taxillis, ut cum uterque ludentium possit eligere iactum quem voluerit. Ille tamen, qui habet praerogativam incipiendi, ipse vincet si bonum ludat ; ipse eliget in primo suum iactum .vi. .vi. .v.; qui tunc proprium iactum eligit, adversarius suus si velit exire cum duobus hominibus ex pagina, in qua situatur in primo ludi ; in primo iactu electo podest nodare semper eum, et capere eum, et facere eum redire cum homine capto et sic perdet iactus duorum taxillorum.Est et tertius modus ludendi ut quum unus eligitur iactus duorum taxillorum, et adversarius suus dat .vi. iactum tertii taxilli, vel si utraque pars iactet suos taxillos et pars adversa dat tertium iactum.He who sits on .n&. side has a great knowledge of the game if he manages to secure .n. .o. .p. .q. .r. points, the .s. point being « opened », anf if he forces his opponent to bring up eight pawns to .a., and to have one pawn on .t., another on .u., another on .x., another on .y., another on .z., another on .&. and also a seventh pawn not reentered yet ; and this victory is called « lympoldyng ». Moreover if his opponent fills the whole .t&. table and also the .s. point, this victory is not called limpolding but lurching. He who sits on .n&. side must be careful to secure .n. .o. .p. .q. .r. points, the .s. point being opened, to allow the opponent to go into .mg. By moving one or even two of his own, he secures the .s. point and his opponent cannot cross all his pawns, which must be brought into .mg. and placed in .a. Then the .t. .v. .x. .y. .z. points are occupied by his opponent. The .s. point being opened, as his opponent can go into .mg., his opponent brings up to eight pawns in .a. Closing the .s. point forces his opponent to fill with his men the points .t. .u. .x. .y. .z, and two opposing pawns stay in .&. By releasing the .s. point, you hit the opposing pawn in .t. and he hits you again with a 6, which always is the third assumed die. You come back to .fa., .ns., until his opponent is forced to evacuate his second pawn from the .&. point, thus there is only one pawn in .&. and the remaining points .t. .u. .x. .y. .z. are occupied by one pawn, and then you hit his seventh isolated pawn and the opponen is « limpolded ». There is a method of playing without dice where dice are chosen at will. But he who has the advantage of starting wins if he plays well, he first choses 6-6-5 to make two pawns cross outside the table where they are ; at first move, he always can secure a point and hits an opposing pawn that must come back and his opponent will lose the second die.There is a third method of playing where one choses two dice and his opponent gives him 6 for the third die or, if he throws his dice, his opponent gives him a third die.Paume CarieEst et alius ludus ad tabulas qui vocatur paume carie, et sit iste ludus cum duobus taxillis et sub hac forma. Nam debent duo ludentes esse ex una parte et duo ex alia, vel tres ex una parte et posterius alii ex alia parte, et sic alterutrum. Fiat autem sors qui[bus?] habeant praerogativam incipiendi. Et utraque pars habebit .xv. homines. Ludunt autem sub hac forma. Cum iactu primo ponet unum hominem in .a. et cum .ii. ponet hominem in .h. et cum .iii. ponet hominem in .c. et cum .iv. ponit hominem in .d. et cum .v. ponet hominem in .e. et cum .vi. ponet hominem in .f. Et potest nodari quodlibet punctum ; quum tamen unus homo invenitur solus in puncto potest capi per adversarium, et tunc oportet ipsum iterato intrare ut prius. Cum intraverint homines suos in pagina .fa. statim tollent homines suos per aequales iactus, per quos eos intraverunt. Ille autem qui prior abstulerit homines suos incipiet adjuvare adversarium suum et tollet homines adversarii sui usque omnes tollantur. Et tunc quot homines habuit ab adversario suo, tunc cum tot hominibus percudet palmas adversariorum suorum, et ideo vocatur paume carie. Notandum tamen quod in isto ludo si aliquis iactavit taxillos tallter quod suit aequales, ut .vi. .vi., .v. .v., .iv. .iv., .iii. .iii., .ii. .ii., .i. .i., tam cum .vi. .vi. ponet .iv. homines in .f. et cum .v. .v. ponet .iv. homines in .e. et sic deinceps, et ultra hoc iterato iactabit. Et per eandem formam quum aufert homines suos, si iactet taxillos ita quod tactus sint aequales, cum illo iactu aufert .iv. homines si ibidem totidem reperiantur. Et quotiescunque autem homo capitur redintrabit de novo ; ille autem qui prior abstulerit homines suos ipse vincet, sive capiat homines ab adversario suo, sivo non. Ille autem qui ultimum homines abstulerit, ipse incipiet iactare in proximo ludo.Est etiam alius modus ludendi in hoc ludo ; quum, ut praedictum est, intrabunt in pagina .fa. et prius ducent homines suos per paginas .mg. .ns. usque ad paginam .t&. et ibi eos tollent, ut praedictum est. Notandum tamen, quod in hoc ludo potest quodlibet punctum nodari. Sic cum aliquis homo venerit in paginam .t&. non potest amoveri de loco usque tollatur. Et si aliquis homo capiatur ubicunque fucrit oportet primum redire ad paginam .fa. et ibi intrare ut prius, et post redduci ad paginam .ta[?]. et ibi tolli.There is another game of tables called Paume Carie, that is played with two dice and requires four players, that is, two on either side ; or three opposed to one. He who has the advantage of starting is drawn. Each player has 15 pawns and plays as follows. At the beginning, with a 1 one puts a pawn on .a., with a 2 on .h., with a 3 on .c., with a 4 on .d., with a 5 on .e. and with a 6 on .f. And one can secure any point ; however a pawn that is isolated can be hit by the opponent, and must re-enter. When the pawns are re-entered in .fa., they are immediately born off with the same dice that allowed them to enter. In addition he who is the first to bear off, bears off the opposing pawns until he bears them all. And then he holds the opponent pawns, then as he holds them in the hand, that is why this game is called paume carie. Please note that in this game if the dice are the same, i.e 6-6, 5-5, 4-4, 3-3, 2-2, 1-1 then with 6-6 one puts 4 pawns on .f. and with 5-5 one puts 4 pawns on .e. and so on. And in the same way, one bears off his pawns, if he rolls the same dice, then he bears off 4 pawns. Ans any hi pawn must be re-introduced again ; in addition the first to bear his pawn wins or capture the opposing pawns, if not no. In addition he who is the last to bear off his pawns starts the next game.There is also another method of playing in this game : like previously, one enters his pawns in .fa. and then bring his pawns in .mg. .ns. to .t&. from which he bears them off like noticed before. However please note that in this game, we can secure any point. If a pawn comes to .t&., it cannot be moved away from this location until it is born off. And if a pawn is hit, it must come back in .fa., brought to .t&. and then born off.Ludus LumbardorumEst et alius ludus qui vocatur Ludus Lumbardorum, et est talis naturae. Ille qui sedet ex parte .n&. habebit familiam suam in .f., et qui sedit ex parte .am. habebit familiam in .t. Tunc ille qui sedit ex parte .n&. ducet omnes suos homines existentes in .f. per puncta .e. .d. .c. .b. .a. in pagina .t&. et ibi eos tollet. Cum omnes ibidem fuerint ducet, [?] et erit .&. primum punctum in ablatione, et auferat omnes homines ibidem existentes per .vi. ; sic qui sunt in .z. auferentur per .v. et .vi. [thus only, if no man is in .&. ; compare the rules of ludus Anglicorum] et sic deinceps. Et si capiatur aliquis homo suus, tunc redibit intrando in paginam .fa. et redcat ad paginam .&t. ; et notandum quod intrare non potest in .f. cum fuerit occupatum per proprios homines, nec in aliquo puncto nodato per adversarium. In punctis tamen .e. et .a. intrare potest, licet sunt occupata per proprios homines, ideo multum expedit illa puncta nodare, ut habeatur introitus si necesse fuerit. Item saepe expedit nodare puncta .o[?]. et .u., ut impediatur introitus adversarii. Et sic eodem modo faciet adversarius suus in punctis contra se positis. Victoria autem est communis, vidilicet ut qui prior homines suos abstulerit ipse vincet. Et fiet iactus cum duobus taxillis tantum et non pluribus.There is another game of tables called the Lombard game, and is played as follows : he who sits on .n&. side has his pawns on .f., and his opponent who sits on .am. has his pawns on .t. Then he who sits on .n&. side brings his pawns placed on .f. to .e. .d. .c. .b. .a. points and then to .t&. and bears them off. When all the pawns are brought, he bears at first the pawns on .&. with a 6 ; then the one on .z. with a 5 or a 6 if there is no pawn on .&. (see the Ludus Anglicorum rules) and so on. And if a pawn is captured then it comes back from .fa. and goes to .&t. ; please note that he cannot re-enter in .f. if this points is still occupied by by his own pawns or if its is doubled by the opponent. However he can re-enter in .e. and .a. even if they are occupied by his own pawns, thus it is useful to secure the points to re-enter easilier if necessary. Also on should secure points .&. and .u. to prevent the opponent from re-enter. And the opponent does the same. The vitory is classic : when a player is the first to bear off. This game is played with two dice and no more.ImperialEst et alius ludus qui vocatur imperial et est talis naturae. Ille qui sedit ex parte .n&. habebit tertiam partem farniliae suae, sive .v. in .p. et aliam tertiam in .s. et aliam tertiam in .t. Et qui sedet ex parte .am. habebit eodem modo familiam suam in .k. .g. .f. Et si pars .n&. cum familia tota citius venit ad punctum .&. quam adversarius ad punctum .a. ipse vincit, si aliter, vincitur. Et fiet iactus cum tribus taxillis.There is another game of tables called Imperial, and is played as follows. He who sits on .n&. side has his pawns on three piles, i.e five on .p., the other third on .s. and the other third on .t. And he who sits on .am. side has in the same way his pawns on .k. .g. .f. And he who sits on .n&. side brings all his pawns on .&. then he wins. And his opponent wons if he brings them on .a. And this game is played with three dice.ProvincialEst et alius ludus qui vocatur p[ro]vincial et tantum variatur ab imperial in situatione hominum, quam in hoc ludo omnes homines ex una parte situantur in punctis .gf.There is another game of tables called Provincial similar to Imperial except the starting position where all the pawns are on .g. and .f.BaralieEst et alius ludus qui vocatur baralie, et est talis naturae. Ille qui sedit ex parte .am. si ultimo fuerit lucratus ludum, vel habeat paerogativam iactus taxillorum ponet omnes suos homines in puncto .&. Et ducentur omnes homines utriusque partis per .af. usque ad paginam .gm. et in illa pagina tollentur. Et qui prior abstulerit ille vincet. Et si aliquis homo hinc inde capientur fiat introitus in pagina .ns. et ducatur per paginam .t&. et .af. ad paginam .gm. Et notandum quod in qualibet pagina potest fieri nodus. Et sit iactus cum duobus taxillis, et subintelligitur numerus .vi. pro tertio taxillo. Si autem pars .n&. vincit, tunc ponet homines suos in puncto .b. excepto uno qui erit in .c.; et pars alia omnes in puncto .a. et ducentur omnes homines usque ad pagiuam .ns. et ibi auferentur, ut prius fiebat in pagina .mg., et in illa pagina fiat introitus si aliquis homo capiatur, et ducautur per .fa. .&t. usque ad paginam .sn.There is another game of tables called baralie, and is played as follows. He who sits on .am. side, if he won the previous game, or if he has the advantage of dice, puts all his pawns on .&. And the other brings all his pawns through .af. to .gm. from which he bears his pawns. And he who is the fors to bear his pawns wins. And if a pawns is hit, it mus come back through .ns. and be brought through .t&. and .af. and then .gm. Please note that it is possible to secure any point. And this game is played with two dice, the third die is supposed to be a 6. Moreover if it is the one who sits on .n&. side who won the previous game, then he [on .am. side] puts his pawns on .b. except one on .c. ; and his opponent puts his on .a. ans brings them to .ns. from which he bears them off. A hit pawn is re-introduced in .mg. and brought through .fa. .&t. to .sn.FaylysEst et alius ludus qui vocatur faylys, et est talis naturae. Ille qui sedit ex parte .n&. habebit totam familiam suam in .t. exceptis duobus, qui erunt in .a.; et qui sedet ex parte .am. habebit totam familiam suam in .f. exceptis duobus, qui erunt in .&. Et ludunt cum tribus taxillis, si tot habeant, si autem tantum habeant duos, tunc dupl[ic]abitur taxillus minoris numeri. Et tunc ille qui sedit ex parte .n&. ducet duos suos homines in .a. usque ad .t. Et primum [in] consuetum modum omnes tollet. Et nodet omnia puncta in pagina .t&. si velit. Et si capiatur aliquis homo suus redibit ad paginam .fa. et ibi intrabit et redibit ; et intrare potest in quolibet puncto, etiam si fuerit occupatum alio vel aliis suis hominibus : in puncto tamen nodato per adversarium non potest intrare. Eodem modo potest ille facere ex parte adversa, et faciet cum eodem modo. Victoria autem talis est. Qui prior abstulerit familiam propriam, vincent ; vel si adversarius suus aliqua vice habeat talem iactum qui ludi non potest in toto, tunc subito ille vincitur qui talem iactum habuit, et ideo vocatur faylis.There is another game of tables called faylys, and played as follows. He who sits on .n&. side has all his pawns on .t. except two that are on .a. ; and he who sits on .am. side has all his pawns on .f. except two that are on .&. This game is played with three dice or two by doubling the lower die. And then he who sits on .n&. side brings his two pawns placed on .a. to .t. And as usual, one must be the first to bear off all his pawns. And if he wants he doubles all the points from .t&. And any hit pawn comes back from .fa. and can re-enter on any point occupied by one or many of his points : however he cannot re-enter on a point doubled by his opponent. The opponent does the same. The victory is as follows : he who is the first to bear off his pawns wins ; or if the opponent rolls a throw taht he cannot entirely play, then he loses, and that is why it is called faylis.MylisEst et alius ludus qui vocatur [mylis] cujus naturae talis est. Unus eorum habebit duos homines in .k. et .iv. in .f. et .iv. in .e. et .v. in .&., et ille habebit praerogativam taxillorum. Et fiet iactus cum duobus taxillis et praesupponentur .vi. pro tertio taxillo. Alia pars habebit .iii. homines in .g. et .iii. in .d. et .iii. in .c. et .iii. in .b. et .iii. in a. Et omnes homines utriusque partis ducentur ad paginam .mg. et ibi auferentur. Et qui prior abstulerit suos ipse vincet. Et si aliquis homo hinc inde capiatur fiet iutroitus in pagina .ns. et ducentur per paginam .t&. et .af. usque ad paginam .mg. et ibi auferentur cum tempus fuerit opportunum.There is another game of table called Mylis, which is played as follows. One has two pawns on .k., four on .f., four on .e. and five on .&., and has the advantage of dice. This game is played with two dice supposing the third one is a 6. The other player has three pawns on .g., three on .d., three on .c., three on .b. and three on a. And all the pawns of each are brought through .mg. and then born off. And the first one who bears his pawns wins. And the hist pawn is reintroduced in .ns. and brought through .t&. then .af. to .mg. and born off at right time.Problem 1Sunt et in lusu tabularum quae cautelae sunt propriae, quorum primae est ex ludo anglicorum, et sit sub taxillis, quuio una pars habebit supremum iactum .vi. .vi. .vi. et habebit praerogativam incipiendi, altera autem pars habebit supremum iactum .ii. .i. .i.; ille tamen qui habet iactum .ii. .i. .i. ille vincet si bonum ludat ; quia cum luserint omnes potest habere duos homines in puncto .k[r?]. si sederit ex parte .n&. vel duos in puncto .h. si sederit ex parte .am.; et tunc in proximo lusu cum .i. .i. potest nodare punctum .s. vel .g. itaque pars adversa non poterit exire, et tunc faciliter potest vincere si sciat ludere ; vel si possit capere unum hominem de adversario suo faciliter potest vincere, quod ille homo captus numquam potest redduci in paginam, ubi debet tolli, usque alius abstulerit onmes suos homines exceptis duobus qui stabant in puncto ubi ille debet intrare suum captum.Cautions are specific to each game of tables, the first of theses being the English game, and are related to dice. One plays 6-6-6 and has the advantage of starting. The other plays 2-1-1. However he who has the thow 2-1-1 can win if he plays well ; because by playing them all he can move two pawns on .r. if he sits on .n&. side or two on .h. if he sits on .am. side ; and then at next move with 1-1 he can secure the .s. or .g. move to prevent his opponent from crossing the bar, and then he can win if he plays well ; of, oif he can hit an opposing pawn, he can win because the hit pawn will not be able to re-enter until all his pawns are brought into the board where they can be born off except two pawns that must stay to prevent the other to re-enter his hit pawn.Problem 2Est et alia impertia [jupertia] in lusu tabularum ; nam ille qui sedet ex parte .n&. habebit duos homines in puncto .t. et alios duos in .u. et ille qui sedet ex parte .am. habebit unum hominem in .&., quem debet ducere per paginam .t&. .sn. .mg. et auferre in pagina .fa. et erit semper iactus suus .iv. .iv. .iv.; ille autem qui sedet ex parte .n&. tollet suos quatuor homines in pagina ubi stant primum in communem modum, et erit semper iactus suus .iii.; ille autem vincet si sciat ludere, quod cum .i. .i. .i. unum de suis quos habet in .t. ponet in .y. et in secundo iactu capiet hominem, qui est in .&., et hoc cum .i. .i., et cum tertio .i. ponet in .x. alterum duorum qui sunt in .u. Et tunc ille qui est ex parte .am. intrabit hominem suum cum .iv. .iv. .iv. et ponet eum in .n. et tunc ille qui sedet ex parte .n. [&], hominem suum captum in puncto .x. intrabit in puncto .a. cum .i. et cum .ii. ponet hominem suum in .x. qui prius fuit in .t. Et tunc pars adversa cum .iv. .iv. .iv. iterum capiet hominem alterius in puncto .a. et tunc iterate ille qui sedet ex parte .n&. intrabit hominem suum, et cum .ii. ducet eum in puncto .b. et cum tertio .i. nodabit punctum .x. itaque pars adversa non poterit intrare. Et tunc cum septies .i. .i. .i. ducet hominem qui est in .b. usque ad punctum .z. Et tunc in octavo lusu tollet duos homines qui sunt in .z., et in .&. et postea cum tribus vicibus tollet illos homines qui sunt in .y. et adhuc remanebit homo partis adversae in .a.; itaque vincetur. Et sciat quod alio modo quam ut praedictum est non potest fieri victoria.Here is another problem of game of tables : He who sits on .n&. side has two pawns on .t. and also two on .u. and he who sits on .am. side has one pawn on .&., that must be brought through .t&. .sn. .mg. and then born off from .fa. and his dice are always 4-4-4. He who sits on .n&. side must bear his four pawns from where they already are, his dice are 1-1-1 at every throw and wins if he plays : with 1-1-1 he puts on .y. one of his pawns placed in .t. and [because the other player cannot play] for second move hits the pawn on .&. with 1-1, and with the third 1 puts on .x. one the two pawns on .u. And then he who sits on .am. side enters his pawn with 4-4-4 by hitting one pawn on .x. and puts on .n. he who sits on .n&. side, enters on .a. with a 1 and with 1-1 puts on .x. his pawn previously on .t. And then his opponent with 4-4-4 hits agains the pawn on .a. and then he who sits on .n&. side with 1-1 enters his pawn and brings a pawn on .b. and with the third 1 secures the .x. point and the other player cannot enter. And then with seven times 1-1-1 brings his pawn that is on .b. to the .z. point. And then with the eighth move bears off the two pawn that are on .z., and on .&. and in three moves bears off his pawns that are on .x. before his opponent bears off ; and thus wins. Please note that another way of playing cannot wins.Problem 3Est et alia impertia [jupertia] similis priori, ut si ponantur .iii. homines in .t. ex una parte, et ex parte alia erit unus homo in .x. qui habebit iactum ut prius .iv. .iv. .iv. et alius habebit iactum .i. .i. .i. Ille autem qui habet homines suos in .t. habebit praerogativam incipiendi. Et cum .i. .i. capiet hominem adversarii sui in .x. et cum tertio .i. ponet hominem in .u. Et tunc adversarius in .n. Et tunc ille qui sedet ex parte .n&. intrabit hominem suum in .a. cum uno .i. et cum .i. .i. ponet hominem suum in .x. qui prius fuit in .t. Et tunc ille qui sedit ex parte .ma. iterum capiet aliura in .a.; et tunc ille intrabit in .a. capieus adversarium suum, poneus illum hominem cum .i. i.. in puncto .b. et tunc cum tertio .i. nodabit punctum .x., itaque pars adversa non poterit intrare. Et tunc lucrabitur ludum ut supra in proxima impertia [jupertia].Here is another problem similar to the previous one : one puts three pawns on .t. and plays 1-1-1 and the other one pawn on .x. and plays 4-4-4 at first move. Moreover he who has some pawns on .t. has the advantage of starting and with 1-1 hits the opposing pawn on .x. and with the third 1 puts one pawn on .u. And then the opponent come back [by hitting on .x. and by going] to .n. And then he who sits on .n&. side enter his pawn on .a. with a 1 and with 1-1 puts on .x. the pawn that was on .t. at the beginning. And then he who sits on .ma. side hits agains on .a.. With 1-1 his opponent enters again by hitting on .a. and by going on .b. and then with the third 1 secures the .x. point, thus the opponent cannot enter. And then he wins like in the previous problem.Problem 4Est et alia impertia [jupertia], ut si tu qui sedes ex parte .n&. habeas unum hominem in .n. et .u. in puncto .t. et septimum in puncto .&. et in pagina .t&. tolles homines tuos, et habebis praerogativam incipiendi ; ille autem, qui sedet ex parte .ma. habebit tres homines in puncto .f. et in pagina .fa. eos tollet, et ambae partes habebunt aequales iactus; magisterium autem est tales imaginari iactus ; magisterium autem est tales imaginari iactus per quos poteris ludum lucrari. Et fiet sub hac forma : primus iactus erit .iv. .iv. .iv. et secundus iactus .vi. .vi. .i. et tertius .vi. .vi. .vi.Here is another problem : you are on .n&. side and you have one pawn on .n., five on .t. and a seventh on .&. and bear off your pawns in .t&., and you have the advantage of starting. He who sits on .ma. side has three pawns in .f. and bear them off in .fa., and both have the same dice. By choosing dice you can win. You should play at first move 4-4-4, at second move 6-6-1 and at third move 6-6-6.Problem 5Est et alia impertia [jupertia], similis priori, ut si tu qui sedes ex parte .n&. habeas unum hominem in .n. et .v. in puncto .t. et ille qui sedet ex parte .am. habebit .iii. homines in puncto .f. qui debet tollere homines tuos in pagina .t&. habebisque praerogativam incipiendi. Et ambo vos habebis aequales iactus, magisterium autem est tales imaginari iactus per quos potes ludum lucrari, sub isto tamen pacto, quod nullum hominem tolles in primo iactu. Fiet autem sub hac forma. Primus iactus erit .iv. .iv. .iii., secundus iactus erit .vi. .vi. .i. et tertius iactus erit .vi. .vi. .vi.Here is another problem similar to the previous one : you are on .n&. side and you have one pawn on .n. and five on .t. that you must born off from .t&. and uou have the advantage of starting. He who sits on .am. side has three pawns on .f. You play both with the same dice, that you choose to win, agreeing upon not bearing off at first move. You should play at first move 4-4-3, at second move 6-6-1 and at third move 6-6-6.Problem 6Est et alia impertia [jupertia], ut si tu sedeas ex parte .no. habens tres homines in .b. .c. .d. quos debes ducere per paginas .mg. et .ns. et tollere eos in pagina .t&.; ille autem qui sedit ex parte .ma. habebit unum hominem in .n. quem debet ducere ad paginam .fa. et ibi tollere, et erit iactus suus semper .iii. i., sed iactus tuus semper erit .vi. .vi. et tu habebis praerogativam incipiendi ; vel alia de hoc non est cura ; si autem velis lucrari ludum oportet te capere eum et ita ludere, ut ipse te non capiat.Here is another problem : you are on .n&. side and you have three pawns on .b. .c. .d. that must be brought through .mg. and .ns. and then born off in .t&. He who sits on .ma. side has a pawn in .n. that must be brought through .fa. and born off. His dice are always 3-1 and yours always 6-6 and you have the advantage of starting. It is not enough : to win you have to hit and not be hit.
De pæna Ludentium ad ludum Azardi, sive Taxillorum, vel alias prohibitumRiguardo alla pena per coloro che giocano al gioco d'azzardo, o ai dadi, o ad altri giochi proibiti.AD ludum Azardi, vel Taxillorum, vel ad ludum tabularum, five alearum, vel ad ludum pistarum, five lapidum, vel cimorum laqueat ... vel pilorum, vel virghentarum, vel ad alium ludum, in quo denarii, vel res aliæ perderentur, vel vincerentur præter infrascriptos casus exceptuatos ludens faciens, five jocans in centum sol. den. pro quolibet, & vice qualibet puniatur. Tenens autem, aut receptans, aut patiens ludi, vel ludum fieri, aut lusores ad ludendum ad aliquem de prædictis ludis in domo rehabitatione, vel Possessione propria, vel conducta qualibet vice in duplum prædictæ quantitatis, & pænæ puniatur nisi talis in Cive loco aliquo prædictorum committerentur notificaverit nostro Potestati, vel ejus officialibus statim, & ... fit expeditus, quo casu non teneatur ad pænam. Præstans vero ad aliquem ludum de prædictis aliquem denarium, vel monetam, aut pecuniam aliquam, vel aliquod pignus puniatur pro quolibet, & qualibet vice in XX. sol. den., & quod præstaverit, perdat omnino, nec super hiis audiatur in jure Tabulerium lumen taxillos, vel aliquod simile ad aliquid prædictorum mutuans comodans, vel etiam dans per se, vel alium in XX. sol. den. pro quolibet, & vice qualibet puniatur. Excipimus a prædictis pænis omnes, & singulas personas, quæ prædicta, vel aliquid prædictorum commiserit in vigilia Nativitatis D. N. Jesu Christi cum tribus diebus sequentibus, in quibus Potestas, feu Vicarius possit, & valeat concedere licentiam generalem ludendi, & prædicta faciendi. Item excipimus omnino ludum scaccorum, qui ex ingenio, & non ex fortuna dependet ; Item ludum tabularum de totis tabulis similiter excipimus, in quibus licite ludi præstari, & receptari possit nulla prædictarum pænarum obstante, præterque in taberna, vel in aliquo ubi vinum venderetur, in quo sine aliqua exceptione ex prædictis omnia, & singula, & quodlibet prædictorum fieri, vel committi prohibemus expresse sub pænis prædictis volumus, & quod de prædictis, & quidlibet prædictorum, quibus possit accusare, denuntiare, & referre, & si voluerit, teneatur ejus nomen secretum, & si luxerit, vel aliquid comiserit ad ipsum ludum notificatum non teneat ad aliquam pænam, siquidem retulerit, vel notificarit eadem die, & solus ... ad notitiam regiminis aliter venerit, & de talibus delictis, & quolibet eorum stetur, & credatur juramento, & dicto referentis cum uno teste fide digno, & bonæ famæ, & etiam libere credatur, & stetur inventioni, & relationi cujuslibet officialis birrurij vel familiaris, & omnes, & singulæ dictæ pænæ solvant, & exigantur de facto sine omni processu, & solemnitate juris.Chiunque giochi o scommetta al gioco d'azzardo, o ai dadi, o al gioco delle tavole, o a giochi di fortuna, o a giochi di pistaræ (giochi di dadi), o di pietre, o di cimorum (un gioco di abilità), o di palla, o di virghentarum, o a qualsiasi altro gioco in cui si possa perdere o vincere denaro o altre cose, tranne nei casi indicati di seguito, sarà punito per ogni singolo caso con un'ammenda di 100 soldi di denari.Inoltre, chiunque ospiti, riceva o permetta che tali giochi siano praticati, o consenta ai giocatori di praticare uno qualsiasi dei giochi suddetti nella propria casa, residenza o proprietà — di proprietà o in affitto — sarà punito per ogni singolo caso con il doppio della suddetta somma e sanzione, a meno che tale persona non notifichi immediatamente al nostro Podestà o ai suoi ufficiali che tali atti sono stati commessi nel proprio locale, nel qual caso non sarà ritenuta responsabile della sanzione.Chiunque presti o fornisca denaro, valuta o un pegno qualsiasi per uno qualsiasi dei giochi suddetti sarà punito per ogni singolo caso con un'ammenda di 20 soldi di denari e perderà completamente quanto prestato, senza che gli venga concessa alcuna udienza legale al riguardo. Chiunque presti o fornisca — di persona o tramite altri — tavolieri da gioco, dadi o simili per uno qualsiasi degli scopi suddetti sarà punito con un'ammenda di 20 soldi di denari per ogni singolo caso.Eccettuiamo dalle predette sanzioni tutte le persone che compiono i predetti atti alla vigilia della Natività del Nostro Signore Gesù Cristo e nei tre giorni successivi, durante i quali il Podestà o il suo Vicario possono concedere una licenza generale per giocare e compiere i predetti atti.Allo stesso modo, eccettuiamo interamente il gioco degli scacchi, che dipende dall'abilità e non dalla fortuna. Eccettuiamo anche il gioco di Totae Tabulae, in cui è permesso giocare, prestare e ricevere, nonostante qualsiasi sanzione di cui sopra, tranne in taverna o in qualsiasi luogo in cui si venda vino; in tali luoghi vietiamo espressamente tutti e singoli i predetti atti sotto le predette sanzioni.Decretiamo inoltre che qualsiasi persona possa accusare, denunciare e denunziare uno qualsiasi dei predetti atti e, se lo desidera, il suo nome sarà mantenuto segreto. Se qualcuno ha partecipato o commesso un'infrazione a un gioco che è già stato denunciato, non sarà tenuto ad alcuna sanzione a condizione che lo denunci lo stesso giorno, prima che arrivi altrimenti a conoscenza delle autorità.Riguardo a tali reati e a ciascuno di essi, si crederà al giuramento e alla testimonianza del delatore, supportato da un testimone degno di fede e di buona reputazione. Inoltre, piena fede sarà data alla scoperta e al rapporto di qualsiasi ufficiale, funzionario o membro della famiglia, e tutte e singole le dette sanzioni saranno pagate ed esatte de facto (immediatamente), senza alcun processo o formalità legale.
La più antica attestazione nota della forma catalana totes taules si trova nelle ordinanze di Castelló de la Plana, nei Caps de Jochs rivisi nel XIV secolo, precisamente nel 1374, nel capitolo dedicato ai reati e al gioco d'azzardo.Il testo distingue tra giochi proibiti, considerati immorali o basati puramente sulla fortuna, e giochi autorizzati, tra i quali compare totes taules.Item stablirem e ordenarem que algu no gos jugar a joch de grescha, de pota, de violeta (alias bufa), tranfa ne altre nengŭn joch de daus desŭs naquets o saldeta, naips, de barralet, de ocuetes ne a clocha... exceptat a dau de sis, a l'emperador, a totes taules, a parella de tres daus e de laquetAllo stesso modo, stabiliamo e ordiniamo che nessuno osi giocare al gioco della grescha, della pota, della violeta (altrimenti nota come bufa), della tranfa, né ad alcun altro gioco di dadi su una stuoia o su una tavola, con carte, barralet, ocuetes o clocha... ad eccezione dei seguenti giochi da tavolo: dado a sei facce, emperador, totes taules, coppia di tre dadi e laquet.
Hire freendes sawe that it was no disport
To romen by the see, but disconfort,
And shopen for to pleyen somwher elles.
They leden hire by ryveres and by welles,
And eek in othere places delitables;
They dauncen and they pleyen at ches and tables.Le sue amiche videro che non era un piacerevagare lungo il mare, bensì un disagio,e decidono di svagarsi altrove.La conducono lungo fiumi e sorgenti,e anche in altri luoghi d'incanto;danzano e giocano a scacchi e a tavole.
Questo ordinamento in catalano medievale, conservato nelle collezioni storiche locali e nei manoscritti dell'Arxiu Municipal de Felanitx, risale all'anno 1390.Fu promulgato sull'isola di Maiorca, allora parte della Corona d'Aragona, durante il regno di re Giovanni I d'Aragona (Joan I el Caçador, 1387–1396).quey vajan totas las taulas exceptat joch de totas taulas mesas que noy gosan jugar sots pena de XXX sols cascuna vegada, e si es catiu e pagar no'ls pora, pendra L assots e pagara l'assotador.Siano proibiti tutti i giochi di tavole, ad eccezione del gioco delle totas taulas. Nessuno osi giocarvi, sotto pena di trenta soldi per ogni infrazione. E se sarà indigente e non potrà pagarli, riceverà cinquanta frustate e dovrà pagare il boia.
L'Archivio Municipale di Daroca, nel Libro degli Statuti (cc. 32v-33r), rivela che la città di Daroca, nella provincia di Saragozza, in Aragona (Spagna), bandì tutti i giochi tranne gli scacchi, le carte e le todas tablas nel 1414.1414.08.24. Viernes. Daroca. Casas del Concejo.El Concejo de Daroca prohíbe a vecinos y extraños jugar en la ciudad a cualquier juego permitiéndose tan sólo las tablas, la ballesta y los escaques.STATUTO CONTRA LOS JUGADORESSepan todos que anno a Nativitate Domini millesimo quadringentesimo quarto decimo, es a saber dia viernes que se contavan vintiquatro dias del mes de agosto, en la ciudat de Daroca, pregonado e ajustado el concello de la dita ciudat a son de trompeta e por voz, si quiere clamamiento, de Simon de la Foz, nuncio et pregonero publico del concello et universidat de la dita ciudat, en las casas comunes et universales de la dicha ciudat do et segunt que otras vegadas es costumbrado pregonar et ajustarse el concello et universidat de la dita ciudat; en el qual concello fueron personalment constituydos los honrados e discretos don Pedro Ram, justicia, Johan de Arboreda, juez, Jayme Soler, Francisco Lopez Ruet, Lazaro Lançuela, Nicolas Romeo, Jayme Gascon, menor de dias, Nicolas del Villar, jurados; Luys de Torralba, Pascual de Retascon mayor de dias, regidores; don Goncalvo Gomez de Mengucho, don Anton Lopez de Vistabella, don Blas Martinez de Bello, Domingo Donat, Jayme Mofort, Bernat Pallares, Vicent Trilles, Joan Sanchez Aznar, Diago Martinez de Molina, Joan Ximenez de Azuara, Miguel Sancho, Francisco de Aynsa, Domingo Peyro et Anton Garcon, ciudadanos et vezinos de la dita ciudat, et todo el concello de la dita ciudat, clamado et plegado segunt dito es, todos concordablement et alguno non contradizient ni discrepant.Atendientes et considerantes que en los tiempos passados muchos et diversos vezinos et habitadores de la dita ciudat et otras personas se echavan a oficio de tafureria et jugavan por los tableros et no usavan de sus officios, por las quales cosas se ende seguian scandalos, muertes et otros muchos incovenientes et muchos fijos de buenos hombres se fazian tacanyos. Et aquesto era muy grant deservicio de Nuestro Senyor Dios et grant dampnage de la cosa publica de la dita ciudat.Por aquesto, querientes a las sobreditas cosas remediar, statuyeron et ordenaron a todos tiempos que personas algunas de qualquiere ley, stado, condicion, dignidat e preheminencia sean, non sean usadas de aqui abant de jugar en la dita ciudat et sus terminos de dia ni de noche, ocultament ni paladina a juego alguno, exceptado a juego de todas tablas, ballesta et escaques. Empero porque muchas et diversas personas queriendo fazer frau a la ley se han sforçado et sfuercan, segunt speriencia manifiesta lo ha demostrado et demuestra, de cada dia de receptarse en algunas casas, en lugares, cambras secretas de aquellas, por tal que non se pueda haver sentimiento del juego de aquellos, et se esfuercan jugar a grezescas et otros juegos illicitos e dampnados, et lo que peor es, meter fraudulosament tablas por tal de encobrir et de posar velamen a lur acto illicito dampnado, et en caso do por los officiales et otros qualesquiere son en el juego de prehensos et trobados se esfuerçan et han sforçado dezir «Catat aqui taulas, et a taulas jugamos, et no a otro juego vedado». Et assin en aquestas maneras fraudulosas et otras se han forcado et segunt dito es se esfuerçan de defraudar la ley stant en ordinacion de la dita ciudat.Por aquesto, statuyeron et ordenaron a todos tiempos que persona alguna que jugara o sera trobada jugar a juego alguno exceptado a los juegos sobreditos o en lugar apartado de casa alguna, tal que pueda seyer havido por suspecto, sguardado a los que juegan et en el lugar o casa do juegan, que en este caso encorra et sea encorrida en pena, si quiere calonia, de sixanta sueldos dineros jaqueses por cada una vegada que jugara e trobada yde sera; de la qual pena sea la tercera part de los jurados de la dita ciudat qui agora son et por tiempo seran de la dita ciudat; et la otra tercera part de la obra de los muros de la dita ciudat, et en la otra tercera et ultima part del acusant levaderos sin remedio alguno. Et si la dita pena pagar non podra, que jaga sixanta dias continuos en la carcel de la dita ciudat sin remedio alguno.De las quales cosas, todas et cadaunas sobreditas, los ditos justicia, juez, jurados, oficiales et prohomens del dito concello et universidat de la dita ciudat quisieron por mi Nicolas del Villar, scrivano de la dita ciudat et infrascripto, de aquestas cosas sobreditas seyerles ende fecha carta publica.Presentes testimonios fueron a las sobreditas cosas los discretos Guiralt de Villaroya et Loys Mateho de Montalban, notarios ciudadanos de la dita ciudat.Sig(signo)no de mi Nicolas del Villar, vezino de la ciudat de Daroca, por auctoridat del sennor Rey notario publico por todo el regno de Aragon et de la ciudat de Daroca, qui a las sobreditas cosas present fu et aquesto screvi. Consta de letras sobrepuestas en la XXX e XXXVI lineas de la prima plana de la present pieca do se lie 'por los', 'o caso'. Et cerre.Venerdì 24 agosto 1414. Daroca. Consiglio Comunale.Il Consiglio Comunale di Daroca vieta a vicini e forestieri di giocare in città a qualsiasi gioco, tranne che alle tavole, alla ballesta [un gioco di carte] e agli scacchi.STATUTO CONTRO I GIOCATORIDovete tutti sapere che nell'Anno del Signore 1414, venerdì 24 agosto, nella città di Daroca, il Consiglio di detta città ha reso pubblico questo statuto al suono della tromba e per voce di Simon de la Foz, messo e banditore del suddetto Consiglio Comunale e Università, nei luoghi pubblici della detta città come è consuetudine. Questo Consiglio fu costituito con i probi e saggi don Pedro Ram, giudice, Johan de Arboreda, magistrato, Jayme Soler, Francisco Lopez Ruet, Lazaro Lançuela, Nicolas Romeo, Jayme Gascon, minorenne, Nicolas del Villar, giurati, Luys de Torralba, Pascual de Retascon adulto, assessori, don Goncalvo Gomez de Mengucho, don Anton Lopez de Vistabella, don Blas Martinez de Bello, Domingo Donat, Jayme Mofort, Bernat Pallares, Vicent Trilles, Joan Sanchez Aznar, Diago Martinez de Molina, Joan Ximenez de Azuara, Miguel Sancho, Francisco de Aynsa, Domingo Peyro e Anton Garcon, cittadini e vicini della città, e l'intero Consiglio della suddetta città, e proclamato all'unanimità senza opposizione né disaccordo. Ciò poiché, in passato, molti vicini e residenti della città e altri hanno aperto bische e giocato a giochi da tavola invece di lavorare, e così hanno causato scandali, morti e molti altri inconvenienti e hanno ridotto in povertà molti gentiluomini. E questo costituiva un grandissimo allontanamento da Nostro Signore e un grave danno per la cosa pubblica della città.Pertanto, per porre rimedio a quanto sopra, stabiliamo e ordiniamo che chiunque, indipendentemente dalla sua posizione, condizione, dignità e preminenza, non debba giocare ad alcun gioco in centro, né di giorno né di notte, di nascosto o apertamente, ad eccezione del gioco delle todas tablas, della ballesta e degli scacchi. Questo perché molte persone continuano a infrangere la legge, come l'evidente esperienza ha dimostrato e continua a dimostrare, venendo accolte ogni giorno in alcune case, in determinati luoghi, in stanze segrete delle stesse, non appena informati dei giochi in corso, giocando a kestrel e ad altri giochi illeciti e dannosi e, cosa peggiore, introducendo fraudolentemente delle tavole nascondendole sotto un panno, il che è un atto illecito e dannoso, e in tal caso dicendo ancora agli ufficiali e ad altre persone che li sorprendevano a giocare: "Ecco le tavole, e giochiamo alle tavole e a nessun altro gioco proibito". E coloro che hanno compiuto questi atti fraudolenti e altri simili hanno infranto la legge della città.Pertanto, stabiliamo e ordiniamo che chiunque giochi o sia visto giocare a qualsiasi gioco diverso da quelli sopra citati o in un luogo isolato, e che perciò possa essere sospetto, insieme ai giocatori, incorrerà in questo caso nella pena (una multa) di 60 soldi (60 sueldos dineros jaqueses) ogni volta che sarà sorpreso a giocare. Un terzo della multa sarà devoluto ai giurati della città, un terzo alle opere delle mura della città e un terzo agli informatori. E se non potrà pagare la multa, sarà tenuto in prigione per 60 giorni consecutivi senza appello.Il magistrato, il giudice, i giurati, gli ufficiali e le autorità del Consiglio e dell'Università della Città hanno voluto sottoscrivere questa lettera pubblica per mio tramite, il sottoscritto Nicolas del Villar, scriba della città.Alla presenza dei testimoni, i saggi Guiralt de Villaroya e Loys Mateho de Montalban, notai e cittadini della città.Firmato Nicolas del Villar, vicino della Città di Daroca, notaio pubblico d'Aragona e della Città di Daroca per autorità del Re, che ha scritto quanto sopra. Errata corrige: per le righe 30 e 36 della prima pagina, si prega di leggere "por los", "a caso".LA FINE
Charles d'Orléans era un appassionato di Backgammon. Possedeva una copia del Bonus Socius (BNF Ms latin 10286) e scrisse una poesia su questo gioco.BallataAu court jeu de tables jouer,
Amour me fait moult longuement,
Car tousjours me charge garder
Le point d'actente seulement ;
En me disant que vrayement
Se ce point lye scay tenir,
Qu'au derrain je doy, sans mentir,
Gaaingnier le jeu entierement.Je suy pris, et ne puis entrer
Ou point que desire souvent ;
Dieu me doint une fois gecter
Chance qui soit aucunement
A mon propos, car autrement
Mon cueur sera pis que martir,
Se ne puis, aninsi qu'ay desir,
Gaaingnier le jeu entierement.Fortune fait souvent tourner
Les dez contre moy mallement ;
Mais Espoir, mon bon conseillier,
M'a dit et promis seurement,
Que Loyaulté prochainement
Fera Boneur vers moy venir
Qui me fera, à mon plaisir,
Gaaingnier le jeu entierement.L'ENVOY.Je vous supply tres humblement,
Amour, aprenez moy comment
J'asserray les dez sans faillir ;
Par quoi puisse, sans plus languir,
Gaaingnier le jeu entierement.A giocare al breve gioco delle tavole,l'Amore mi fa indugiare molto a lungo,poiché mi impone sempre di custodiresoltanto il punto d'attesa;dicendomi che davvero,se so come legare questo punto,alla fine dovrò, senza mentire,vincere interamente la partita.Sono bloccato, e non posso entrarenel punto che spesso desidero;voglia Dio farmi gettare una voltauna sorte che sia in qualche modofavorevole al mio proposito, poiché altrimentiil mio cuore sarà peggio che un martire,se non posso, così come desidero,vincere interamente la partita.La sorte fa spesso girarei dadi contro di me crudelmente;ma la Speranza, mia buona consigliera,mi ha detto e promesso con sicurezzache presto la Lealtàfarà venire verso di me la Buona Sorte,la quale mi farà, a mio piacimento,vincere interamente la partita.L'ENVOY.Vi supplico umilmente,Amore, insegnatemi comegettare i dadi senza fallire;affinché io possa, senza più languire,vincere interamente la partita.Nelle linee finali della sua poesia Je n'ay plus soif, tairie est la fontaine (Non ho più sete, la fontana è asciutta), egli specifica persino il nome della variante a 3 dadi a cui sta giocando: la faille.Prince, veillesse fait me jouer a telz jeux,
Perdre et gaingner, et tout par ses conseulx ;
A la faille j'ay joué ceste annee,
Ne bien, ne mal, d'aventure menee.Principe, la vecchiaia mi fa fare simili giochi,Per perdere e per vincere, e tutto secondo i suoi consigli;Quest'anno ho giocato a la faille,Né con il bene né con il male, guidato dalla circostanza.Come pure nelle ultime righe di un'altra poesia:Qui Soussy suit, au derrain s'en repent ;
C'est ung mestier qui ne vault une maille,
Avantureux comme le jeu de faille ;
Que vous semble de mon gouvernement,
Se mois de May, ne joyeulx, ne dolent ?Chi insegue la Preoccupazione se ne pente alla fine;È un'occupazione che non vale un soldo bucato,Rischiosa quanto il gioco della faille;Che pensate del mio modo di vivere,Se questo mese di maggio mi trova né gioioso né addolorato?
Nel 1464, Jehan de Lannoy redige un trattato di educazione e morale per suo figlio Loys nel caso in cui non possa vegliare personalmente su di lui.Egli mette in guardia contro vari passatempi — tra cui sei giochi di tavole — che definisce una perdita di tempo e un peccato.et aussy l'on joue aux tables, au droit ju, au trusseman, au long ju, à la faille, à la rognette, à la wilbuffe et en tant d'aultres manières comme le dyable a volu adviser et mettre avantAl allo stesso modo, la gente gioca a tavole, al gioco giusto, a trusseman, al gioco lungo, a faille, rognette, wilbuffe e in tanti altri modi che il diavolo ha voluto ideare e proporre.

Età Moderna
La famosa Nave dei folli (Das Narrenschiff) di Sebastian Brant fu pubblicata a Basilea nel 1494, illustrata con xilografie tradizionalmente attribuite a Albrecht Dürer. A essa seguirono numerose traduzioni, tra cui un adattamento inglese del 1509, The Shyp of Folys of the Worlde di Alexander Barclay.Attingendo a una tradizione carnevalesca fiorita tra il tardo Medioevo e la prima età moderna, questa satira impiega un vecchio espediente letterario: far udire la voce della ragione sotto la maschera della follia, per meglio descrivere le debolezze umane, denunciare gli abusi e promuovere la riforma.Una di queste xilografie raffigura una partita a backgammon.Il testo inglese fa riferimento al gioco dell'Irish (yresshe game).Here begynneth the foles and first inprofytable bokes.I am the firste fole of all the hole nauy
To kepe the pompe, the helme and eke the sayle
For this is my mynde, this one pleasoure haue I
Of bokes to haue grete plenty and aparayle
I take no wysdome by them : nor yet auayle
Nor them preceyue nat : and then I them despyse
Thus am I a foole and all that sewe that guyseThat in this shyp the chefe place I gouerne
By this wyde see with folys wanderynge
The cause is playne, and easy to dyscerne
Styll am I besy bokes assemblynge
For to haue plenty it is a plesaunt thynge
In my conceyt and to haue them ay in honde
But what they mene do I nat vnderstondeBut yet I haue them in great reuerence
And honoure sauynge them from fylth and ordure
By often brusshynge, and moche dylygence
Full goodly bounde in pleasaunt couerture
Of domas, satyn, or els of veluet pure
I kepe them sure ferynge lyst they sholde be lost
For in them is the connynge wherin I me bost.But if it fortune that any lernyd men
Within my house fall to disputacion
I drawe the curtyns to shewe my bokes then
That they of my cunnynge sholde make probacion
I kepe nat to fall in altercacion
And whyle they comon my bokes I turne and wynde
For all is in them, and no thynge in my mynde.Tholomeus the riche causyd longe agone
Ouer all the worlde good bokes to be sought
Done was his commaundement anone
These bokes he had and in his stody brought
Whiche passyd all erthly treasoure as he thought
But neuertheles he dyd hym nat aply
Unto theyr doctryne, but lyued unhappely.Lo in lycke wyse of bokys I haue store
But fewe I rede, and fewer understande
I folowe nat theyr doctryne nor theyr lore
It is ynoughe to bere a boke in hande
It were to moche to be it suche a bande
For to be bounde to loke within the boke
I am content on the fayre couerynge to lokeWhe sholde I stody to hurt my wyt therby
Or trouble my mynde with stody excessyue
Sythe many ar whiche stody right besely
And yet thery shall they neuer thryue
The fruyt of wysdom cans they nat contryue
And many to stody so moche are inclynde
That utterly they fall out of theyr myndeEche is nat lettred that nowe is made a lorde
Nor eche a clerke that hath a benefyce
They are nat all lawyers that plees doth recorde
All that are promotyd are nat fully wyse
On suche chaunce nowe fortune throwys hir dyce
That thoughe one knowe but the yresshe game
Yet wolde he haue a gentyllmannys nameSo in lyke wyse I am in suche case
Thoughe I nought can I wolde be callyd wyse
Also I may set another in my place
Whiche may for me my bokes excercyse
Or else I shall ensue the comon gyse
And say concedo to euery argument
Lyst by moche speche my laty sholde be spentI am lyke other Clerkes whiche so frowardly them gyde.
That after they ar onys come vnto promocion
They gyue them to plesour theyr stody set asyde.
Theyr Auaryce couerynge with fayned deuocion.
Yet dayly they preche : and haue great derysyon
Against the rude Laymen : and al for Couetyse.
Though theyr owne Conscience be blynded wt that vyce.But if I durts trouth playnely vtter and expresse.
This is the special cause of this Inconuenyence.
That greatests foles, and fullest of lewdnes
Hauynge least wyt : and symplest Science
Ar fyrst promoted : and haue greatest reuerence
For if one can flater, and bere a hawke on his Fyst
He shalbe made Person of Honyngton or of Clyst.But he that is in Stody ay ferme and diligent.
And without al fauour prechyth Chrystys lore
Of al the Comontye nowe adayes is sore shent.
And by Estates thretened to Pryson oft therfore.
Thus what auayle is it, to us to Stody more :
To knowe outher scripture, trouth, wysedom, or vertue
Syns fewe, or none without fauour dare them shewe.But O noble Doctours, that worthy ar of name :
Consyder our olde faders : note wel theyr diligence :
Ensue ye theyr steppes : obtayne ye such fame,
As they dyd lyuynge : and that by true Prudence.
Within theyr hartys they planted theyr scyence
And nat in plesaunt bokes. But nowe to fewe suche be.
Therefore in this Shyp let them come rowe with me.THE ENUOY OF ALEXANDER BARCLAY TRANSLATOUR
EXORTYNGE THE FOLES ACCLOYED WITH THIS VICE
TO AMENDE THEYR FOLY.Say worthy doctours and clerkes curious :
What moueth you of bokes to haue such nomber.
Syns dyuers doctrines throughe way contrarious.
Doth mannys mynde distract and sore encomber.
Alas blynde men awake, out of your slomber
And if ye wyl nedys your bokes multyplye
With diligence endeure you some to occupye.Qui cominciano i folli e per prima cosa i libri inutili.Io sono il primo folle di tutta la flotta,a custodire la poppa, il timore e anche la vela.Poiché questo è il mio pensiero, questo unico piacere ho:di possedere grande abbondanza e decoro di libri.Non ne ricavo alcuna saggezza, né alcun profitto,né li comprendo; eppure li disprezzo.Così sono un folle, e lo sono tutti coloro che seguono quella via.Che in questa nave io governi il posto principale,attraverso questo vasto mare insieme a folli erranti,la causa è palese e facile da discernere:sono sempre occupato ad ammassare libri.Perché averne in abbondanza è una cosa piacevole,secondo la mia opinione, e averli sempre per le mani,ma cosa significhino non lo comprendo affatto.Ma tuttavia li tengo in grande riverenzae onore, preservandoli da sporcizia e immondezza,mediante frequenti spazzolature e molta diligenza,molto ben rilegati in piacevoli coperturedi damasco, raso o persino di velluto puro:li conservo al sicuro, temendo che vadano perduti,poiché in essi è l'ingegno di cui mi vanto.Ma se accade che alcuni dottiall'interno di casa mia si diano a dispute,tiro la tenda per mostrare allora i miei libri,affinché essi facciano la prova del mio ingegno.Non m'importa di cadere in alterco,e mentre essi conversano, io sfoglio e giro i miei libri,poiché tutto è in essi, e nulla nella mia mente.Tolomeo il ricco fece, molto tempo fa,cercare buoni libri in tutto il mondo;il suo comando fu eseguito all'istante.Quei libri egli li ebbe e li portò nel suo studio,ritenendo che superassero ogni tesoro terreno;ma nondimeno egli non applicò se stessoalla loro dottrina, bensì visse infelicemente.Ecco, allo stesso modo io ho una scorta di libri,ma ne leggo pochi e ne comprendo ancora meno;non seguo la loro dottrina, né il loro insegnamento,è sufficiente portare un libro in mano;sarebbe troppo trovarsi in una tale schierada essere vincolati a guardare dentro il libro:mi accontento di guardare la bella copertura.Perché dovrei studiare per danneggiare così il mio ingegno,o turbare la mia mente con uno studio eccessivo?Visto che molti sono coloro che studiano assai laboriosamentee tuttavia non prospereranno mai per questo:non riescono a concepire il frutto della saggezza.E molti sono così inclini allo studioda perdere del tutto la ragione.Non ognuno che ora è fatto lord è letterato,né ognuno che ha un beneficio è un ecclesiastico;non sono tutti avvocati quelli che registrano le cause,tutti coloro che ricevono promozioni non sono pienamente saggi;su una tale sorte la fortuna getta ora i suoi dadi,che sebbene uno conosca solo il gioco dell'Irish,vorrebbe nondimeno avere il nome di gentiluomo.Così allo stesso modo io mi trovo in tale condizione,sebbene non sappia nulla vorrei essere chiamato saggio;posso anche mettere qualcun altro al mio postoche possa adoperare i miei libri per me;oppure seguirò l'uso comunee dirò concedo a ogni argomento,per evitare che con troppi discorsi il mio latino vada sprecato.Sono come altri ecclesiastici che si comportano in modo così ostinato,che dopo essere onestamente giunti a una promozione,si dedicano al piacere e mettono da parte lo studio,coprendo la loro avarizia con finta devozione.Eppure predicano quotidianamente e provano grande derisioneverso i laici rozzi, e tutto per cupidigia,sebbene la loro stessa coscienza sia accecata da quel vizio.Ma se osassi esprimere e pronunciare apertamente la verità,questa è la causa speciale di tale inconveniente:che i folli più grandi, e più colmi di lascivia,avendo il minimo ingegno e la scienza più semplice,sono i primi a essere promossi e hanno la massima riverenza;poiché se uno sa adulare e portare un falco sul pugno,sarà fatto parroco di Honiton o di Clyst.Ma colui che è sempre saldo e diligente nello studioe, senza alcun favoritismo, predica l'insegnamento di Cristo,è aspramente criticato oggigiorno da tutta la comunitàe minacciato di prigione dai potenti a causa di ciò.Quale vantaggio c'è dunque per noi nello studiare ancora:nel conoscere altra scrittura, verità, saggezza o virtù,giacché pochi o nessuno osano mostrarle senza favore?Ma o nobili Dottori, che siete degni di nome:considerate i nostri vecchi padri, notate bene la loro diligenza;seguite le loro orme, ottenete quella famache essi ebbero in vita, e ciò per vera prudenza.Nel loro cuore essi piantarono la loro scienzae non in libri piacevoli. Ma ora pochissimi sono tali,perciò in questa nave lasciateli venire a remare con me.L'INVIO DI ALEXANDER BARCLAY TRADUTTOREESHORTANDO I FOLLI COLPITI DA QUESTO VIZIOA EMENDARE LA LORO FOLLIA.Dite, degni dottori e curiosi ecclesiastici:cosa vi spinge ad avere un così gran numero di libri,dal momento che diverse dottrine per vie contrariedistraggono la mente dell'uomo e la gravano pesantemente?Ahi, uomini ciechi, svegliatevi dal vostro sonno,e se volete assolutamente moltiplicare i vostri libri,impegnatevi con diligenza a occuparvene qualcuno.
Nel moralitè anonimo del XVI secolo The Interlude of Youth, il personaggio di Riot incarna la cattiva influenza e svia Youth dalla retta via con questa battuta:Sir than shall ye do well
For we be true as stele
Syr can teache you to play at the dice
At the quenes game and at the Iryshe
The Treygobet and the hasarde also
And many other games mo
Also at the cardes I can theche you to play
At the triump and one and thyrtye
Soft, pinion and also aumsase.
And at ad other they call dewface
yet I can tel you more & ye wyll con me thanke
Pinke and drinke and also at the blanke
And many sportes moMesser, allora farete bene,Poiché siamo leali come l'acciaio.Messer, so insegnarvi a giocare ai dadi,Al gioco della regina e all'irlandese;Al Treygobet e anche all'Hazard,E a molti altri giochi ancora;Anche alle carte so insegnarvi a giocare,Al Trionfo e a trentuno,Poft, pinion e anche ambs-ace,E a un altro che chiamano deuce-ace;E posso dirvi di più, se me ne darete atto,Bere e gozzovigliare e anche al blankE a molti altri passatempi ancora.
In quest'opera, il Toutes Tables è elencato tra i giochi di Gargantua.Les jeux de GargantuaChapitre XXIIPuis, tout lordement grignotant d’un transon de graces, se lavoit les mains de vin frais, s’escuroit les dens avec un pied de porc et devisoit joyeusement avec ses gens. Puis, le verd estendu, l’on desployoit force chartes, force dez, et renfort de tabliers. Là jouoyt :Au flux, à la condemnade, à la prime, à la charte virade, à la vole, au maucontent, à la pille, au lansquenet, à la triumphe, au cocu, à la picardie, à qui a si parle, au cent, à pille, nade, jocque, fore, à l’espinay, a mariaige, à la malheureuse, au gay, au fourby, à l’opinion, à passe dix, à qui faict l’ung faict l’aultre, à trente et ung, à la sequence, à pair et sequence, au luettes, à troys cens, au tarau, au malheureux, à coquinbert, qui gaigne perd, au beliné, au pies, au torment, à la corne, à la ronfle, au beuf violé, au glic, à la cheveche, aux honneurs, à je te pinse sans rire, à la mourre, à picoter, aux eschetz, à deferrer l’asne, au renard, à laiau tru, au marelles, au bourry, bourryzou, au vasches, à je m’assis, à la blanche, à la barbe d’oribus, à la chance, à la bousquine, à trois dez, à tire la broche, au tables, à la boutte foyre, à la nicnocque, à compere, prestez moy vostre sac, au lourche, à la renette, à la couille de belier, au barignin, à boute hors, au trictrac, à figues de Marseille, à toutes tables, à la mousque, au tables rabatues, à l’archer tru, au reniguebieu, à escorcher le renard, au forcé, à la ramasse, au dames, au croc madame, à la babou, à vendre l’avoine, à primus secundus, à souffler le charbon, au pied du cousteau, au responsailles, au clefz, au juge vif et juge mort, au franc du carreau, à tirer les fers du four, à pair ou non, au fault villain, à croix ou pille, au cailleteaux, au martres, au bossu aulican, au pingres, à Sainct Trouvé, a la bille, à pinse morille, au savatier, au poirier, au hybou, à pimpompet, au dorelot du lievre, au triori, à la tirelitantaine, au cercle, à cochonnet va devant, a la truye, à ventre contre ventre, à Sainct Cosme, je te viens adorer, aux combes, à la vergette, à escharbot le brun, au palet, à je vous prens sans verd, au j’en suis, à bien et beau s’en va Quaresme, à Foucquet, au quilles, au chesne forchu, au rapeau, au chevau fondu, à la boulle plate, à la queue au loup, au vireton, à pet en gueulle, au picqu’à Rome, à Guillemin ballie my ma lance, à rouchemerde, à la brandelle, à Angenart, au treseau, à la courte boulle, au bouleau, à la griesche, à la mousche, à la recoquillette, à la migne, migne beuf, au cassepot, au propous, à mon talent, à neuf mains, à la pyrouète, au chapifou, au jonchées, au pontz cheuz, au court baston, à Colin bridé, au pyrevollet, à la grolle, à clinemuzete, au cocquantin, au picquet, à Colin Maillard, à la blancque, à myrelimofle, au furon, à mouschart, à la seguette, au crapault, au chastelet, à la crosse, à la rengée, au piston, à la foussette, au bille boucquet, au ronflart, au roynes, à la trompe, au mestiers, au moyne, à teste à teste bechevel, au tenebry, au pinot, à l’esbahy, à male mort, à la soulle, aux croquinolles, à la navette, à laver la coiffe Madame, à fessart, au belusteau, au ballay, à semer l’avoyne, à briffault, à la cutte cache, au molinet, à la maille, bourse en cul, à defendo, au nid de la bondrée, à la virevouste, au passavant, à la bacule, à la figue, au laboureur, au petarrades, à la cheveche, à pille moustarde, au escoublettes enraigées, à cambos, à la beste morte, a la recheute, à monte, monte l’eschelette, au picandeau, au pourceau mory, à croqueteste, à cul sallé, à la grolle, au pigonnet, à la grue, au tiers, à taille coup, à la bourrée, au nazardes, au sault du buisson, aux allouettes, à croyzet, aux chinquenaudes.Après avoir bien joué, sessé, passé et beluté temps, convenoit boire quelque peu, — c’estoient unze peguadz pour homme, — et, soubdain après bancqueter, c’estoit sus un beau banc ou en beau plein lict s’estendre et dormir deux ou troys heures, sans mal penser ny mal dire.Luy esveillé, secouoit un peu les aureilles. Ce pendent estoit apporté vin frais ; là beuvoyt mieulx que jamais.Ponocrates luy remonstroit que c’estoit mauvaise diete ainsi boyre apres dormir.« C’est (respondist Gargantua) la vraye vie des Peres, car de ma nature je dors sallé, et le dormir m’a valu autant de jambon. »Puis commençoit estudier quelque peu, et patenostres en avant, pour lesquelles mieulx en forme expedier montoit sus une vieille mulle, laquelle avoit servy neuf Roys. Ainsi marmotant de la bouche et dodelinant de la teste, alloit veoir prendre quelque connil aux filletz.Au retour se transportoit en la cuysine pour sçavoir quel roust estoit en broche.Et souppoit très bien, par ma conscience ! et voluntiers convioit quelques beuveurs de ses voisins, avec lesquelz, beuvant d’autant, comptoient des vieux jusques es nouveaulx. Entre aultres avoit pour domesticques les seigneurs du Fou, de Gourville, de Grignault et de Marigny.Après soupper venoient en place les beaux Evangiles de boys, c’est à dire force tabliers, ou le beau flux. Un, deux, troys, ou à toutes restes pour abreger, ou bien alloient voit les garses d’entour, et petitz bancquetz parmy, collations et arriere collations. Puis dormoit sans desbrider jusques au lendemain huict heures.I giochi di Gargantua.CAPITOLO XXII.Poi, borbottando alla grossa un tocco d'orazione di ringraziamento, si lavava le mani con vin fresco, si curava i denti scarnificando un piede di maiale e chiacchierava allegramente coi suoi. Quindi, steso il tappeto verde, mettevan fuori mucchi di carte, di dadi e scacchiere.E là giocava:a goffo, alla condannata, a primiera, a carta voltata, a vola, al malcontento, a piglia piglia, al lanzichenecco, al trionfo, a cocchinverde, alla Piccarda, a chi ce l'ha lo dica, al cento, a piglia, nada, gioca, fori, alla penitenza, all'accoppiata al trictrac, alla sfortunata, a glic, alla furba, a disgrazia, a passadieci, a chi fa l'uno fa l'altro, al trentuno, alla sequenza, a pari e sequenza, a domino, ai trecento, al tarocco, a coglionmontone, chi vince perde, al belinato, a piglia, alla sfilata, al corno, alla ronfa, a bue cacciato, a campana, agli onori, a pizzica orecchio, alla morra, a pizzicato, agli scacchi, a trotta trotta somarello, alla volpe, al nano, a marmotta, a buricchetto, alle guardie, a son seduto, alla bianca, alla barba d'oribus, alla buona ventura, alla boschina, a tre dadi, a tira spiedo, alle tavole, a buttafuori, a nic noc, a compare dammi il sacco, alla lurca, alla rana, agli aliossi, al birignao, al trictrac, alle fiche di Marsiglia, a tutte tavole, alla mosca, a tavole voltate, a caccialepre, a rinnegabio, a scuoiaconiglio, al forzato, a ramazza, alla dama, a uncino-madama, alla babbuina, a vender l'avena, a primus, secundus, a spegnimoccolo, a pie di coltello, alle risposte, alle chiavi, a giudice vivo e giudice morto, a franco il quadri, a pari o caffo, a scappa villano, a testa o croce, ai sassolini, al gobbo in corte, a San Trovato, alla biglia, a ciabatta, al pero, al gufo, a pimpompetto, al trallalà, alla tirintintana, al circolo, a scappa scappa porcellino, alla troia, a pancia-a-pancia, a San Tommaso ficcanaso, alle vallette, a verghetta, a toni-mini, a piastrelle, a sei senza verde!, a ci sto anch'io, a Quaresima, ai birilli, alla forcola, a saltacavallina, a boccia corta, al lupo, al volano, a peto in gola, a prendi Roma, a dammi la lancia Guglielmino, Brueghela toccamerda, a brindello, al Siam, ai tre covoni, alla betulla, alla greca, a rimbalzino, a civetta, a beccasú, alle domande, a cosí mi piace, a nove mani, alla giravolta, a capinascondere, alle giuncate, a tutti in fila, a baston corto, al cavallino, alla prillavola, alla grulla, a mosca cieca, al gallo canta, a picchetto, alle lumachine, alla seggiolina, al rospo, al castelletto, a sculaccioni, all'infilata, al pistone, a fossette, alle regine, alla tromba, ai mestieri, al monaco, a testa-a-testa o testa-a-piè, all'incantato, alla Pinotta, allo spione, alla palla, a scappellotto, alla spola, a scuffia madama, al truccino, al seminato, alla riffa, al molinetto, a maglia maglia batticulo, a cul per terra, a non si passa, al passavanti, a far le fiche, al contadino, alle pernacchie, a pestamostarda, allo zoppo, a tagliar la strada, alla bestia morta, all'accullattata, a monta monta la scaletta, a piccioncino, al porcello morto, a pigliatesta, alla gru, alla caccia al terzo, a taglia taglia, a botte in fiera, alle sberle, a saltasiepe, alle gazze, a buffettoni, a cucú, nada, gioca, fori, a dichiarare, all'asino vola, a dagli arri, al tizzone, al fabbroferraio, a spannina, a far centro, alla pentolaccia, al mulinello, a gallina bianca, al manico di scopa, a mosca pazza, a pesciolino mio diletto vieni, a testa in giú, a guardagli il muso, a pallamaglio, al diabolo, a mano morta, ai buffetti, a staccia buratta, al ghiottone, a schioppetto matto, a scornabue, a è scappato l'uccellino, a chi ci casca, a salincerchio, alla tecca.Dopo aver ben giocato, stacciato, crivellato e passato il tempo, conveniva bere un pochino, cioè undici bigoncie a testa; e subito dopo banchettare, sopra un banco cioè, o sopra un bel lettone sdraiarsi e dormire due o tre ore senza cattivi pensieri, né maldicenza. Svegliatosi, scrollava un po' le orecchie e intanto gli portavano vin fresco e beveva meglio che mai. Ponocrate gli rimostrava non esser igienico bere dopo dormire.- Ma, rispondeva Gargantua, se è proprio questa la vita dei Padri. Io di mia natura dormo salato e il sonno mi tien luogo d'altrettanto prosciutto.Poi cominciava a studiare un tantino e giù paternostri! Per meglio snocciolarli nella debita forma, montava sopra una vecchia mula che aveva servito nove re, e così, borbottando colla bocca e dondolando la testa, andava a veder prendere i conigli colle reti.Al ritorno entrava in cucina per informarsi quale arrosto fosse allo spiedo. E cenava benone, in coscienza, e volentieri convitava qualcuno dei beoni vicini coi quali bevendo a gara, contavano e il vecchio e il nuovo.Frequentavano la casa fra gli altri i signori De Fou, De Gourville, De Grignault e De Marigny. Dopo cena venivano in tavola: belli evangeli di legno, vale a dire scacchiere, o il bel flusso o un due tre o tutti gli altri giochi, tanto per farla breve, oppure andavano a trovare le ragazze dei dintorni e lì nuovi spuntini e pusigni e ripusigni. Poi dormiva tutto un sonno filato fino all'indomani alle otto.
Questa poesia di Hans Sachs, intitolata Reimen in die drey bretspil (Rime sui tre giochi di tavole), fu scritta il 21 aprile 1550.Essa menziona le seguenti varianti tedesche: kurtz, lang, Puff, Gegen-Puff, Puff-Regal, Dickadack, Lurtsch, großen Puff e kleinen Puff.Dergleich dem bretspil ich anhang,
Ich kan das kurtz und auch das lang,
Puff, gegen-puff und puff-regal,
Dickadack und die lurtsch zu-mal.
Viel ander spiel ich kan auch nennen,
Die mancher will im bret erkennen,
Als: den grossen und kleinen Puff,
Den manch spieler hat in dem ruff.
Die werffen mit den würfeln gleich,
Daraus man wird arm oder reich.Darin ein scharffer verstand gehört,
Der das spiel recht zu führen lert.
Wer das nicht kan und ungestüm
Mit den würfeln werfft über trüm,
Der verliert sein gelt schier und bald,
Das in dem bretspil manchen alt.
Darumb ein spieler sich wol fürseh,
Das er nicht in den schaden geh,
Mit den würfeln sey mässig bald,
Und thu nicht werffen mit gewalt,
Sonder nach ordnung und gebrauch,
So bleibt er wol bey gutem auch.
Das ist die kunst im bretspil fein,
Die lernt mancher nit in dem sein,
Sonder durch viel übung und fleiss,
So man den rechten weg auch weiss.Sono devoto al gioco delle tavole,Conosco la "corta" e anche la "lunga",Il Puff, il Gegen-puff e il Puff-regal,Il Dickadack e anche il Lurtsch.Molti altri giochi saprei pure nominare,Che molti conoscono sulla tavola,Come il grande e il piccolo Puff,Che molti giocatori hanno sulle labbra.Tutti tirano i dadi nello stesso modo,Da cui si diventa o poveri o ricchi.Per questo è richiesta una mente acuta,Che insegni a condurre correttamente la partita.Chi non sa far questo e, impetuoso,Lancia i dadi oltre il bordo della tavola,Perde il suo denaro rapidamente e presto,Il che ha invecchiato molti uomini nel gioco da tavola.Perciò un giocatore dovrebbe guardarsi bene,Affinché non cada in rovina;Con i dadi sii moderato e svelto,E non gettarli con violenza,Bensì secondo ordine e consuetudine,Così conserverai bene i tuoi beni.Questa è la nobile arte del gioco da tavola,Che molti non imparano in un giorno,Ma attraverso molta pratica e diligenza,Quando si conosce anche la giusta via.
Source : Archivio Comunale di MontegabbioneDe pena ludentis ad ludum taxillorumNemo ludat ad ludum taxillorum vel ed alium ludum ad quod denarii vel alie res perdentur vel vincantur in castro Montiscabionis vel eius districtu ad penam centum solidorum denariorum pro quolibet et qualibet vice, receptator vero ludi vel qui luxoribus pecuniam nutuaverit etiam quilibet ipsorum solvat eamdem penam et nichillominus de eo quod vinceretur vel perdaretur vel mutuaretur nullum ius reddatur nec dictus talis actionem habeat petendi vel repetendi et ille intelligatur receptator ludi qui bis contaverit ant teneretur aut aliquod lucrum haberet a lustribus aut ipsos receptaret in domo vel taberna liceat tamen cuilibet ludere ad tabulas cum taxillis cum totis tabulis possit etiam ludi ad pellam, ad ludum triumphorum magnorum et etiam ad morram ludi possit vinum causa libendi sine aliqua penaSanzioni per i giocatori di dadiChiunque giochi a dadi o a qualsiasi altro gioco che comporti vincite o perdite di denaro sarà soggetto, nella fortezza di Montegabbione o nel suo distretto, a una pena di 100 monete d'oro per ogni singola infrazione. Chiunque favorisca il gioco d'azzardo o ne tragga beneficio sarà anch'egli soggetto alla medesima pena, e nulla di ciò che è stato vinto, perso o preso in prestito verrà restituito, anche qualora venga reclamato; ed è considerato favoreggiatore del gioco colui che gestisce i guadagni delle partite o che le ospita in casa propria o in una taverna. È tuttavia consentito giocare, senza alcuna sanzione, anche al gioco delle tavole con i dadi a totae tabulae, al gioco della palla, ai tarocchi e persino alla morra, purché sia per un bicchiere di vino.
Ecco l'introduzione perfetta per proseguire con la traduzione dei capitoli di Girolamo Cardano dal suo celebre trattato Liber de Ludo Aleae (1564).Capvt XXVIII. De longo consilio, & iudicio, procedentiaque.28. Su piani a lungo termine, giudizio e procedimentoMaximum autem in ludo Aleae praecipuè est prouidentia, & iudicium ad multos iactus, vt in alueare tabulae sic disponantur, vt cum duplex sit via ad finem, vna, vt celerius progrediamur, altera, vt collusorem retardemus: celerius progredimur occupando meliora loca, ac citius, vt contra retardamus, vel vt deteriora loca habeat, & pauciora, vel vt lentius ingrediatur vltimam fidem. Cum ergo dictae viae sint vtraque quantum licet progredimur. Sed cogitandum est, illi magis, non illi soli insistere debeamus, hoc enim vix fieri potest; at vt celerius agas, cauendum est, vt tutus sis ab incursionibus collusoris; & vt illum impedias: Duae rursus intentiones insurgunt, an debeas, vel vt agas, si deliberaueris, altera, vt sis in insidiis. Quatuor igitur iam habes scopos, vt facile progrediaris in optima loca, & vt obnoxius non sis impedimento, & vt impedias illum, & sis in insidiis certis, si occasio detur illum impediendi. Vt vero impedias, duplex est via, vel vt locum, & transitum praecludas, vel vt eiicias tabulas illius, vt cogantur ad primam sedem reuerti.Della massima importanza nel gioco d'azzardo sono la previsione e il giudizio relativi a molti lanci, poiché sulla tavola le cose sono disposte in modo tale che vi è una duplice via verso il nostro obiettivo: l'una con cui avanziamo più rapidamente, l'altra con cui ritardiamo il nostro avversario. Avanziamo più rapidamente occupando posizioni migliori e più celermente se, al contrario, ritardiamo il nostro avversario affinché abbia posizioni peggiori e in minor numero, oppure affinché rimanga indietro nell'entrare nell'ultima fila. Poiché dunque le vie sono quelle suddette, avanziamo in ciascuna di esse quanto più possiamo. Ma dobbiamo fare attenzione a dedicarci in misura maggiore all'avanzamento, sebbene non interamente, poiché ciò può difficilmente compiersi, visto che, per procedere più rapidamente, bisogna badare a essere al sicuro dalle incursioni del proprio avversario e a ostacolarlo. Si profilano inoltre due scopi: se si debba procedere deliberatamente oppure, d'altro canto, se si debba tendere un'imboscata. Pertanto, avete già quattro obiettivi: procedere agevolmente nelle posizioni migliori; non essere esposti a intralci; ostacolare l'avversario; e tendere una sicura imboscata qualora se ne presenti l'occasione per ostacolarlo. Ma vi sono due modi per ostacolarlo: o sbarrargli la strada dalla sua posizione o dal passaggio verso di essa, oppure estromettere le sue pedine (counters), così che siano costrette a tornare alle loro posizioni originali.Scis enim quatuor esse sedes in Alueari, quarum singula: sex domos continent. Sed & impedimentum illud possemus praestolari ante, vt sint sex intentiones. Impedimentum quoque vel in pluribus, vel in praecipuis locis esse debet. Praecipua loca sunt e regione, & vbi aliter transponere cogitur, quam ei vtile sit. Haec autem praeuidere, & multo antea, cuiusdam est sapientia:, quam nulla ars fermè docere potest. Imò plane docere potest, sed nemo tanti iudicij esse queat, vt assequatur.Poiché sapete che vi sono quattro tavole sulla tavola da gioco (board), ciascuna delle quali contiene sei punti (points). Ma potremmo anche prevedere in anticipo gli ostacoli, cosicché gli scopi diventano sei. L'ostacolo dovrebbe anche trovarsi in punti multipli oppure in posizioni particolari. I luoghi particolari sono direttamente opposti e là dove l'avversario è costretto a compiere una mossa a proprio svantaggio. Ma prevedere queste cose con largo anticipo richiede una certa abilità che nessuna arte può insegnare in via generale. O meglio, la si può certamente insegnare, ma nessuno può possedere un giudizio tale da poterla pienamente acquisire.Primum ergo vno exemplo id docebo, vt ad omnia facilior sit aditus. Finge te desperare victoriam, quòd inferior sis, gratia exempli quarta parte iactuum, semper enim ad id, quòd residuum est refere rem oportet. Et licet proportio eadem sit; quanto tamen propior est fini ludus, tanto plus refert. Considerandum esi ergo si deficiat parum, & ex mutatione fortunae reparari possit, non est euertendus Ludus. Rursus si propior sis fini, quanquàm posss, & debeas euertere, non euertes. Et iterum si sis remotior a fine, sed tabulae iam processerint comparatione suarum, non debes tantam agitare rem. Vbi ergo inferior longè sis spe illo, & ludus non multum processerit, nec tabulae tuae eo loco non peruenerint, vnde nulla arte retrahi possint: neque etiam anteriores sint suis, tunc deliberare de retrocessu, & occupatione viae oportet. Facta deliberatione, modum inuenire conuenit, vt totus ei negotio insistas, nitarisque reducere tabulas, quae processerint, retrò. Id autem aliquando, & violenter, quod & fallax est, & periculosum, aliquando vero quasi furtim certè sensim, quòd vt maioris artis est opus, ita tutius, & certius.Perciò, insegnerò dapprima la cosa tramite un esempio, affinché l'approccio a tutte queste questioni risulti più agevole. Supponiamo che voi disperiate della vittoria perché siete ritardati, diciamo, da una quarta parte dei lanci; poiché è sempre necessario ricondurre la faccenda a ciò che rimane, e sebbene la proporzione possa essere la stessa, tuttavia, più ci si avvicina alla fine della partita, maggiore è la differenza che ciò comporta. Pertanto, dovete considerare se il vostro svantaggio sia piccolo e possa essere rimediato da un cambiamento di fortuna, giége in tal caso la partita non deve essere concessa. Di nuovo, se siete più vicini alla fine, sebbene possiate e dobbiate concedere la sconfitta, tuttavia non lo farete. Ancora, se siete più lontani dalla fine ma le pedine dell'avversario sono già progredite di molto rispetto alle vostre, non dovreste contemplare un passo così grande. Perciò, quando le vostre speranze sono di gran lunga inferiori alle sue e la partita non è avanzata di molto, e le vostre pedine non sono progredite fino a punti dai quali non possano in alcun modo essere estratte poiché non si trovano davanti alle sue, allora è necessario pensare a farle retrocedere e a bloccare qualche punto. Una volta terminata la deliberazione, è auspicabile trovare il modo di concentrarsi interamente su questa impresa e cercare di riportare indietro le pedine che sono avanzate. Inoltre, ciò va fatto talvolta in modo aggressivo, il che è al tempo stesso ingannevole e pericoloso, e talvolta in modo astuto (sebbene possa ovviamente essere percepito), un procedimento che, trattandosi di un'arte superiore, è anche più saggio e più sicuro.Initis rationibus generalibus ad speciales descendere oportet, & videre vsque quò oporteat perseuerare. Ideò oculatum in huiusmodi esse oportet, & maxime in deliberatione, an agendum, an non, etsi sit,an apertè: Hoc iudicium, consiliumque, haec prouidentia, tum in singulis, tum in generali, altioris est consilij, quam sit humana natura. Et est vt prospectus caeli, & rei infinitae Generaliter tamen numerosiores puncti solent intercipi vtilitate malore, ne procedant, sed mediocres, vt quas vocant domos, dissoluantur.Entrati in questo modo nelle considerazioni di carattere generale, è necessario perseverare. Per questa ragione bisogna tenere gli occhi bene aperti in questo genere di faccende e considerare soprattutto se si debba agire o meno, e in tal caso se apertamente oppure no. Questo giudizio e consiglio, questa previdenza, sia nei dettagli che in generale, è più profonda della natura umana. È come la prospettiva del cielo e dell'infinità. In generale, tuttavia, i punti più alti vengono solitamente bloccati con maggiore vantaggio, per timore che l'avversario possa avanzare, mentre quelli intermedi, come quelli che chiamano case (homes), vengono sciolti.Capvt XXX. De Ludo Aleae Antiquorum.30. Sui giochi d'azzardo presso gli antichiAntiqui Ludum habebant Aleae, quem Tessararum appellabant. Cum Alea commune nomen euaserit omnium ludorum, quibus fortuna dominatur. Inuentor (vt dicunt) Palamedes, dum Troianum bellum vigeret. Consederunt enim omnium testimonio circa eam vrbem annis decem, vt ad leuandum taedium excogitatus fuerit. Tessarae propriae dictae sunt, quas cubos etiam alij dicunt sex faciebus, totidemque punctorum ordinibus. Vetitus fuit Romanorum aetate nisi Saturnalibus, diebus vnde Martialis. Nec times aedilem modo spectase Fritillo Quum videat gelidos iam prope verna lueus. Videtur tamen aliquo modo differre cubus à Tessera dicente Vitruuio. Cubus est corpus ex sex lateribus aequali latitudine planicierum per quadratum. Is cum est iactus, quam in partem incubuit, dum est intactus, solidam habet stationem: vti sunt etiam tesserae, quas in Alueo ludentes iaciunt. Lapsus seu iactus appellantur apud Graecos, vt auctor est Eustatius, ex Caelio Calcagnino, ex quo hoc caput cum sequenti excepimus.Gli antichi avevano un gioco d'azzardo che chiamavano tesserae, sebbene alea abbia usurpato il nome comune di tutti i giochi che dipendono dal caso. L'inventore (come si suol dire) fu Palamede durante lo svolgimento della guerra di Troia. Poiché essi sedevano, secondo la testimonianza di tutti, intorno a quella città per dieci anni, [il gioco] fu ideato per alleviare la noia. Quegli oggetti sono propriamente chiamati tesserae, che altri chiamano dadi (cubes), con sei facce e lo stesso numero di punti. Era vietato in epoca romana tranne che durante i Saturnali; donde [l'epigramma di] Marziale (Lib. 14.1): «e lo schiavo scuote il bossolo dei dadi senza timore dell'edile, poiché vede così vicina la gelata degli stagni». Tuttavia il dado (cube) sembra differire in qualche modo dalla tessera secondo quanto afferma Vitruvio. Il dado è un oggetto di sei lati con una larghezza uguale delle facce piane quadrate. Su qualunque lato esso cada quando viene lanciato, purché in buone condizioni, esso ha un solido punto d'appoggio; e lo stesso vale per le tesserae che quei giocatori gettano quando giocano su una tavola (board); e presso i Greci esse sono chiamate cadute o lanci. Nostro garante per questa affermazione è Eustazio [arcivescovo di Tessalonica (m. 1193 d.C.), autore di un celebre commento a Omero, in cui si discutono alcuni antichi giochi greci], secondo Celio Calcagnino (De talorum ac tesserarum et calculorum ludis), dal quale attingiamo questo capitolo e quello successivo.Constat autem eos esse sex iuxta Planorum numerum, quibus tessera constat. Idem Eustatius docuit oportere, vt in tessera singula puncta opposita conficiant eundem numerum, scilicet septenarium, velut vni, sex, & duobus, quinque opponuntur, & tribus quatuor. Hoc autem ea ratione factum est, vt facilius deprehendatur fucus, si quis adulteriam confecerit Tesseram, puncto vno geminato, alio autem deficiente. Quod maximum esset flagitium, maximè si inter ludendum tesserae ipsae manuum agilitate, vel collusore aliud agente commutarentur.È noto che essi hanno sei facce, numero di cui consta anche la tessera. Lo stesso Eustazio ci ha riferito che su ciascuna tessera i singoli punti sulle facce opposte devono sommare allo stesso numero, ovvero sette, giacché il sei si oppone all'uno, il cinque al due e il quattro al tre. Ciò viene fatto con l'intento di rendere più agevole scoprire la falsificazione, qualora qualcuno dovesse fabbricare un dado falso duplicando l'uno e tralasciando qualche altro numero. Questo è un atto particolarmente ignobile, specialmente se durante il gioco i dadi vengono lanciati con destrezza tramite giochi di prestigio mentre l'attenzione dell'avversario è distratta.Itaque nostrum fuit addere hoc caput recensendi, non tam antiqui moris gratia, quam illius causa reddendi, qua intellecta aliquid vtilius ad rem ipsam inueniretur. Nam vt hoc ad tollendam fraudem maximam excogitandum est, ita ad aliam minorem additum praebet. Nam qui manuum agilitate puncta, quae volunt iaciunt, trifariam id agunt, aut vt Alea Aleam superequitet, aut vna duas si tres sint, atque is modus optimus est, vocatúrque equitare vulgari sermone, & generali Aleam mutare. Secundus fallacior est, vt Alea vni haereat à latere, vel duobus, vocaturque vulgari nomine, spuntonum; tertius est parum tutus, imò fallacissimus cum Alea mittitur eo numero punctorum supra exposito, recta via, tali impetu, vt verisimile sit punctum, quem volumus superiorem euadere.Era dunque nostro dovere aggiungere questo capitolo di rassegna, non tanto per amore delle usanze antiche, quanto per fornire informazioni per mezzo delle quali, una volta comprese, si potesse trarre qualcosa di più utile. Poiché, così come questo [disegno] fu concepito per eliminare la frode più grave, esso offre l'occasione per una minore. Infatti coloro che ottengono con il lancio i punti che desiderano, grazie all'agilità della mano, lo fanno in tre modi.Primo, in modo tale che un dado cavalchi l'altro, oppure che un dado cavalchi gli altri due se sono tre: questo è il metodo migliore ed è chiamato "cavalcare" nel linguaggio colloquiale, o più in generale "cambiare il dado". Un secondo metodo è più ingannevole e consiste nel far aderire il dado a uno dei lati o a due lati (della tavola da gioco) ed è chiamato nel linguaggio colloquiale spuntonum [termine che significa alabarda o lancia]. Il terzo non è molto sicuro, ma è d'altro canto assai ingannevole, e si ha quando il dado viene lanciato dritto con tale impeto e con un tale numero di punti esposti verso l'alto che è probabile che esca proprio il punto che desideriamo.In omnibus his plurimum iuuat, vt sciat deceptor certo loco iacere punctum. Neque enim solum iuuat scire, quod vni sex opponantur, reliaua puncta sint in circuito. Sed etiam qua parte, velut quod bini, & quini sunt in capitibus, seni, & vnus à lateribus, idque necesse est. Ita contra has omnes fallaciam orcam excogitarunt ab eius piscis similitudine. Videtur enim deuorare texeras, vt orca olios pisces minores. Persius (Saty. 3). Angustae collo non fallier orcae. Pomponius Poëta Bononiensis. Dum contemplor orcam taxillos perdidi.In tutte queste questioni è di grandissimo aiuto che il truffatore sappia come lanciare il punto in una certa posizione. Così, non è solo utile sapere che il sei è opposto all'uno e che gli altri punti si trovano in cerchio, ma è anche necessario sapere esattamente dove, ad esempio, quando il due e il cinque si trovano sulle teste, il sei e l'uno sono sui lati. Pertanto, contro tutti questi trucchi hanno ideato l'orc [l'orca], dalla somiglianza con il pesce. Poiché sembra divorare le tesserae così come l'orca divora altri pesci più piccoli. Persio (Satire 3): «per non essere ingannato dal collo della stretta orca». Pomponio, il poeta di Bologna: «mentre contemplavo l'orca ho perso i dadi piccoli».Sed in orcam pueri nuces iactando intrudebant, vt sit alia aleatoria, quam ille nominat, licet ei similis. Pyrgum appellat hanc pyxidem; Graeco nomine, Horatius dicens (Saty. 9, Sermon 2). Mitteret in Pyrgum talos. Neque enim solum tesseras, sed, & talos illuc mittebant, Bononiae perpetuo in vsu est, Mediolani non: Martialis, turriculam vocat. Vnde in Apophoretis in turricula. Quaerit compositos manus improba mittere talos, Si per me mittit; nil nisi vota facit. Accommodatus est hic ludus tesserarum cum fritillo, (neque enim hic pyrgus est, sed Alueus lusorius;) etsi sit non contendo de verbis: dicas cum alueo (si placet) persimilis vitae humanae, & quasi exemplum illius accommodatum, vt illud dicas Terentij in Adelphis (Act. 4, Scen. 7). Ita vita est hominum, quasi cum ludas tesseris, Si illud, quod est maximè opus iactum non cadit, Illud, quod cecidit fortè, id arte, vt corrigas. Ludebant autem duabus, & tribus tesseris, de duabus est ilud Martialis in Apophoretis. Hic mihi bis seno numerantur tessera puncta.Ma i fanciulli inserivano delle noci nell'orc, sicché l'oggetto da gioco che egli nomina non è lo stesso di questo, sebbene gli sia simile. Orazio chiama questa pisside pyrgus, usando così una parola greca quando dice (Satire 9, Sermoni 2): «metti i tali nel pyrgus». Poiché vi riponevano non solo i tali, ma anche le tesserae; esso è in uso costante a Bologna ma non a Milano. Marziale lo chiama turricula, donde negli Apophoreta sulla turricula: «la mano malvagia cerca di raccogliere e lanciare i tali; se li lancia attraverso di me, produce sempre ciò che desidera». Questo gioco di tesserae è modificato in modo tale da essere giocato con il fritillus (poiché questo non è il pyrgus, bensì un tabellone da gioco; potete intenderlo così, io non discuto sulle parole); allora si potrebbe dire che con la tavola (se la cosa è accettabile) il gioco è assai simile alla vita umana e, per così dire, un esempio modificato di quanto viene affermato negli Adelphi di Terenzio (Atto 4, Scena 7): «La vita dell'uomo è come quando si gioca con le tesserae: se non esce il tiro migliore, allora ci si deve servire al meglio di qualunque cosa esca per caso». Inoltre si giocava con due e con tre tesserae; con due, per esempio, nel componimento di Marziale negli Apophoreta (14, 17): «Ecco che per me la tessera viene contata due volte con un sei». D'altra parte, tre vengono menzionate nel proverbio greco «o tre sei o altrimenti tre uni» [significato: "massima fortuna o disperazione più profonda"].De tribus autem illud prouerbium Graecum indicat, vel tres senarij, vel tre vni; sed etiam nostra aetate celebriores ludi Aluei fiunt tribus Aleis; speraïnum, speraia, & speraïonum, Vnde Alueum ipsum speraïnum etiam vocant; vulgari tamen linqua Sbaraïnum appellant Sbaraïam & Sbaraïonum, sic & Alueolum Sbaraïnum. Calcagnius tamen speraïnum à sperando deduci putat; sed lingua nostra Sbaraiare idem est, quod spargere. Et Sbaraïnum, quod spargat. Vtrumque sit omnes hi ludi tribus tesseris exercentur; sed diuerso modo vtimur in Sbaraïno tesseris duabus, tertiam supponimus cum senario semper.Anche ai nostri giorni, i giochi con la tavola da gioco sono diventati più noti con tre dadi, ad esempio sperainum, speraia e speraionum, dai quali chiamano la tavola stessa sperainum; ma nel linguaggio colloquiale la chiamano sbaraia e sbaraionum, e analogamente la piccola tavola sbarainum. Calcagninus ritiene che sperainum derivi da "spargere", e che sbarainum sia ciò che sparge. Comunque stiano le cose, tutti questi giochi verrebbero giocati con tre tesserae; ma noi usiamo due tesserae in modo diverso nello sbarainum, poiché supponiamo sempre che il terzo dado sia un sei..At Sbaraïam cum tribus tesseris Sbaraïonum, & ipsum cum tribus tesseris, sed quilibet congeminat ictus. Est autem Principum ludus, & sine cura: ingeniosa Sbaraïa: Sbarainum medium locum obtinet: Estque magis in vsu, quod Sbaraïa sit longior, Sbaraïonum autem maximè constat fortuna. Celebriores alij tres sunt cum duabus tesseris tocadiglium, quod duplex est, paruum, quod in fortuna consistit, & magnum iudicij longioris. Est & canis Martius, & totae tabulae industria mediocri; nam canis Martius praestanti ingenio indiget.Ma chiamiamo sbaraionum lo sbaraia giocato con tre tesserae, così come quel gioco stesso con tre tesserae, nel quale però chiunque può raddoppiare i lanci. Questo è il gioco dei Principi e non richiede riflessione; lo sbaraia è ingegnoso; lo sbarainum occupa un posto intermedio; è più in uso poiché lo sbaraia è più lungo, ma lo sbaraionum dipende per lo più dalla fortuna. Vi sono altri tre giochi piuttosto celebri con due tesserae, vale a dire il tocadiglium, del quale esistono due specie: il minore, che dipende dalla fortuna, e il maggiore, che richiede un giudizio lungimirante; e vi è anche il canis Martius e le totae tabulae, che sono giochi che richiedono un moderato grado di abilità; ma il canis Martius richiede un'intelligenza eccezionale.In totis tabulis quinque tabulae ponuntur in vltima sede collusoris à dextera tua, & duae in prima à sinistra tua; tres in secunda tua à dextera, & quinque in sexta tua `sinistra, collusor itidem totidem in locis, è regione oppositis collocat. Praecipua ratio est impediendi transitum, & excutiendi tabulas aduersarij. Est & alius ludus, quem Minoretum vocant, atque hic duplex, vt tocadiglium. Maior, & Minor, in hoc cum tabula excussa non potest ingredi, ludus amittitur, sicus in tocadiglio cum excutitur. Sed in maiore tocadiglio, vbi vicerit, arbitrij tamen siu est perseuerare in illo.Nelle totae tabulae [tutte tavole], cinque pedine sono collocate nell'ultimo punto alla vostra destra, e due nel primo alla vostra sinistra; tre nel secondo alla vostra destra e cinque nel sesto alla vostra sinistra, e il vostro avversario colloca lo stesso numero nei punti corrispondenti direttamente opposti a questi. La considerazione più importante è ostacolare il passaggio delle pedine del vostro avversario ed estrometterle (strike them off). Vi è inoltre un altro gioco che chiamano Minoretum, e di questo vi sono due varietà, come per il tocadiglium, ovvero il maggiore e il minore: in quest'ultimo non è possibile rientrare con una pedina che sia stata estromessa, e la partita è perduta proprio come nel tocadiglia quando i pezzi sono stati catturati. Ma nel tocadiglia maggiore, quando ciò accade, sta comunque al giudizio del giocatore decidere se desidera continuare.Cum ergo tesserarum ludus numerum trium non excederet, talorum autem quatuuor, vt infra videbitur. Ideò Martialis inquit in Apophoretis. Non sim talorum numero par tessera, dum sit. Maior quàm talis Alea saepe mihi. Ouidius autem docuit ebore tesseras constare, cum nostra aetate ex quouis osse fiant. Seu ludet, numerosque manu ictabit eburnos. Nostra aetate vidi è crystallo factas cum aureis punctis; tessaras, nostri Datos appellant, quòd antiquo tempore datatim ludere dicere solerent. Vnde Plautus in Curculione; tum isti qui ludunt serui scurrarum datatim in via. Et Póponius; cum datatim in lecto tecum lusi; & videtur Quintilianus quoque, vt idem Calcagnius recitat dixisse: quo dato errasset recordatus rediit ad eum qui cum luserat; sed cum loquatur de lusu duodecim scruporum videtur Datum ad ludum transtulisse quidem, non tamen ad Aleam. Cubum quoque (vt dixi Monadem vocabant, & eandem aliquando Asinum. Midas autem iactus felix, vnde in Prouerbio. Midas, qui in tesseris consultor optimus.Mentre il gioco delle tesserae non superava il numero di tre, il gioco dei tali ne aveva quattro, come si vedrà più avanti. Perciò Marziale dice negli Apophoreta: «Io, la tessera, non vorrei essere pari di numero ai tali, purché solo il valore del lancio sia spesso per me maggiore che per i tali». Ovidio, inoltre, ci dice che le tesserae consistevano di avorio, sebbene ai nostri giorni siano fatte di qualsiasi tipo di osso: «sia che egli giochi e getti con mano i numeri d'avorio». Ai nostri giorni ne ho viste fatte di cristallo di rocca con punti d'oro; le tesserae sono chiamate dai nostri contemporanei Dati poiché, nei tempi antichi, erano soliti dire che giocavano datatim (dandoseli l'un l'altro a turno), donde Plauto nel Curculio: «quei servi dei galantuomini che giocano datatim per strada» e Pomponio: «quando giocavo datatim con te a letto», e Quintiliano sembra anch'egli, come asserisce lo stesso Calcagnino, aver detto: «ricordandosi con quale dado avesse sbagliato, ritornò a quello con cui aveva giocato»; ma quando parla di un gioco di dodici scrupi sembra aver riferito la parola datus a un gioco, ma non a un gioco con i dadi. Il dado (come ho detto), lo chiamavano Monas e talvolta asinus. Inoltre, Mida era fortunato nei suoi lanci, donde il proverbio: «Mida, che è il miglior consigliere nelle tesserae».Non nisi in vno ludi genere, valde frequenti, & vsitato, vt in iacina apud nos tres senarij; omnibus enim numeris hic porior est, quia tribus es similibus, maximisque constat, ex ludis autem pulchris, qui non sunt in vsu (2. de arte amand.), est speraïnum, seu sbaraïnum cum duabus Aleis solum sine senario.Ma questo avveniva solo in un tipo di gioco, assai frequente e praticato di frequente, come tre sei nel lancio tra noi (nel secondo libro dell'Ars Amandi): poiché questo è superiore a tutti gli altri numeri in quanto consiste di tre facce simili, e per giunta le più alte; ma tra i bei giochi che sono in uso, vi è solo lo sperainum, ovvero lo sbarainum con due dadi, che è senza il sei.
trictracTrictrac, m. acut. Est la face du damier en laquelle à ject, sort et rencontre des dez on jouë aux tables, le nom estant fait par onomatopoee du son des dez et cliquetis desdites tables en les remuant de lieu à autre, Fritillus, Lequel mot Latin est fait aussi par mesme onomatopoée, ainsi que Martial l'endite en ces vers, Dum blanda vagus alea December Incertis sonat hinc et hinc fritillis,Il se prend aussi pour tout ledit damier entier, comme, Il a presté son trictrac, Fritillum commodato dedit, Et pour une particuliere sorte de jeu qui se jouë à dez et tables sur ledit damier. Car il y en a plusieurs sortes, comme, Toutes tables, le Pair, la Reinete, le Lourche, qui tous se jouënt à sort et adventure de dez et remuement de tables selon l'escheute des points marquez és six faces d'iceux dez.TrictracTrictrac, sostantivo maschile: È la parte del tavoliere in cui, per mezzo del lancio, della fortuna e della combinazione dei dadi, si gioca alle "tavole" [backgammon]. Il nome è un'onomatopea derivata dal suono dei dadi e dal ticchettio delle suddette pedine mentre vengono mosse da un luogo all'altro (Fritillus). Questa parola latina è formata anch'essa dalla medesima onomatopea, come indica Marziale in questi versi: "Mentre il dicembre vagabondo risuona con il dado seducente, di qui e di là con i bossoli risuonanti".Viene utilizzato anche per indicare l'intero tavoliere da gioco stesso, ad esempio: Ha prestato la sua tavola da trictrac (Fritillum commodato dedit). Si riferisce inoltre a un tipo specifico di gioco praticato con dadi e pedine sul suddetto tavoliere. Poiché ce ne sono di diversi generi, quali: Toutes tables, le Pair, la Reinete e le Lourche, tutti giocati grazie alla fortuna e al caso dei dadi e al movimento delle pedine secondo l'esito dei punti segnati sulle sei facce di quei dadi.
Back Gammon, in the placing, playing, baring the men, binding up & opening the tables &c., differs nothing from Irish.The onely difference is that dublets must bee plaied double, as if you throw 2 treas you must play 4 traies; if 2 cinques, 4 cinques, &c.In Irish there can but a single game bee wun, but in Backgammon if you throw dublets the last cast of the game, or if you bare all your men before your antagonist have brought all his home into the last six points you win a double game. And if you throuw dublets at last & bare all your men to, before your antagonist get home, you win a treble game or 3 times as much as is plaid for.Double hand Ticktack, Irish or Backgammon is, when 4 play, 2 on either side, and this is all one as when there is but one on a side if they should throw 4 dice at a time. They both throw the dice one after another & hee that has the best skill plaies them. They that have the dice throw but one of them the first time, but afterwards allwaies 2 of a side throw & then the other two.The double hand of any of these is duller and wors then the single hand.Of all games at Tables, Irish is counted the best.Il Backgammon, nella disposizione, nel movimento, nell'uscita delle pedine, nella chiusura e nell'apertura delle case (jans), ecc., non differisce in nulla dall'Irish.L'unica differenza è che i doppioni devono essere raddoppiati: come se per un doppio tre si dovesse giocare 4 tre; 2 cinque danno 4 cinque, ecc...All'Irish si può vincere solo una partita semplice, ma al Backgammon, se lanciate un doppio all'ultimo tiro di una partita, o se levate tutte le pedine prima che il vostro avversario abbia portato tutte le sue nelle ultime sei caselle, vincete la partita doppia. E se lanciate un doppio per ultimo e levate anche tutte le vostre pedine, prima che il vostro avversario entri nel suo home, vincete la partita tripla o 3 volte la posta.Il "Double" Ticktack, il "Double" Irish o il "Double" Backgammon si giocano in 4, 2 per parte, ed è come se si giocasse in 2 ma con 4 dadi ogni volta. I 2 giocatori tirano i dadi uno dopo l'altro e il più abile li gioca.I 2 giocatori lanciano i dadi tranne la prima volta in cui 1 solo giocatore tira i dadi, dopodiché sempre 2 da una parte e poi gli altri 2.Il gioco in doppio è più lento e peggiore del gioco in singolo, qualunque sia il gioco.Di tutti i giochi da tavola, l'Irish è il migliore.
Part 4, Chapter XVIYou may procure also, (which you must have Implements as neceßary in your intended Profeßion, as Tools are for any working occupation.) I say, there are Dice which you may get, which will run nothing but a Sise, another a Cinque, another a Quatre, &c. which are very useful at Tables; for if you want a Cinque, or so to enter at Back−gammon or Irish, hitting that Blot at an after−game, you recover again, and ten to one but you with the Game; besides, it is useful for a single Hit at Tick−tack, or for taking points, by joyning two together of a different sort.Parte 4, Capitolo XVIPotete anche procurarvi (poiché dovete avere strumenti necessari per la vostra intesa professione, così come gli attrezzi lo sono per qualsiasi attività lavorativa), dico che ci sono dadi che potete procurarvi, i quali usciranno sempre e solo un sei, un altro un cinque, un altro un quattro, ecc., i quali sono molto utili al gioco di tavole; poiché se avete bisogno di un cinque, o simile, per entrare a backgammon o a irish, colpendo quella pedina scoperta in una fase avanzata della partita, vi riprendete, e ci sono dieci contro uno che vinciate la partita; inoltre, è utile per un colpo singolo a tick-tack, o per occupare punti, unendone due diversi.
The Compleat Gamester: or Instructions - How to play at Billiards, Trucks, Bowls and Chess - together with all manner of usual and most Gentile Games either on Cards or Dice - to which is added the Arts and Mysteries of Riding, Racing, Archery and Cock-FightingNow t' Irish, or Back-Gammoners we come,
Who wish their money, with their men safe home ;
But as in war, so in this subtle play,
The stragling men are ta'ne up by the way.
By entring then, one reinforceth more,
It may be to be lost, as those before.
By topping, knapping, and foul play some win:
But those are losers, who so gain by sin.Games within the TablesChap. XXV.Of Irish.Irish is an ingenious Game, and requires a great deal of skill to play it well, especially the After-game. It is not to be learn’d otherwise than by observation and practice, however I shall lightly touch hereon.The men which are thirty in number are equally divided between you and your Adversary, and are thus placed, two on the Ace point, and five on the Sice of your left hand Table, and three on the cinque, and five on the Ace point of your right hand Table, answer’d on the like points by your Adversaries men with the same number ; or thus, two of your men on the Ace point, five on the double Sice, or Sice Cinque point, three on the Cinque point in your own Tables, and five on the Sice point at home, and all these pointed alike by your Adversary.In your play have a care of being too forwards, and be not too rash in hitting every blot, but with discretion and consideration move slowly but securely ; by which means though your Adversary have fill’d his Tables, but withall blots, and you by hitting him enter, you may win the Game ; nay sometimes though he hath born his men all to a very few.‘Tis the part of a prudent Commander as he leads out his men to bring them home as safe as he may ; so must you have a care of your men as you are bringing them home that they are not pickt up by the way.Have a special care that your Adversary double not the Trey, Ace-point with his men, and so make what convenient haste you can to fill up your own Tables, and beware of blotting ; that done, bear as fast as you can.For an After-game I know not what instructions to give you, you must herein trust to your own judgment and the chance of the Dice, and if they run low for some time, it will be so much the better.Chap. XXVI.Of Back-Gammon.Your men are placed as at Irish, and Back-Gammon differs but very little from it, but in Doublets which at this Game is plaid fourfold, which makes a quicker dispatch of the Game than Irish.Be sure to make good your Trey, Ace-points, hit boldly and come away as fast as you can, to which end if your Dice run high, you will make the quicker dispatch.When you come to bearing have a care of making when you need not, and Doublets now well stand you most instead.If both bear together, he that is first off without Doublets wins one.If both bear and one goes off with Doublets he wins two.If your Tables be clear before your Adversaries men be come in, that’s a Back-Gammon, which is three ; but if you thus go off with Doublets it is four.False Dice are much used at Irish and Back-Gammon for the benefit of entring, wherefore have a special care that you have not Cinque-Deuces, and Quarter-Treys put upon you, you may quickly perceive it by the running of the Dice.The person that is cunning at play has great advantage of a novice or innocent man, which is commonly by toping or knaping, which by its often practice may be suspected by his Adversary ; then he has recourse to Dice, which runs particular chances for his purpose, which the other being ignorant of, is almost an equal advantage with the former. For example, he provides Dice that runs 6, 5, 4. ‘tis his business to secure those points, so that if he happens to surprize any of your men coming home, as ‘tis two to one but he does, he does without a kind of Miracle win the set.‘Tis possible sometimes they may make use of 3, 2, which are the low Chances ; but that they seldom do for this reason, the high or forward points being supplied, you must enter if at all upon the low points which keeps you backwards and gives him advantage. The advantage of this Game is to be forward if possible upon safe terms, and to point his men at that rate that it shall not be possible for you to pass, though you have entred your men, till he gives you liberty, having two to one the advantage of the Game.Il Manuale Completo dei Giochi: ovvero istruzioni per giocare a Biliardo, Biliardo-Trucks, Bocce e Scacchi - oltre a tutte le regole dei giochi di carte o di dadi tradizionali - a cui si aggiungono le Arti e i Misteri dell'Equitazione, della Corsa, della Scherma e del Combattimento dei Galli.Ora l'Irish e il Backgammon,Dove si vince denaro salvando i propri uomini;Alla guerra come in questo gioco sottile,Gli uomini dispersi sono presi.Di ritorno, sono in rinforzo,Ma possono essere presi ancora.Alcuni vincono imbrogliando:Ma perdono coloro che vincono peccando.Giochi di TavoleCap. XXV.Dell'Irish.L’Irish è un gioco ingegnoso che richiede una grande parte di abilità per essere giocato bene, in particolare il dopogioco. Esso deve essere appreso solo tramite l'osservazione e la pratica, sebbene ne parlerò qui di seguito.I pedoni, che sono in numero di trenta, sono equamente divisi tra il vostro avversario e voi, e sono disposti così: due sulla prima freccia, cinque sulla sesta del vostro jan di sinistra, tre sulla quinta, e cinque sulla prima freccia del vostro jan di destra, e sulle frecce opposte i pedoni del vostro avversario con lo stesso numero; oppure anche, due dei vostri pedoni sulla prima freccia, cinque sulla dodicesima, tre sulla quinta dei vostri stessi jan, e cinque sulla sesta del jan interno, e allo stesso modo per il vostro avversario.Nel vostro gioco, non siate troppo avanti e troppo impetuosi colpendo ogni blot, ma muovetevi lentamente in tutta sicurezza con prudenza e considerazione; il che significa che, se il vostro avversario ha riempito i suoi jan ma con dei blot, potrete vincere la partita colpendoli; anche se talvolta egli ha fatto uscire la maggior parte dei suoi pedoni.È la prudenza del comandante che riconduce i suoi uomini in salvo; siate dunque prudenti quando riportate indietro i vostri pedoni affinché non siano colpiti lungo il cammino.Fate particolare attenzione che il vostro avversario non occupi la quinta casa con due pedoni, e riempite i vostri jan alla giusta velocità, facendo attenzione a non lasciare blot; fatto ciò, uscite il più rapidamente possibile.Per quanto riguarda il dopogioco non so quali istruzioni darvi, dovete qui fare affidamento sul vostro giudizio e sulla vostra fortuna ai dadi, e se vi saranno favorevoli, andrà tutto bene.Cap. XXVI.Del Back-Gammon.I vostri pedoni sono disposti come nell'Irish, e il Back-Gammon differisce da esso di poco, tranne che per i doppi che in questo gioco vengono giocati quattro volte, il che lo rende un gioco più veloce dell'Irish.Costruite la vostra quinta casa, colpite con vigore e avanzate il più rapidamente possibile, e se i dadi sono favorevoli, farete la corsa migliore.Quando raggiungete la fase di uscita dei pedoni, costruite case anche se non ne avete bisogno, e i doppi saranno allora importanti.Se entrambi i giocatori fanno uscire i loro pedoni nello stesso momento, il primo che esce senza doppio guadagna un punto.Se entrambi fanno uscire i loro pedoni e uno esce con un doppio guadagna due punti.Se i vostri jan sono svuotati prima che il vostro avversario rientri nel suo jan interno, si tratta di un Back-Gammon, il che vale tre punti; e se uscite così con un doppio ciò vale quattro punti.I dadi truccati sono molto usati nell'Irish e nel Back-Gammon allo scopo di rientrare, perciò assicuratevi di avere dei dadi con il cinque opposto al due, e il quattro opposto al tre, potrete verificarlo girandoli.Colui che imbroglia ha un reale vantaggio su un novizio o su un uomo ingenuo, cosa che si fa solitamente fissando un dado in cima al cornetto o orientandone la caduta, ma questa pratica frequente può essere scoperta dall'avversario; egli può anche ricorrere a dadi che offrono risultati mirati a uno scopo che l'altro ignora, il che conferisce un vantaggio pari al metodo precedente. Per esempio, può introdurre dadi che danno 6, 5, 4 per mettere al sicuro quelle case, e così, se capita di sorprendere un vostro pedone sulla via del ritorno, egli vince l'insieme a due contro uno senza che ciò sia per forza un miracolo.È possibile talvolta che usino dadi che danno 3 e 2 poco fortunati; ma lo fanno raramente per questo motivo: essendo le frecce alte occupate, dovete entrare sulle prime frecce del jan avversario, il che vi mantiene nelle retrovie e gli dà il vantaggio. Il vantaggio di questo gioco è di andare avanti se possibile in sicurezza e di avanzare i pedoni finché non vi sarà più possibile passare, sebbene abbiate fatto entrare i vostri pedoni, finché egli non vi restituirà la libertà, avendo così il vantaggio della partita a due contro uno.
BOOK III CHAPTER XVI SECTION IIThe Usuall games within the tablesIrish, it is an ingenious game and requires a great deale of skill to play it well, especially the after game ; it is not to be learned otherwise then by observation and practice. It consists most, of the safe bringing home of your scattered men and the speedy filling of your owne table, and then in bearing them without blotting : termes which we shall explain afterwards.Back-Gammon, it is the same to Irish, and the men soe placed, only differ in this, that doubletts in this game is fourfould, which make a quicker dispach of the game.Tick-Tack. In this game all your men are set on the Ace point, and so plaid forward to fill your tables, but with this care, that an vnbound man be not hit in the way by one of the Adversaries men: which if he doe not, but that you fill all the points of your second table with our owne men uyou haue won two. Much more might be said as to the craft of the play, which cannot be discouered but from observation.Dubblets. This is an easie and childish play and performed by haueing all the 15 men set double on the six points, the 6. 5. 4. haueing three apeece: what is throwne is layd downe, and if one throws and hath it not, the other lays downe for him, and thus they do till all be downe: and then they beare: now dubblets in this game, is as many to be layd downe and borne as the dubblets are.Sice-Ace. It is played with six or more men apeece, where the one load the other with Aces, and sices beares onely, and dubbletts throws againe; and he that hath first borne his men wins.Ketch-dolt and seuerall other games there are which were a superfluity to mention.Gamesters Lawes for Tables1. He that throws most with a single die, hath the benefite of the first throw for any game he plays at.2. Dubblets or doublets in Irish are noe more then they are, but in Back-Gammon are to be played foure tymes over : and in the Game of doublets they are as many to laye downe and beare up, as they are.3. If both beare togather in Back-Gammon he that is first off without doublets wins one of the game. If he that beares goes off with doublets he wins two.4. If your tables be clear and you hath borne all your men off, before the other hath brought in all his men, that is a Back-Gammon, which is three : and if you thus goe off with doublets it is foure casts or Hits.5. A hit is not to passe, though you throw such a cast that some of your men may reach one of your adversaries unbound man : because of a stop in the way, and then it is nothing.6. If you fill up all the points of your second table with your owne men, you win two hits of the game in Tick-Tack.7. If you touch a man you must play him though to your losse, from whence it is Tick-Tack, that is touch and take.8. If you hit your adverserie and neglect the advantage, you are taken your selfe with a Why not, which is the losse of one cast.9. If you are in and your cast be such as you may take your adversaries eleventh point by two other men, and you se it not, either by carlessnesse, or eager prosecution of a hit which is apparent before your eyes, you losse two casts irrecoverably.10 It is lawfull for any Gamester to stop the runing of his adversaries dice at his pleasure : causing him to cast a new.Termes used by Gamesters at tablesA cast, is the throwing of the dice.A chance of a die.An after game.A Blott or blotting : when a man lies open to his adversarie ; or is not bound.To Beare the men, is to take him up out the tables.Makeing, is when you have not a man in it due place or point to be borne, but must be shifted from an other point.Doublets, is two of a sort as two Aces, 2 duces, 2 treys &c.A Hit, is when 5.7. or 9 is the game, then a hit is on of the set, or number in that game, towards getting up.A hit in Tick-Tack is when you can upon a cast take an unbound man : which is one.A Passe, is for the man to be removed from on point to an other without a stop of the men of the contrary party.A nonpasse, is when the adverse men are so set that you cannot passe with your man, or men till he give you liberty.An entering of a man, is to place him in the takes againe after his takeing up by a hit, it being not bound.A Binding of a man, is to hath two togather upon one point of the tables.A Man unbound, is a single man upon a point. Se blott.To play at length, to set a man as fare on the points at the cast of the dice were.To play at home, or close at home.A double game, is when two hits is gotten instid of one, and in some playes 3 or 4 hits may be gotten at a tyme, towards the number fixed upon to make the Game up.Rovers.Why not, is the neglect of the takeing of a man which you may, which is the loss of an hit.Toots, is when you fill your table at home, and goe not over into your adversaries.Boveries, is when you have a man in your owne tables ; and an other in the eleventh and same point of your adversaries directly answering.Flyers, is when you bring a man round the tables before your adversarie hath got over his first table.Nap or Knap, or cog a die, is the slurring it out of ones fingers.Palming, a cuning way of casting a die for the players advantage.Top or toping a die.LIVRE III CHAPITRE XVI SECTION III giochi di tavole tradizionaliL’Irish è un gioco ingegnoso che richiede molta abilità per essere giocato bene, in particolare il dopogioco; non deve essere appreso se non attraverso l'osservazione e la pratica. Consiste essenzialmente nel ricondurre in sicurezza i vostri pedoni dispersi e nel riempire rapidamente il vostro jan, e poi nel farli uscire senza creare alcun blot: termini che spiegheremo in seguito.Back-Gammon è lo stesso gioco dell’Irish, con la stessa disposizione dei pedoni, con una sola differenza: i doppi in questo gioco sono quadruplicati, il che comporta una progressione più rapida della partita.Tick-Tack. In questo gioco tutti i pedoni sono posizionati sull'Asso, e vengono fatti avanzare per completare i vostri jan, facendo però attenzione che nessun pedone isolato venga colpito lungo il percorso da un pedone avversario: se nessun pedone viene colpito e riempite tutte le caselle del vostro secondo jan con i vostri pedoni, avete vinto la partita doppia. Molto altro si potrebbe dire su questo gioco, che non può essere padroneggiato senza l'osservazione.Doublets. È un gioco facile e infantile che inizia con i 15 pedoni posizionati in doppio sulle sei caselle, avendo le caselle 6, 5 e 4 tre pedoni: ciò che viene lanciato viene giocato, e se qualcuno non può giocare ciò che ha lanciato, l'altro gioca al suo posto, e così via finché tutti i pedoni sono stati giocati e poi fatti uscire: quanto ai doppi in questo gioco, i pedoni vengono giocati e fatti uscire secondo i doppi ottenuti.Six-As. Si gioca con sei o più pedoni. Se si ottiene un 1 ai dadi, si dà un pedone all'avversario; se si ottiene un 6, si fa uscire un pedone; i doppi vengono rigiocati; e chi fa uscire i propri pedoni per primo vince.Ketch-dolt e molti altri giochi sono superflui da menzionare.Regole del giocatore per il gioco delle tavole1. Colui che ottiene il punteggio più alto con un solo dado gode del vantaggio del primo lancio di dadi della partita.2. I doppi nell'Irish valgono solo per quello che sono, ma nel Back-Gammon devono essere giocati quattro volte e nel gioco dei Doublets vengono giocati per tutto il loro valore.3. Se entrambi i giocatori fanno uscire i loro pedoni insieme nel Back-Gammon, colui che esce per primo senza doppio vince la partita semplice. Colui che esce con un doppio vince la partita doppia.4. Se i vostri jan sono vuoti e avete fatto uscire tutti i vostri pedoni prima che l'altro abbia ricondotto tutti i suoi pedoni, si tratta di un Back-Gammon, che vale tre punti; e se uscite con un doppio, sono quattro.5. Un colpo non deve essere ignorato, anche se ottenete un lancio di dadi tale che uno dei vostri pedoni raggiunga un pedone isolato del vostro avversario: poiché qualsiasi arresto lungo il percorso deve essere marcato e questo non cambia nulla.6. Se riempite tutte le caselle del vostro secondo jan con i vostri pedoni, vincete due punti al Tick-Tack.7. Se toccate un pedone, dovete muoverlo anche se va a vostro discapito, da cui l'espressione al Tick-Tack «tocca pedone, muovi pedone».8. Se colpite il vostro avversario e trascurate il vantaggio, subite un «Perché No», che consiste nella perdita di un turno.9. Se vi trovate all'interno e i vostri dadi sono tali da permettervi di occupare l'undicesima casella del vostro avversario con altri due pedoni, e non ve ne accorgete per disattenzione o perché cercate una mossa che vi sembra più evidente, perdete due turni irrimediabilmente.10. È lecito per qualsiasi giocatore bloccare la corsa dei dadi del proprio avversario a suo piacimento, obbligandolo a rilanciare i dadi.Termini usati dal giocatore di tavoleUn «lancio», è un getto di dadi.Il «valore di un dado».L'«après-jeu» [il dopogioco].Un «Blot»: quando un pedone è scoperto o isolato.«Far uscire i pedoni», significa ritirarli dal gioco.«Fare il proprio gioco», è quando non avete un pedone nel posto giusto o sulla casella corretta per farlo uscire, ed esso deve essere spostato su un altro punto.Un «Doublet», sono due volte lo stesso dado come 2 Assi, 2 Due, 2 Tre, ecc.Un «Punto», è una partita all'interno di un match di 5, 7 o 9 partite.Una «Frappe» [una mossa di battuta] al Tick-Tack si ha quando, con un lancio di dadi, potete colpire un pedone isolato.«Passare», significa spostare un pedone da una casella all'altra senza che venga arrestato dai pedoni dell'avversario.«Blocco», è quando i pedoni avversari sono disposti in modo tale che uno o più pedoni non possono passare finché non vengono liberati.Entrare un pedone, significa rimetterlo in gioco dopo che è stato preso a seguito di una «Frappe» perché isolato.«Legare i pedoni», significa avere 2 pedoni insieme sulla stessa casella.Un «pedone non legato» è un pedone isolato su una casella. Vedi Blot.Giocare in lunghezza, posizionare un pedone il più lontano possibile consentito dal lancio di dadi.Giocare nel proprio jan interno o vicino a esso.Una partita doppia, è quando si prendono 2 punti invece di 1, e in alcune partite si possono prendere 3 o 4 punti alla volta, per raggiungere il numero di partite stabilito per vincere il match.«Vadrouilleurs» [girovaghi / girovagando].«Perché No», è dimenticarsi di colpire un pedone che potrebbe esserlo, il che comporta la perdita di una battuta.«Tutte», è quando riempite tutte le caselle della vostra Home.«Bouveries», è quando avete un pedone sull'undicesima casella e un altro sull'undicesima casella avversaria direttamente opposta.«Voltige» [volteggio], è quando un pedone compie il giro completo del tavoliere prima che il vostro avversario sia uscito dal suo primo jan.«Fissare» o «Orientare la caduta di un dado», significa lasciar sfuggire un dado dalle dita.«Con il palmo della mano», un modo astuto di lanciare i dadi a proprio vantaggio.«In alto» o «un dado in alto».
Thomas Hyde, orientalista e bibliotecario della Bodleian Library di Oxford, pubblicò il trattato Historia Nerdiludii, hoc est dicere, Trunculorum nel 1694 all'interno della sua opera De Ludis Orientalibus Libri Duo, tracciando la storia e il simbolismo del gioco del nard.Sebbene radicata in un approccio strettamente letterario e filologico tipico degli studiosi della sua epoca, quest'opera si distingue come una miniera inesauribile di antichi riferimenti testuali.Ecco la traduzione
DIVERTISSEMENS, Ou le Jeu,DIVERSIONS, Play or Gamingla Paumele Billardla Bouleles Quillesles Echecsles Pièces des EchecsTennisBilliardsBowlsNine-PinsChefsthe Chefs-Menun Pionle Roila Dameune Tourun Fouun Chevalierun Echiquierles Damesun Damiera Pawnthe Kingthe Queena Rooka Bishopa Knighta Chefs-boardDraughtsa Board to play at Draughtsune Dameun Pionles Dezun Déle Cornetle Tric-TracToutes-TablesJeu de Hazardune Lotterieles Cartesun Jeu de Cartesles Figures, ou les Têtesa King a Draughtsa ManDicea Diethe Dice boxTick-TackBackgammonChance playa LotteryCardsa Pack of Cardsthe Court-Cardsle Roila Damele Valetl’Asle Dix, le Neuf, ...the Kingthe Queenthe Knavethe Acethe Ten, the Nine, ...le Coeurle Carreaule Treflele Piquele Piquetl’Ombrela Baffettela Pharaondes Jettonsl’Oye, le Jeu de l’OyeHeartsDiamondsClubsSpadesPicketOmbreBaffetPharaonCountersthe GoofePair-non-pairun Volantune Raquetteun Battoirun Sabotune Toupieune Laniere, ou un FoüetEven or Odda Shittle Cocka RacketBattledora Topa Giga Lafhun Balona Foot-ball
Il Dictionnaire Italien & François di Giovanni Veneroni, la cui prima edizione fu pubblicata nel 1695, è una grande opera lessicografica della fine del XVII secolo. Esso documenta la codificazione bilingue dell'uso dell'epoca stabilendo una corrispondenza tra i termini "Tutte Tavole" e "Toutes tables".a tutte tavole, à toutes tables, jeu.
CHAPITRE I : De l’excellence et beauté de ce jeu et pourquoy il est nommé Toute-Table.Ce jeu entre les jeux de tables, tient une des premières places, il n’a pas tant de beauté que le Revertier, cependant plusieurs le préfèrent au Tric-trac, parce qu’il est moins embarrassant, et qu’il ne faut pas continuellement avoir l’esprit bandé à marquer des Points ou des Trous. La beauté de ce jeu consiste non seulement à bien jouer les dames, mais encore à battre son homme à propos, et savoir bien ménager une Partie double. Ce jeu se joue dans un Tric-trac, et on le nomme le jeu du Toute-Table, parce que pour le jouer, chaque joueur dispose les Dames en quatre parties ou quatre Tas qu’il place diversement dans les quatre Tables du Tric-trac, c’est-à-dire que chacun a d’abord des Dames dans toutes les Tables du Tric-trac, comme il sera expliqué par le Chapitre suivant.CAPITOLO I : Dell'eccellenza e bellezza di questo gioco e del perché è chiamato Toute-Table.Questo gioco, tra i giochi di tavole, detiene una posizione di primo piano; non possiede la stessa bellezza del Revertier, tuttavia molti lo preferiscono al Tric-trac perché è meno faticoso e non richiede di mantenere continuamente la mente concentrata sul marcare Punti o Buchi. La bellezza di questo gioco consiste non solo nel muovere bene le pedine, ma anche nel battere l'avversario al momento opportuno e nel saper gestire con accortezza una Partita doppia. Questo gioco si pratica su un tavoliere da Tric-trac ed è chiamato jeu du Toute-Table poiché, per iniziarlo, ciascun giocatore dispone le pedine in quattro parti o quattro mucchi, collocandoli in modo differente nelle quattro tabelle del Tric-trac; vale a dire che all'inizio ciascuno possiede pedine in tutte le tabelle del tavoliere, come verrà spiegato nel capitolo seguente.CHAPITRE II : De la manière de disposer le jeu et placer les Dames pour jouer, combien on peut jouer ensemble.On ne joüe que deux ensemble à ce jeu de même qu’aux Tric-trac & Revertier, & on peut prendre un Conseil. Pour vous faire entendre comment il faut disposer le jeu & placer vos Dames. Imaginez-vous que vous êtes assis devant une table proche d’une fenêtre, laquelle est à votre gauche, que sur cette table il y a un Tric-trac ouvert, é que de l’autre côté de la Table il y a une personne contre qui vous devez joüer, qui a la Fenêtre à sa droite. Il faut présentement placer vos Dames dans ce Tric-trac, savoir deux sur la Flèche qui est dans le coing à la droite de votre homme & de son côté ; Cinq sur la Flèche qui est dans l’autre coing à la gauche de votre home. Trois sur la cinquième Flèche de la Table qui est de votre côté & à votre droite, & les cinq dernières sur la première flèche qui joint la bande de séparation dans la seconde Table de votre côté & à votre gauche. Votre homme doit faire la même chose. Il doit mettre deux Dames sur la première lame du coing qui est de votre coté à votre gauche, cinq sur la dernière Lame du coing qui est de votre à votre droite. Trois sur la cinquième que Lame de son coté à sa gauche, & les cinq dernières sur la première Lame qui joint la Bande de séparation dans la seconde Table de son coté à la droite.CAPITOLO II : Sul modo di disporre il gioco e collocare le pedine per giocare, e su quanti possano parteciparvi.A questo gioco partecipano solo due persone, esattamente come nel Tric-trac e nel Revertier, ed è consentito consultarsi con un consigliere. Per comprendere come disporre il gioco e collocare le vostre pedine, immaginate di essere seduti a un tavolo vicino a una finestra posta alla vostra sinistra; sul tavolo vi è un Tric-trac aperto e, dall'altro lato, vi è la persona contro cui dovete giocare, la quale avrà la finestra alla propria destra. Dovete ora disporre le vostre pedine nel Tric-trac nel modo seguente: due sulla freccia situata nell'angolo alla destra del vostro avversario e dal suo lato; cinque sulla freccia situata nell'altro angolo alla sinistra del vostro avversario; tre sulla quinta freccia della tabella situata dal vostro lato e alla vostra destra; e le ultime cinque sulla prima freccia che si unisce alla sbarra di separazione nella seconda tabella dal vostro lato e alla vostra sinistra. Il vostro avversario deve fare la stessa cosa: deve collocare due pedine sulla prima punta dell'angolo situato dal vostro lato alla vostra sinistra, cinque sull'ultima punta dell'angolo alla vostra destra, tre sulla quinta punta dal suo lato alla sua sinistra, e le ultime cinque sulla prima punta che si unisce alla sbarra di separazione nella seconda tabella dal suo lato alla destra.CHAPITRE III : De ce qui est nécessaire pour jouer et commencer à jouer et comment il faut appeler et nommer les Dez.Pour jouer à ce jeu, il faut de même qu’au Revertier, que le Tric-trac soit garni de quinze Dames de chaque couleur, de deux Cornets et de Dez. Outre cela il faut deux Fichets pour marquer les Parties, lorsque l’on joue en plusieurs Parties. On se sert soy-même, c’est-à-dire que chacun met les Dez dans son cornet et on ne joue qu’avec deux Dez. Pour commencer à jouer on doit de même qu’au Revertier, donner le choix des Dames et des Cornets. A l’égard du Dé, on tire à qui l’aura, et on nomme et appelle les nombres de même qu’au Revertier.CAPITOLO III : Di ciò che è necessario per giocare, iniziare la partita e di come denominare e chiamare i dadi.Per giocare a questo gioco, così come nel Revertier, il Tric-trac deve essere guarnito con quindici pedine per ciascun colore, due bossoli e i dadi. Oltre a ciò, occorrono due gettoni per segnare le partite quando se ne disputano diverse in successione. Ciascuno provvede per sé, cioè ogni giocatore ripone i dadi nel proprio bossolo e si gioca unicamente con due dadi. Per iniziare a giocare si deve, analogamente al Revertier, sorteggiare la scelta delle pedine e dei bossoli. Per quanto riguarda il dado, si tira per stabilire chi lo avrà, e i numeri si chiamano e si nominano come nel Revertier.CHAPITRE IV : De la manière de jouer ou jeter les Dez, quand le coup est bon ou non.Le contenu en ce chapitre étant encore la même chose qu’au Revertier, on renvoye le Lecteur au Chapitre V. des règles du Revertier où il trouvera le tout amplement expliqué.CAPITOLO IV : Sul modo di giocare o tirare i dadi, e su quando un tiro è valido o meno.Poiché il contenuto di questo capitolo è identico a quello del Revertier, si rimanda il lettore al Capitolo V delle regole del Revertier, dove troverà ogni cosa ampiamente spiegata.CHAPITRE V : De la manière de jouer les Dames quand on commence la Partie.Les Doublets se jouent au jeu doublement, de même qu’au Revertier, c’est à dire, que si vous faites Quine, il faut jouer vingt Points avec une ou plusieurs Dames, si vous faites Sanne, il en faut jouer vingt-quatre, et ainsi des autres Doublets, ce qui s’entend toutes fois, pourvu que vous puissiez jouer, et que le passage ne soit pas fermé par des cases de votre homme. Au commencement de la Partie, vous pouvez jouer ou les deux Dames qui sont dans le Coing à la droite de votre homme, ou celles qui sont dans le Coing qui est à la gauche, ou bien celles qui sont dans les Tables de votre coté, et faire des cases indifféremment dans toutes les Tables, et afin que vous ne fassiez pas marcher vos Dames d’un coté pour l’autre, il est bon de vous dire, qu’il faut que vos deux Dames qui sont dans le Coing à la droite de votre homme viennent jusqu’au Coing qui est à la gauche, de-là vous les passez de votre coté à votre droite, et vous les faite ensuite aller avec le reste de vos Dames dans la Table qui est à votre gauche, parce que c’est dans cette Table-là où il faut que vous passiez votre jeu, et qu’il faut que vous y passiez toutes vos Dames avant d’en pouvoir lever aucune, comme vous verez cy-après.CAPITOLO V : Sul modo di muovere le pedine all'inizio della partita.I doppie si giocano in modo doppio, esattamente come nel Revertier; ovvero, se fate un cinque-cinque (Quine), dovete giocare venti punti con una o più pedine; se fate un sei-sei (Sanne), dovete giocarne ventiquattro, e così via per gli altri doppie. Ciò s'intende tuttavia a condizione che possiate muovere e che il passaggio non sia sbarrato dalle case del vostro avversario. All'inizio della partita potete muovere o le due pedine che si trovano nell'angolo alla destra del vostro avversario, o quelle nell'angolo alla sua sinistra, oppure quelle nelle tabelle del vostro lato, formando case indifferentemente in tutte le tabelle. Affinché non facciate muovere le vostre pedine da un lato all'altro a caso, è bene ricordarvi che le due pedine poste nell'angolo alla destra del vostro avversario devono giungere fino all'angolo alla sua sinistra; da lì le fate passare dal vostro lato alla vostra destra, e in seguito le fate avanzare insieme al resto delle vostre pedine nella tabella situata alla vostra sinistra. È infatti in questa tabella che dovete far transitare il vostro gioco e dove dovete passare tutte le pedine prima di poterne levare alcuna, come vedrete in seguito.CHAPITRE VI : De la manière de battre les Dames.On bat les Dames à ce jeu de la même manière qu’au Revertier, c’est-à-dire en plaçant sa Dame sur la même Lame où était celle de son homme, ou bien en passant. Par exemple vous faites quatre & As, vous battez une Dame que votre homme a découverte du Quatre, & de la même Dame dont vous avez joué le Quatre, vous en jouez un As qui vous sert à couvrir une de vos Dames, ou bien que vous mettez en sur-case. Vous pouvez même d’une seule Dame, si vous faîtes un Doublet, & qu’en le jouant vous trouviez ces Dames-là découvertes sur vos passages. Toutes les Dames qui ont été battues sont comme au Revertier hors du jeu, & celuy à qui elles appartiennent ne peut pas jouer quoy que ce soit qu’il ne les ait toues rentrées.CAPITOLO VI : Sul modo di battere le pedine.Le pedine si battono in questo gioco nello stesso modo che nel Revertier, vale a dire posizionando la propria pedina sulla stessa punta in cui si trovava quella dell'avversario, oppure scavalcandola in transito. Per esempio, se fate quattro e asso, battete una pedina che il vostro avversario ha lasciato scoperta con il quattro, e con la stessa pedina con cui avete mosso il quattro giocate un asso che vi serve a coprire una vostra pedina o a formare una sovracasa. Potete farlo anche con una sola pedina se fate un doppio e, muovendolo, incontrate quelle pedine scoperte lungo i vostri passaggi. Tutte le pedine battute si trovano, come nel Revertier, fuori dal gioco, e colui a cui appartengono non può compiere alcuna mossa finché non le ha fatte rientrare tutte.CHAPITRE VII : De la manière de Rentrer.Je vous ay observé cy-devant qu’il faloit que vos deux Dames qui sont à la droite de votre homme, allassent à la gauche, de là qu’elles vinsent à votre droite, & de votre droite dans la Table qui est à votre gauche de votre coté, & que les deux Dames de votre homme qui sont à votre gauche, devoient faire le même chemin, & qu’il devoit les conduire depuis votre gauche jusques dans la Table qui est à la droite de son coté ; cela vous doit faire connaître que ces deux Dames qui font absolument tout le tour du Tric-trac, font la Tête ou Pile de ce jeu ; Toutes les Dames qui ont été battues doivent rentrer par la Table où l’on place ces deux Dames, c’est-à-dire que vous, vous devez rentrer par la Table où sont vos deux Dames, laquelle est à la gauche de votre homme. Il est plus facile de rentrer à ce jeu qu’au Revertier ; Car non seulement vous pouvez rentrer sur votre homme en le battant, quand il a quelques Dames découvertes, mais encore vous pouvez rentrer sur vous-même, & mettre sur une même flèche tant de Dames que vous voudrez. Par exemple, si n’ayant pas encore joué vos deux Dames du Coing ou Teste de votre jeu, vous faites un Beset, &que vous ayez quatre Dames à rentrer, vous pouvez les mettre toutes sur cette même flèche où sont vos deux Dames. Si vous avez quelqu’autre case dans la Table de votre rentrée, vous pouvez de même y mettre tant de Dames que vous voudrez ; On appelle ces cases-là des Ponts, parce qu’elles servent à passer, & sont très utiles.CAPITOLO VII : Sul modo di rientrare.Vi ho fatto notare in precedenza che le vostre due pedine poste alla destra del vostro avversario dovevano andare alla sua sinistra, da lì giungere alla vostra destra, e dalla vostra destra alla tabella situata alla vostra sinistra dal vostro lato; e che le due pedine del vostro avversario poste alla vostra sinistra dovevano compiere lo stesso percorso per condurle dalla vostra sinistra fino alla tabella situata alla destra del suo lato. Ciò vi deve far comprendere che queste due pedine, che compiono l'intero giro del Tric-trac, costituiscono la "Testa" o "Pila" di questo gioco. Tutte le pedine che sono state battute devono rientrare attraverso la tabella in cui si collocano queste due pedine, cioè voi dovete rientrare attraverso la tabella in cui si trovano le vostre due pedine, la quale si trova alla sinistra del vostro avversario. Rientrare in questo gioco è più facile che nel Revertier, poiché non solo potete rientrare sopra il vostro avversario battendolo quando ha qualche pedina scoperta, ma potete anche rientrare su voi stessi, posizionando su una medesima freccia un numero qualsiasi di pedine. Per esempio, se non avendo ancora mosso le vostre due pedine dell'angolo o Testa del vostro gioco fate un double asse (Beset), e avete quattro pedine da fare rientrare, potete disporre tutte sulla medesima freccia in cui si trovano le vostre due pedine. Se possedete qualche altra casa nella tabella del vostro rientro, potete ugualmente mettervi tutte le pedine che desiderate; tali case sono chiamate "Ponti" poiché servono per passare e sono utilissime.CHAPITRE VIII : De la conduite qu’il faut tenir en ce jeu.Vous avez vu qu’il y a en ce jeu quatre Tas ou Pile de Dames, que la première qui est la Teste du Jeu, sont les deux Dames qui sont dans le Coing à la droite de votre homme. La seconde les cinq Dames qui sont dans le Coing à sa gauche. La troisième les trois Dames qui sont sur la cinquième case de la Table qui vous touche à votre gauche, & la quatrième les cinq Dames qui sont sur la première Flèche, qui joint la Bande de séparation de la seconde Table. Si le premier Coup que vous jouez vous faites Six & Cinq, il faut jouer une des Dames de votre première Pile ou Teste, & le mettre sur la seconde. Si vous faites une Six & As, il faut jouer un Six de votre seconde Pile, & un as de la troisième & faire une case. Si vous faites Trois & As de la quatrième, & faire pareillement une case. En un mot il faut tacher de faire quatre ou cinq cases toutes de suite au tour de vos troisième & quatrième Pile, afin d’empêcher votre homme de passer les Dames de la Teste ou première Pile. Quand vous avez quatre ou cinq cases comme il vient d’être dit, si vous pouvez encore caser, il n’en faut pas perdre l’occasion, & toujours joindre vos cases tant que vous pourrez, & si votre homme se découvre lorsque votre jeu est ainsi avancé, il ne faut point hésiter à le battre : si au contraire le jeu de votre homme était plus avancé que le votre, & qu’il se découvrit, il ne faudrait pas le battre car souvent les bons joueurs tendent les appas pour faire donner dedans & gagner ensuite la Partie double, ou du moins avoir la simple sûre. Il faut dons avant battre, examiner si votre homme ne pourra pas vous battre à son tour, & si en cas qu’il vous batte vous pourrez rentrer facilement. Un peu de pratique apprend cela en très peu de temps.CAPITOLO VIII : Sulla condotta da tenere in questo gioco.Avete visto che in questo gioco vi sono quattro mucchi o pile di pedine: la prima, che costituisce la Testa del gioco, è formata dalle due pedine poste nell'angolo alla destra del vostro avversario; la seconda da cinque pedine poste nell'angolo alla sua sinistra; la terza da tre pedine situate sulla quinta casa della tabella che vi tocca alla vostra sinistra; e la quarta dalle cinque pedine situate sulla prima freccia che si unisce alla sbarra di separazione della seconda tabella. Se alla prima mossa che giocate fate sei e cinque, dovete muovere una delle pedine della vostra prima pila o Testa e collocarla sulla seconda. Se fate un sei e un asso, dovete muovere un sei dalla vostra seconda pila e un asso dalla terza, formando una casa. Se fate tre e asso dalla quarta, formate analogamente una casa. In breve, bisogna cercare di formare quattro o cinque case consecutive attorno alla terza e quarta pila per impedire all'avversario di far passare le pedine della Testa o prima pila. Quando disponete di quattro o cinque case come appena detto, se avete ancora la possibilità di fare una casa non dovete perderne l'occasione, unendo sempre le vostre case finché vi è possibile; e se l'avversario si scopre quando il vostro gioco è così avanzato, non dovete esitare a batterlo. Se al contrario il gioco del vostro avversario fosse più avanzato del vostro ed egli si scoprisse, non dovreste batterlo, poiché spesso i buoni giocatori tendono esche per indurvi a cascarvi e vincere poi la Partita doppia o almeno assicurarsi la semplice. Prima di battere bisogna dunque esaminare se l'avversario non potrà battervi a sua volta e se, nel caso vi batta, potrete rientrare facilmente. Un po' di pratica insegna ciò in pochissimo tempo.CHAPITRE IX : De la manière de lever et finir le jeuLors que l’on a passé toutes les Dames dans la Table de la quatrième Pile, on lève à chaque coup de Dé toutes les Dames qui donnent sur la Bande du Tric-trac, de même qu’au Jan de retour quand on joue au jeu du Tric-trac. Pour chaque Doublet on lève quatre Dames quand on en a qui donnent juste sur le bord. Si la case que l’on devrait lever se trouve vide, & qu’il y ait des Dames derrière pour jour le Doublet que l’on a fait sans rien lever, il faut le jouer. Si il n’y a rien derrière, on lève celles qui suivent la Flèche, d’où le Doublet qu’on a amené devoit partir. Celuy qui a le plutôt levé toutes ses Dames, gagne la Partie simple.CAPITOLO IX : Sul modo di levare le pedine e terminare il gioco.Quando sono state fatte passare tutte le pedine nella tabella della quarta pila, a ogni tiro di dado si levano tutte le pedine che si trovano sul bordo del Tric-trac, esattamente come nel Jan de retour quando si gioca al Tric-trac. Per ogni doppio si levano quattro pedine quando ve ne sono che corrispondono esattamente al bordo. Se la casa da cui si dovrebbe levare risulta vuota e vi sono pedine dietro per giocare il doppio che si è fatto senza levare nulla, bisogna giocarlo. Se non c'è nulla dietro, si levano quelle che seguono la freccia da cui il doppio ottenuto doveva partire. Colui che per primo ha levato tutte le sue pedine vince la partita semplice.CHAPITRE X : De la double.Souvent on joue en deux ou trois parties, & même en davantage, parce que ce jeu va assez vite. Quelques fois aussi on joue à la première Partie, & on convient que celuy qui gagnera la Partie double, aura le double de ce qu’on a joué. L’on gagne la Partie double quand on a levé toutes ses Dames, avant que son homme ait passé toutes les siennes dans la Table de la quatrième Pile, & qu’il en ait levé aucune, s’il en avait levé une, l’on ne gagnerait que la partie simple. Quand on joue en plusieurs parties & que l’on gagne, on marque deux Parties, & celuy qui a gagné recommence & a le Dé.CAPITOLO X : Della partita doppia.Spesso si gioca al meglio di due o tre partite, e anche di più, poiché questo gioco si svolge piuttosto rapidamente. Talvolta si gioca anche su una sola partita, convenendo che chi vince la Partita doppia ottiene il doppio della posta. Si vince la Partita doppia quando si sono levate tutte le proprie pedine prima che l'avversario abbia fatto passare tutte le sue nella tabella della quarta pila e ne abbia levata alcuna; se ne avesse levata anche una sola, si vincerebbe unicamente la partita semplice. Quando si gioca su più partite e si vince, si segnano due partite, e colui che ha vinto ricomincia e ha il dado.CHAPITRE XI : Des avantages que l’on peut donnerLes avantages que l’on peut donner à ce jeu étant presque les mêmes qu’au jeu du Revertier. Je renvoye le Lecteur au Chapitre XIII, de ce jeu, où l’on en a expliqué quelques-uns, outre lesquels on donne à Toute-Table Ambesas, Abas & le Dé, & encore d’autres qui dépendent de la convention des joueurs.CAPITOLO XI : Dei vantaggi che si possono concedere.Poiché i vantaggi che si possono concedere in questo gioco sono quasi gli stessi del Revertier, rimando il lettore al Capitolo XIII di quel gioco, dove ne sono stati spiegati alcuni; oltre a essi, nel Toute-Table si concede l'Ambesas, l'Abas e il dado, oltre ad altri che dipendono dalla convenzione tra i giocatori.Registré sur le livre de la communauté des Libraires & Imprimeurs de Paris, le 19 mars 1698.Signé. P. AUBOIN, syndic
Il 29 gennaio 1743, François-Antoine Devaux scrisse a Françoise de Graffigny, per la quale il «gioco più bello del mondo» è il trictrac:Voila le Grand Frere avec qui je vais jouër au toute-table. Mais dites-moy donc si vous le scavez, ce jeu-là. Je vous assure qu’il vous amuseroit beaucoup plus que votre vieux et froid trictrac qui traine les ruës.«Ecco il Grand Frère con cui giocherò a toute-table. Ma dimmi, conosci questo gioco? Ti assicuro che ti divertirebbe molto di più del tuo vecchio e freddo trictrac che se ne va in giro per le strade.»Il 6 febbraio 1743, Françoise de Graffigny rispose al suo amico di lunga data e confidente, difendendo il suo gioco preferito: (Lettre 520) à DevauxMercredi matin [6 février 1743]Vois comme je t’en donne du soir et du matin, mon ami. C’est que Ragonde vient a la comedie avec nous, et que je ne pour[rai] trouver ce soir un moment a t’ecrire qu’au depend de mon someil et de ma fatigue. On vient de m’apporter ta lettre. je ne l’eus pas hier parce que le facteur est malade ; cela m’avoit un peu fachée, mais la voila. Je fais une croix sur la cheminée : comment, tu me dis une nouvelle ? cela est admirable. Je suis enchantée de l’aventure de Vulmont, tant pour lui que pour l’honneur de ceux qui l’ont placé là ; c’est en vérité le seul homme sensé de cette trempe. Je vais lui écrire.Tu as beau dire à l’Abbé ce que le duc de Savoye disoit a je ne sais qui : le mot est effassé par le cachet, et quand il ne le seroit pas, je n’entendrois pas mieux cette savante citation. Oh, la belle chose que de lire l’Histoire Romaine ! Enfin donc, tu as beau dire et citer, nous ne t’envoyerons point de chanson. Outre que tu n’en fais point de cas, en quoi tu n’as pas tant de tort, c’est que tu les as avant nous. Tiens, en voila plein mon écritoire ! tu n’en auras pas la queu d’une.Les etoffes que tu m’envoye sont a tout prix, depuis cinquante sols jusqu'a sept livres ; c’est qu’il y en a de coton et soye, de fleuret et soye, et de tout soye. « Devine si tu peux, et choisi si tu l’ose ». je crois que celle que tu m’envoye est de trois livres. En veux-tu ? si c’est pour toi, cela ne vaut rien en habit d’homme : le point echape. Il les faut tout de soye. Pour femme, cela dure assés.Bonjour, je me porte assés bien ce matin. Je t’embrasse de tout mon cœur.Je vais mett[r]e la belle robe blanche pour la première fois. Je crois que c’est cela qui m’enpeche d’etre malade : nous sommes toujours enfant. Au vray cela me rejouit. Quelle pitié ! je te les dis, toutes mes pitiés.Non, indigne deserteur du plus beau jeu du monde, je ne sais ny ne veux savoir le toute-table. Il ne tiendroit qu’a moi, car mes vielles le jouent tous les jours. Mais je suis fidelle a mes enciens amis, et a cause de cela j’embrasse bien for le Grand Frere et le Trompette.(Lettera 520) a DevauxMercoledì mattina [6 febbraio 1743]Vedi come te ne do [di lettere] la sera e la mattina, amico mio. È che Ragonde viene a commedia con noi, e stasera non potrò trovare un momento per scriverti se non a spese del mio sonno e della mia stanchezza. Mi hanno appena portato la tua lettera. Non l'ho avuta ieri perché il fattore è malato; la cosa mi era dispiaciuta un po', ma eccola qui. Faccio una croce sul cammino: come, mi dai una notizia? È mirabile. Sono entusiasta dell'avventura di Vulmont, tanto per lui quanto per l'onore di coloro che lo hanno collocato lì; è davvero l'unico uomo di senno di quella risma. Gli scriverò.Hai voglia di dire all'Abbé ciò che il duca di Savoia diceva a non so chi: la parola è cancellata dal sigillo, e quand'anche non lo fosse, non capirei meglio questa dotta citazione. Oh, che bella cosa leggere la Storia Romana! Insomma, hai voglia di dire e citare, non ti manderemo alcuna canzone. Oltre al fatto che non ne fai alcun caso, in cui non hai tutti i torti, è che le ricevi prima di noi. Tieni, ce n'è pieno il mio scrittoio! Non ne avrai neppure la coda.Le stoffe che mi mandi hanno tutti i prezzi, da cinquanta soldi fino a sette lire; è perché ce ne sono di cotone e seta, di filaticcio e seta, e di pura seta. «Indovina se puoi, e scegli se osi». Credo che quella che mi mandi sia di tre lire. Ne vuoi? Se è per te, non va bene per un abito da uomo: il punto scappa. Devono essere tutte di seta. Per donna, durano abbastanza.Buongiorno, sto abbastanza bene stamattina. Ti abbraccio con tutto il cuore.Vado a mettere la bella veste bianca per la prima volta. Credo che sia questo a impedirmi di essere malata: siamo sempre bambini. Davvero questo mi rallegra. Che pietà! Te le dico tutte, le mie pietà.No, indegno disertore del più bel gioco del mondo, non conosco né voglio conoscere il toute-table. Dipenderebbe solo da me, poiché le mie vecchie lo giocano tutti i giorni. Ma sono fedele ai miei vecchi amici, e a causa di ciò abbraccio molto forte il Gran Fratello e il Trombetta.
A Short Treatise on the Game of Back-Gammon

Età Contemporanea
Questo trattato «alla portata di tutti e ad uso dei dilettanti» offre un capitolo sul Gammon o Toutes-Tables da pagina 155 a 160.DU GAMMON OU TOUTES-TABLESCe jeu était généralement nommé autrefois, en France, le Toutes-tables ; mais le nom de Gammon ou Back-Gammon, est celui qui prévaut aujourd'hui et qui vient des Anglais, chez lesquels ils est en grand usage, car ils ne jouent presque point, ou même ignorent notre Trictrac.Pour le jouer, il faut placer les dames comme on le voit dans la fig. 28.DEL GAMMON O TUTTE-TAVOLEQuesto gioco veniva generalmente chiamato in passato, in Francia, il Toutes-tables; ma il nome di Gammon o Back-Gammon è quello che prevale oggi e che viene dagli inglesi, presso i quali è in grande uso, poiché non giocano quasi per nulla, o addirittura ignorano, il nostro Trictrac.Per giocarci, bisogna disporre le pedine come si vede nella fig. 28.Dans cette figure j'ai les dames blanches dont 2 sont placées vis-à-vis de moi en M, et cinq en Y, le reste de mon côté ; savoir : cinq sur G et trois sur E. Le but est de rentrer toutes mes dames dans la région GL, d'où, aussitôt qu'elles y seront toutes, je les lèverai ou sortirai comme à la fin du Jan de retour au Trictrac. c'est-à-dire en les plaçant sur la bande que je compte de même comme une flèche.Or, pour cela, je joue dans la direction de M en R et R en Y ; puis de Y en F pour passer dans G L ; de sorte que je décris une ligne circulaire en jouant, et je marche dans un sens opposé à celui que je suivrais au Trictrac.Lorsque j'aurai réussi à passer toutes mes dames en G L, si je les sors toutes avant mon adversaire, je gagnerai la partie.Pour lui, il doit jouer de son côté de la même manière. C'est-à-dire qu'il cherche à passer toutes ses dames en R M en jouant de L en G, de G en A, de Y en T pour passer dans R M.Si dans le cours du jeu, l'un de nous deux laisse une dame isolée sur une flèche, elle peut être battue à la volonté de l'autre. Mais ici on ne marque pas de points comme au Trictrac : on prend la dame de son adversaire, on la lui remet dans la main et l'on met la sienne à sa place. Alors il faut qu'on amène des dés tels qu'il puisse rentrer par le commencement de son jeu. Je suppose que ce soit moi : alors de je rentre par M, N, O, P, Q, R suivant les nombres que j'ai amenés. Si les flèches sur lesquelles tombent les nombres amenés sont occupées par des dames de mon adversaire, je ne puis rien jouer, je garde mon bois en main et j'attends l'autre coup : c'est autant de perdu pour moi.In questa figura ho le pedine bianche, di cui 2 sono posizionate di fronte a me in M e cinque in Y, e il resto dal mio lato; vale a dire: cinque su G e tre su E. L'obiettivo è far entrare tutte le mie pedine nella regione GL, da dove, non appena vi saranno tutte, le solleverò o le farò uscire come alla fine del Jan de retour nel Trictrac, cioè posizionandole sulla sponda che conto anch'essa come una freccia.Ora, per fare ciò, gioco nella direzione da M a R e da R a Y; poi da Y a F per passare in G L; in modo tale da descrivere una linea circolare mentre gioco, muovendomi in senso opposto a quello che seguirei nel Trictrac.Quando sarò riuscito a far passare tutte le mie pedine in G L, se le farò uscire tutte prima del mio avversario, vincerò la partita.Per quanto lo riguarda, egli deve giocare dal suo lato nello stesso modo. Vale a dire, cerca di far passare tutte le sue pedine in R M giocando da L a G, da G a A, da Y a T per passare in R M.Se nel corso della partita uno di noi due lascia una pedina isolata su una freccia, questa può essere battuta a discrezione dell'altro. Ma qui non si segnano punti come nel Trictrac: si prende la pedina del proprio avversario, gli si rimette in mano e si mette la propria al suo posto. Bisogna allora tirare dei dadi tali da poter rientrare dall'inizio del proprio gioco. Suppongo che sia io: rientro quindi attraverso M, N, O, P, Q, R in base ai numeri che ho ottenuto. Se le frecce su cui cadono i numeri ottenuti sono occupate da pedine del mio avversario, non posso giocare nulla, tengo il mio pezzo in mano e aspetto il turno successivo: è tutto tempo perso per me.Par exemple, fig. 29, j'ai été obligé de jouer deux dames sur B et D. Mon adversaire amenant ensuite 6 et 4, il bat ces deux dames découvertes, s'il veut, car il n'y est pas forcé ; mais il croit de son jeu de les battre, et en conséquence il les ôte, me les remet dans la main, pose en leur lieu et place les deux dames qui sont en H, et je suis obligé, le coup suivant, de les rentrer dans la région M R, si je puis. Mais si j’amène bezet, ou 4 et as, ou 5 et as, ou carmes, ou quine, ou 5 et 4, etc., je ne puis les rentrer, puisque les flèches qui répondent à ces nombres en passant de la bande et comptant R pour la première, sont occupées par des cases appartenant à mon adversaire. Alors je les garde et j’attends qu’il ait joué son coup. Si après cela j’amène de nouveau quelques-uns de ces nombres, je les garde encore ; en un mot, je ne puis rentrer que par N ou O.Si je n’amène qu’un 2 et as ou un 3 et as, je ne rentre qu’une seule de mes dames, ou si je n’en ai plus en main, je joue l’autre nombre dans le reste de mon jeu. Après cela, si , ayant encore une en main, j’amenais 6 et 2 ou 6 et 3, je pourrais la jouer tout d’une.Les doublets se jouent doubles, c’est-à-dire que si l’on amène, entr’autres, un carmes, on joue 16 points au lieu de 8. C’est donc presque toujours une bonne fortune qu’un doublet à ce jeu.Les parties de Gammon se jouent d’autant de trous que l’on veut. Ordinairement c’est en trois trous, et l’on convient d’avance de la partie double qui se gagne par celui qui a sorti toutes ses dames avant que l’autre ait seulement rentré toutes les siennes ; il prend alors deux trous au lieu d’un.L’on voit qu’à ce jeu il n’y a pas de points à marquer, et qu’ainsi il n’y a pas d’école à faire. Seulement, comme au Trictrac, dame touchée, dame jouée. Il s’en faut de beaucoup, sans doute, que le Gammon vaille le Trictrac : il est bien moins amusant et infiniment moins difficile, quoiqu’en disent quelques joueurs qui le prétendent plus abstrait, à cause de ce qu’ils appèlent l’arrière-jeu. Cet arrière-jeu a lieu lorsqu’un des deux joueurs, ayant rentré toutes ses dames ou presque toutes, se trouve encore battu sur des dames qu’il est obligé de découvrir par celles de son adversaire qui sont restés en arrière dans la région où il a rentré les siennes. Mais c’est une illusion de croire, pour cela, le Gammon supérieur au Trictrac : il n’est pas même digne d’entrer en comparaison avec lui. Il faut avouer pourtant, qu’après celui-ci, c’est le jeu le plus piquant et le plus difficile ; car au moment où l’on est sur le point de sortir tout-à-fait, et par conséquent de gagner, on perd la partie simple et quelquefois même double, si l’on n’a pas sorti encore une dame ; la règle étant qu’on ne peut plus prendre double quand on en a levé une seule.Je ne parlerai pas ici des combinaisons du jeu ; on peut facilement des apprendre de soi-même à force de jouer. Seulement je dirai que les plus beaux dés qu’on puisse amener en commençant, sont : les sonnez, bezet, 6 et as et 3 et as. Alors sonnez se joue en prenant les deux dames de M, et en les plaçant en S, et deux autres de Y en F ; bezet en en jouant deux de G sur H, et deux de E sur F ; 6 et as se joue en plaçant une dame de Y et une de E sur F ; et 3 et as en plaçant une dame de E et une de G sur H.Au surplus, le grand art, à ce jeu, consiste à fermer les passages, sur-tout par les 6, et à enchevêtrer tellement le jeu, que l’adversaire soit obligé de se laisser battre, ce qui le mène finalement à la perte de la partie.Ad esempio, fig. 29, sono stato costretto a giocare due pedine su B e D. Il mio avversario, ottenendo poi 6 e 4, batte queste due pedine scoperte, se vuole, poiché non vi è obbligato; ma ritiene che sia vantaggioso per il suo gioco batterle, e di conseguenza le toglie, me le rimette in mano, posiziona al loro posto le due pedine che sono in H, e io sono costretto, al colpo successivo, a farle rientrare nella regione M R, se posso. Ma se tiro due sei, o 4 e asso, o 5 e asso, o due quattro, o due cinque, o 5 e 4, ecc., non posso farle rientrare, poiché le frecce che corrispondono a questi numeri passando dalla sponda e contando R per la prima, sono occupate da caselle appartenenti al mio avversario. Allora le tengo e aspetto che abbia giocato il suo turno. Se dopo ciò tiro di nuovo alcuni di questi numeri, le tengo ancora; in una parola, posso rientrare solo attraverso N o O.Se tiro solo un 2 e asso o un 3 e asso, faccio rientrare una sola delle mie pedine, oppure, se non ne ho più in mano, gioco l'altro numero nel resto del mio gioco. Dopo di che, se, avendo ancora una pedina in mano, tirassi 6 e 2 o 6 e 3, potrei giocarla tutta in una volta.I doppi si giocano doppi, cioè se si ottiene, tra l'altro, un due quattro, si giocano 16 punti invece di 8. È quindi quasi sempre una buona fortuna fare un doppio in questo gioco.Le partite di Gammon si giocano a quanti fori si vuole. Di solito è a tre fori, e si conviene in anticipo sulla partita doppia, che viene vinta da colui che ha fatto uscire tutte le sue pedine prima che l'altro abbia anche solo fatto rientrare tutte le proprie; questi prende allora due fori invece di uno.Si vede che in questo gioco non ci sono punti da segnare e che quindi non c'è scuola da fare. Solo, come nel Trictrac, pedina toccata, pedina mossa. Mancato molto, senza dubbio, che il Gammon valga il Trictrac: è molto meno divertente e infinitamente meno difficile, nonostante quello che dicono alcuni giocatori che lo pretendono più astratto, a causa di ciò che chiamano il "gioco di retroguardia" (arrière-jeu). Questo gioco di retroguardia ha luogo quando uno dei due giocatori, avendo fatto rientrare tutte le sue pedine o quasi tutte, si trova ancora battuto su delle pedine che è costretto a scoprire da quelle del suo avversario che sono rimaste indietro nella regione in cui ha fatto rientrare le proprie. Ma è un'illusione credere, per questo, che il Gammon sia superiore al Trictrac: non è nemmeno degno di entrare in confronto con esso. Bisogna tuttavia ammettere che, dopo quest'ultimo, è il gioco più piccante e difficile; perché nel momento in cui si è sul punto di uscire del tutto, e di conseguenza di vincere, si perde la partita semplice e qualche volta persino doppia, se non si è ancora fatta uscire una sola pedina; essendo la regola che non si può più subire il raddoppio quando se ne è sollevata una sola.Non parlerò qui delle combinazioni del gioco; si possono facilmente imparare da soli a forza di giocare. Dirò solo che i dadi migliori che si possano ottenere all'inizio sono: due uno, due due, 6 e asso e 3 e asso. Allora i due uno si giocano prendendo le due pedine di M e posizionandole in S, e altre due di Y in F; i due due giocando due pedine da G a H e due da E a F; il 6 e asso si gioca posizionando una pedina di Y e una di E su F; e il 3 e asso posizionando una pedina di E e una di G su H.Del resto, la grande arte, in questo gioco, consiste nel chiudere i passaggi, soprattutto con i 6, e nell'ingarbugliare a tal punto il gioco che l'avversario sia costretto a lasciarsi battere, il che lo conduce infine alla perdita della partita.
Questo trattato fornisce, per la prima volta, una definizione della vittoria per "Gammon" molto vicina alla regola moderna.Gammon - A game in which the loser has borne none of his men, and on which there is usually a double or treble bet.Gammon - Una partita in cui il perdente non ha portato via nessuna delle sue pedine, e sulla quale vi è solitamente una scommessa doppia o tripla.
Traité du jeu de backgammon - avant proposTout porte à croire que le jeu de backgammon doit aux anglais son origine et son invention, dont nous ignorons l'époque. Il a été long-temps presque inconnu en France, et ce n'est que vers la moitié du siècle dernier que l'on a vu quelques amateurs français s'y exercer dans nos sociétés ; ils en trouvaient il est vrai, rarement l’occasion, parce qu’en général on préférait et avec raison le Trictrac, qu’on était déjà parvenu à jouer avec beaucoup de perfection. Mais les évènements qui se sont succédé depuis un petit nombre d’années, les circonstances majeures qui ont terminé des guerres presque continuelles par une alliance politique qui semble promettre une paix durable, ont fait affluer les anglais sur notre continent . Les uns y sont attirés pas des relations commerciales, les autres (et c’est le plus grand nombre) par l’empressement de venir jouir des beautés de notre climat, et surtout pour satisfaire leur goût éclairé pour les arts, en visitant notre capitale, où se trouvent réunis une si immense quantité de chefs-d’œuvre dans tous les genres, dont nos voisins savent si bien juger et apprécier le mérite. De cette affluence et des motifs qui la produisent il est résulté que nous avons adopté, ainsi que le caractère français y est naturellement porté, une partie de leurs goûts et de leurs usages ; et le backgammon, participant à la faveur de cette adoption, s’est insensiblement introduit parmi nos jeux de société, où il a été admis, soit parce que la simplicité de ses calculs et le nombre limité de ses combinaisons exigent pour l’apprendre moins d’étude et de travail, soit parce que notre goût nous porte naturellement vers les nouveautés, et surtout vers celles qui nous viennent de l’étranger. Quoiqu’il en soit, nous avons cru dans cet état de choses, satisfaire les amateurs de Trictrac et ceux du Backgammon, en joignant notre traité du premier un traité complet du second. Cette réunion ne peut qu’être utile et agréable à ceux qui connaissent l’un et l’autre jeu. A l’égard de ceux qui ne connaissent que l’un des deux, elle pourra leur inspirer le désir d’apprendre l’autre, avec d’autant plus de raison qu’il existe entre ces deux jeux d’assez nombreux rapports, et des points de rapprochement, tant dans la partie des règles que dans l’application de plusieurs calculs.Trattato del gioco del backgammon — PrefazioneTutto fa credere che il gioco del backgammon debba agli inglesi la sua origine e la sua invenzione, di cui ignoriamo l'epoca. È stato a lungo quasi sconosciuto in Francia, ed è solo verso la metà del secolo scorso che si sono visti alcuni amatori francesi esercitarvisi nelle nostre società; essi ne trovavano, è vero, raramente l'occasione, poiché in generale si preferiva, e a ragione, il trictrac, che si era già riusciti a giocare con molta perfezione.Ma gli eventi che si sono susseguiti da pochi anni a questa parte, le circostanze maggiori che hanno posto fine a guerre quasi continuate mediante un'alleanza politica che sembra promettere una pace duratura, hanno fatto affluire gli inglesi sul nostro continente. Gli uni vi sono attratti da relazioni commerciali, gli altri (ed è il numero maggiore) dall'ansia di venire a godere delle bellezze del nostro clima, e soprattutto per soddisfare il loro gusto illuminato per le arti, visitando la nostra capitale, dove si trovano riunite una così immensa quantità di capolavori di ogni genere, di cui i nostri vicini sanno così bene giudicare e apprezzare il merito.Da questa affluenza e dai motivi che la producono è conseguito che abbiamo adottato, così come il carattere francese è naturalmente portato a fare, una parte dei loro gusti e delle loro usanze; e il backgammon, partecipando al favore di questa adozione, s'è insensibilmente introdotto tra i nostri giochi di società, dove è stato ammesso, sia perché la semplicità dei suoi calcoli e il numero limitato delle sue combinazioni esigono per l'apprendimento meno studio e fatica, sia perché il nostro gusto ci porta naturalmente verso le novità, e soprattutto verso quelle che ci vengono dall'estero.Comunque sia, in questo stato di cose abbiamo creduto di soddisfare gli amatori del trictrac e quelli del backgammon unendo al nostro trattato sul primo un trattato completo sul secondo. Questa unione non può che essere utile e piacevole per coloro che conoscono l'uno e l'altro gioco. Riguardo a quanti conoscono soltanto uno dei due, essa potrà ispirare il desiderio di apprendere l'altro, a maggior ragione poiché esistono tra questi due giochi abbastanza numerosi rapporti e punti di contatto, tanto nella parte delle regole quanto nell'applicazione di diversi calcoli.Quoique le Trictrac, par l’étendue de ses calculs, la variété de ses combinaisons et la diversité de ses vicissitudes, ait une supériorité incontestable sur le Backgammon, on ne peut cependant disconvenir que ce dernier offre un intérêt plus attachant, exige plus de justesse et de sagacité dans ses spéculations, que la plupart des jeux qui font aujourd’hui l’amusement de nos sociétés ; et si quelque considération peut nuire à la préférence qui lui serait due, c’est qu’il ne peut occuper et amuser que deux joueurs, et qu’il n’est pas susceptible, par sa nature, d’en admettre un plus grand nombre.Sebbene il trictrac, per l'ampiezza dei suoi calcoli, la varietà delle sue combinazioni e la diversità delle sue vicissitudini, possieda una superiorità incontestabile sul backgammon, non si può tuttavia disconvenire che quest'ultimo offra un interesse più avvincente ed esiga maggiore precisione e sagacia nelle sue speculazioni rispetto alla maggior parte dei giochi che costituiscono oggi il passatempo delle nostre società; e se qualche considerazione può nuocere alla preferenza che gli spetterebbe, è il fatto che esso può occupare e divertire soltanto due giocatori e non è suscettibile, per sua natura, di ammetterne un numero maggiore.Le traité du jeu de Backgammon le plus généralement connu en Angleterre est celui publié sous le nom de Hoyle, il se trouve dans un recueil de traités sur les différents autres jeux, tel que celui connu en France sous le titre d’Académie des jeux. Ce traité sur le Backgammon est très-superficiel, tant pour les préceptes que pour les règles, il n’en présente que cinq et laisse par conséquent beaucoup à désirer à cet égard ; De ce petit nombre de règles deux paraissent se contredire, et deux autres ne sont qu’ébauchées, nous les avons terminées en y joignant nos observations.Il trattato sul gioco del backgammon più generalmente noto in Inghilterra è quello pubblicato sotto il nome di Hoyle, che si trova in una raccolta di trattati su vari altri giochi, simile a quella nota in Francia con il titolo di Académie des jeux. Questo trattato sul backgammon è molto superficiale, sia per quanto riguarda i precetti che le regole, poiché ne presenta solo cinque e lascia di conseguenza molto a desiderare a tale riguardo; di questo piccolo numero di regole, due sembrano contraddirsi e altre due sono soltanto abbozzate, le quali sono state da noi completate aggiungendovi le nostre osservazioni.La partie des calculs est incomplète, et n’offre pas les développements convenables pour qu’on puisse les appliquer utilement aux différentes positions. Ces considérations font d’autant mieux sentir les avantages que les amateurs dans la réunion de ce traité du Backgammon avec celui du Trictrac, car dans ce dernier tout est prévu, tant pour l’exposition et l’application des calculs que pour les règles, dont un grand nombre sont communes à l’un et à l’autre jeu. En consultant le traité de Trictrac pour tous les cas non prévus, mais analogues au Backgammon, on suppléera au vide que présente l’ouvrage anglais.La sezione sui calcoli è incompleta e manca delle spiegazioni necessarie per la loro utile applicazione alle varie posizioni. Queste considerazioni evidenziano i vantaggi per gli appassionati nel combinare questo trattato sul backgammon con quello sul trictrac, poiché quest'ultimo fornisce tutto il necessario, sia per la spiegazione e l'applicazione dei calcoli sia per le regole, molte delle quali sono comuni a entrambi i giochi. Consultare il trattato sul trictrac per tutti i casi non contemplati ma analoghi nel backgammon colmerà le lacune dell'opera inglese.CHAPITRE PREMIER - Notions préliminairesLe Backgammon se joue dans le même tablier que le Trictrac, il se joue pareillement avec deux dés : chaque joueur a, comme au Trictrac, quinze dame, les unes sont blanches, les autres sont noires ou vertes. Les jetons n’y sont d’aucun usage parce qu’il n’y a pas lieu à marquer des points, ni par conséquent lieu à école. On a des fichets pour marquer les parties que l’on gagne.CAPITOLO PRIMO — Nozioni preliminariIl backgammon si gioca sullo stesso tavoliere del trictrac e si gioca analogamente con due dadi: ciascun giocatore possiede, come nel trictrac, quindici dame, le une bianche, le altre nere o verdi. I gettoni non vi hanno alcuna utilità poiché non vi è luogo a marcare punti, né di conseguenza luogo a école. Si usano dei segnapunti (fichets) per segnare le partite che si vincono.Pour rendre plus facile l’intelligence de nos instructions, nous plaçons ici un plan figuré du tablier et de la position respective que les dames de chaque joueur doivent occuper dans ce tablier au commencement de la partie, position bien différente de celle qui a lieu au commencement de chaque relevé du Trictrac, où chacun des joueurs les met en pile sur la première flèche de son petit-jan.Per rendere più facile la comprensione delle nostre istruzioni, colloquiamo qui una pianta illustrata del tavoliere e della posizione rispettiva che le dame di ciascun giocatore devono occupare su questo tavoliere all'inizio della partita, posizione ben diversa da quella che ha luogo all'inizio di ogni ripresa del trictrac, in cui ciascuno dei giocatori le dispone in pila sulla prima freccia del proprio petit-jan.En désignant par des numéros de 1 à 12 le nombre des flèches de chacun des côtés du tablier, nous avons pensé que cette mesure rendrait plus faciles à comprendre les explications et développements que nous donnerons.Designando con dei numeri da 1 a 12 il numero delle frecce di ciascuno dei lati del tavoliere, abbiamo ritenuto che questo accorgimento avrebbe reso più facili da comprendere le spiegazioni e gli sviluppi che daremo.Dans la figure ci-dessus le joueur aux dames noires occupe la partie supérieure du tablier, et l’autre la partie inférieure. Le premier a sa table de sortie à sa droite, le second a la sienne à sa gauche. Ces tables de sortie sont généralement désignées par la dénomination de plein, soit que les six cases soient faites, soit qu’elles ne le soient pas, parce que c’est la table dans laquelle toutes les dames doivent entrer pour sortir par la bande ; nous emploierons indifféremment l’un ou l’autre de ces termes ; celui qui a les dames noires les place sur différentes flèches, de la manière suivante : deux à la flèche de l’as de son adversaire, cinq à la douzième flèche de la deuxième table de l’adversaire, trois sur sa huitième flèche, et cinq sur sa sixième flèche, dans sa table de sortie. Celui qui a son plein ou sa table de sortie à sa droite, doit diriger la marche de ses dames de droite à gauche pour les amener à cette table, l’autre au contraire les dirige de gauche à droite.Nella figura qui sopra il giocatore con le dame nere occupa la parte superiore del tavoliere, e l'altro la parte inferiore. Il primo ha la sua tavola di uscita alla sua destra, il secondo ha la propria alla sua sinistra. Queste tavole di uscita sono generalmente designate con la denominazione di "pieno", sia che le sei case siano formate, sia che non lo siano, poiché è la tavola in cui tutte le dame devono entrare per uscire dalla sponda; useremo indifferentemente l'uno o l'altro di questi termini. Colui che ha le dame nere le dispone su diverse frecce nel modo seguente: due sulla freccia dell'asso del proprio avversario, cinque sulla dodicesima freccia della seconda tavola dell'avversario, tre sulla sua ottava freccia e cinque sulla sua sesta freccia, nella sua tavola di uscita. Colui che ha il proprio pieno o la propria tavola di uscita alla sua destra deve dirigere la marcia delle sue dame da destra a sinistra per portarle in tale tavola; l'altro, al contrario, le dirige da sinistra a destra.La position respective des dames indiquée dans la figure, a sa table de droite à sa droite, peut l’établir à sa gauche, et l’adversaire la mettre à sa droite au lieu de l’avoir à sa gauche ; dans ce cas les numéros désignés pour chaque flèche dans la figure subiraient le même changement pour l’intelligence des démonstrations, en sorte que la flèche douzième deviendrait celle de l’as, et celle de l’as deviendrait la douzième. Les autres flèches intermédiaires seraient numérotées dans le même sens et dans le même ordre, de manière que ce qui dans les démonstrations est indiqué comme la gauche deviendrait la droite et réciproquement.La posizione rispettiva delle dame indicata nella figura, che ha la sua tavola di destra alla propria destra, può essere stabilita alla propria sinistra, e l'avversario può metterla alla propria destra invece di averla alla propria sinistra; in questo caso i numeri designati per ciascuna freccia nella figura subirebbero lo stesso cambiamento per la comprensione delle dimostrazioni, cosicché la dodicesima freccia diventerebbe quella dell'asso, e quella dell'asso diventerebbe la dodicesima. Le altre frecce intermedie verrebbero numerate nello stesso senso e nello stesso ordine, in modo tale che ciò che nelle dimostrazioni è indicato come la sinistra diventerebbe la destra e viceversa.De ces différentes positions il résulte que les dames de chacun des joueurs ont des espaces inégaux à parcourir, deux de ces dames seulement, celles sur les flèches de l’as, doivent parcourir la totalité du tablier. Chaque joueur a quatre piles de première position, et dès le premier coup de dés, de même que pour les suivants, il peut jouer avec des dames enlevées de celle des piles qu’il juge à propos.Da queste diverse posizioni risulta che le dame di ciascuno dei giocatori hanno spazi disuguali da percorrere; solo due di queste dame, quelle sulle frecce dell'asso, devono percorrere l'interezza del tavoliere. Ciascun giocatore ha quattro pile di prima posizione e, fin dal primo lancio di dadi, così come per i successivi, può giocare con le dame prelevate dalla pila che ritiene opportuno.La partie n’est point, comme au trictrac, composée de plusieurs relevés plus ou moins nombreux, un seul la termine. Le but unique de cette partie consiste à ce que chaque joueur, après avoir fait parcourir à ses dames les espaces qui les séparent de la table de sortie, parvienne à les réunir toutes dans cette même table, pour, après cette réunion, les sortir et les enlever hors du tablier, à mesure que les points amenés le permettent , en se conformant à cet égard aux lois prescrites au Trictrac pour la sortie des dames au jan de retour. On peut consulter ces lois dans notre traité sur le tric trac, chapitre VII, page 117.La partita non è affatto, come nel trictrac, composta da più riprese più o meno numerose; una sola la conclude. L'unico scopo di questa partita consiste nel fare in modo che ciascun giocatore, dopo aver fatto percorrere alle proprie dame gli spazi che le separano dalla tavola di uscita, riesca a riunirle tutte in questa stessa tavola, per poi, dopo tale riunione, farle uscire e rimuoverle fuori dal tavoliere, man mano che i punti ottenuti lo consentono, conformandosi a tal proposito alle leggi prescritte nel trictrac per l'uscita delle dame nel jan di ritorno. Tali leggi possono essere consultate nel nostro trattato sul trictrac, capitolo VII, pagina 117.Quoique les règles pour la sortie des dames soient comme nous venons de l’exposer, les même qu’au trictrac, cependant la méthode et la conduite à suivre ne sont pas les mêmes. Au backgammon elle exige des mesures de précaution et de prévoyance qu’elle n’exige pas au trictrac. A ce dernier nul danger à craindre pour cette sortie, la prudence y est absolument nulle, la nature des points amenés en détermine seule le succès ou l’écueil. Au backgammon, au contraire il se présente des dangers dont il faut chercher à se garantir. Une imprévoyance peut causer la perte d’une partie dont le gain autrement aurait été infaillible. Certaines positions exigent une prudence qui ne permet de sortir toutes les dames que l’on aurait droit de sortir, c’est ce que nous développerons dans les instructions sur la conduite du jeu.Sebbene le regole per l'uscita delle dame siano, come abbiamo appena esposto, le stesse che nel trictrac, il metodo e la condotta da seguire non sono tuttavia i medesimi. Nel backgammon essa richiede misure di precauzione e previdenza che non esige nel trictrac. In quest'ultimo non vi è alcun pericolo da temere per tale uscita, la prudenza è assolutamente nulla, e la natura dei punti ottenuti ne determina unicamente il successo o l'insuccesso. Nel backgammon, al contrario, si presentano dei pericoli da cui bisogna cercare di mettersi al riparo. Un'imprevidenza può causare la perdita di una partita la cui vittoria sarebbe stata altrimenti infallibile. Certe posizioni richiedono una prudenza che non consente di far uscire tutte le dame che si avrebbe diritto di far uscire, ed è ciò che svilupperemo nelle istruzioni sulla condotta del gioco. Les calculs qui dérivent de l’analyse des dés, dont nous avons donné la démonstration et le tableau dans le chapitre second de notre traité du trictrac, sont applicables au Backgammon pour connaître les probabilités qu’offrent, dans les diverses positions, les différentes manières de jouer. Nous pensons qu’il est utile et même nécessaire aux amateurs du Backgammon, de bien connaître les calculs, afin d’en pouvoir faire une juste application, surtout dans les coups où leur utilité est d’une plus grave importance.I calcoli che derivano dall'analisi dei dadi, di cui abbiamo fornito la dimostrazione e la tabella nel secondo capitolo del nostro trattato sul trictrac, sono applicabili al backgammon per conoscere le probabilità che offrono, nelle diverse posizioni, i differenti modi di giocare. Riteniamo che sia utile e persino necessario per gli amatori del backgammon conoscere bene i calcoli, al fine di poterne fare una giusta applicazione, soprattutto nei colpi in cui la loro utilità riveste un'importanza maggiore.Nous devons cependant faire observer que la règle du Backgammon exigeant que chaque doublet se joue double, c'est-à-dire qu’au lieu de jouer deux fois le nombre élémentaire de chaque doublet, ce nombre élémentaire de chaque doublet, ce nombre élémentaire soit joué quatre fois, ainsi pour un sonnez on joue vingt quatre points au lieu de douze, pour un béset quatre points au lieu de deux, etc, il en résulte nécessairement une différence dans le nombre dans chance que donne chaque point combiné. Par exemple, le nombre 3, qui au trictrac ne peut être atteint que par treize chances, le peut être par quatorze au backgammon, parce que le béset, se jouant double, parvient aussi au nombre 3. le nombre 4 peut pareillement être atteint par béset, ce qui lui donne quinze chances au lieu de quatorze ; il en est de même du nombre direct 6 qui au lieu de seize chances, en donne dix-sept, parce que pour le double deux on joue quatre deux, et que par le troisième deux on arrive au nombre 6.Dobbiamo tuttavia far osservare che la regola del backgammon esige che ciascun doppio si giochi quadruplo, vale a dire che, invece di giocare due volte il numero elementare di ciascun doppio, questo numero elementare sia giocato quattro volte; così per un doppio sei si giocano ventiquattro punti invece di dodici, per un doppio uno quattro punti invece di due, eccetera. Ne risulta necessariamente una differenza nel numero di probabilità che offre ciascun punto combinato.Ad esempio, il numero 3, che nel trictrac può essere raggiunto solo da tredici probabilità, può esserlo da quattordici nel backgammon, poiché il doppio uno, giocandosi doppio [in quadruplice misura], arriva anch'esso al numero 3. Il numero 4 può similmente essere raggiunto dal doppio uno, il che gli conferisce quindici probabilità invece di quattordici; lo stesso vale per il numero diretto 6 che, invece di sedici probabilità, ne offre diciassette, poiché per il doppio due si giocano quattro due, e con il terzo due si arriva al numero 6. Les nombres 8, 9 présentent également dans la combinaison des chances la même différence d’une chance de plus, car, outre les cinq chances pour arriver à 8 par les deux nombres réunis, ou en jouant tout d’une, on a encore le double deux qui, joué double, parvient au nombre 8. outre les quatre chances qu’offre le point de 9, on a de plus le terne par lequel on arrive à 9. et enfin pour le point de 12, au lieu d’une chance unique on en a trois, savoir, le sonnez, le carme et le terne.I numeri 8 e 9 presentano ugualmente nella combinazione delle probabilità la stessa differenza di una probabilità in più, poiché, oltre alle cinque probabilità per arrivare a 8 tramite i due numeri riuniti, o giocando ciascuno per sé, si ha ancora il doppio due che, giocato in quadruplice misura, arriva al numero 8; oltre alle quattro probabilità offerte dal punto di 9, si ha in più il doppio tre attraverso il quale si arriva a 9; e infine per il punto di 12, anziché un'unica probabilità se ne hanno tre, vale a dire il doppio sei, il doppio quattro e il doppio tre.Nous réunissons dans le tableau suivant les nombres pour lesquels cette différences existent.Le nombre 3 a 14 chances au lieu de 13.
Le nombre 4 a 15 . . . . . . . . . . . . . . . . . 14.
Le nombre 6 a 17 . . . . . . . . . . . . . . . . . 16.
Le nombre 8 a 6 . . . . . . . . . . . . . . . . . 5.
Le nombre 9 a 5 . . . . . . . . . . . . . . . . . 4.
Le nombre 12 a 3 . . . . . . . . . . . . . . . . . 1. Riuniamo nella tabella seguente i numeri per i quali queste differenze esistono.Il numero 3 ha 14 chances invece di 13.Il numero 4 ha 15 chances invece di 14.Il numero 6 ha 17 chances invece di 16.Il numero 8 ha 6 chances invece di 5.Il numero 9 ha 5 chances invece di 4.Il numero 12 ha 3 chances invece di 1.A l’aide de ces calculs un joueur peut connaître promptement et facilement combien il a de chance soit pour battre une des dames de l’adversaire, soit pour rentrer les dames qu’il se trouve avoir en main, en faisant néanmoins déduction des obstacles qu’opposent les cases de l’adversaire, lorsqu’il s’en rencontre d’intermédiaires entre la flèche sur laquelle il doit s’opérer sa rentrée et celles qui la précèdent. Ainsi par exemple, s’il n’a pour rentrer sa dame que la quatrième flèche, il n’a que onze chances pour cette rentrée, il en aurait vingt si la deuxième flèche se trouvait pareillement vide ou en demi-case parce que pouvant encore rentrer par le deux, cette faculté accroît de neuf chances le nombre de celles qui sont favorables à cette rentrée. Si les quatre premières flèches étaient vides ou en demi case, le joueur aurait trente deux chances pour rentrer la dame qu’il a en main, savoir : onze pour l’as, neuf pour la deuxième flèche, sept pour la troisième et cinq pour la quatrième suivant la progression décroissante dont nous avons donné la démonstration dans notre traité du trictrac au chapitre II de l’analise des dés page 19 que nous invitons les joueurs de backgammon à consulter. Nous les invitons aussi à consulter la méthode que nous indiquons dans ce traité pour connaître par un prompt aperçu le nombre des chances qu’offrent les différentes positions pour faire une case que certaines circonstances rendent importante. Mais, en faisant l’usage de cette méthode, ils ne doivent pas perdre de vue la différence qui dans certains cas, peut résulter de la survenances des doublets, dont chaque point élémentaire se joue quatre fois. Cette méthode fait partie de celles que nous avons indiquées au chapitre II du traité de trictrac, page 31. Enfin nous pensons que la connaissance et l’étude de tous les différents calculs qu’offre ce traité ne peuvent qu’être très-utiles au Backgammon pour toutes les positions auxquelles ils sont applicables.Con l'aiuto di questi calcoli un giocatore può conoscere prontamente e facilmente quante probabilità possiede sia per colpire una delle dame dell'avversario, sia per far rientrare le dame che si trova ad avere in mano, detraendo tuttavia gli ostacoli opposti dalle case dell'avversario, quando ve ne siano di intermedie tra la freccia su cui deve effettuarsi il rientro e quelle che la precedono.Così, ad esempio, se per far rientrare la propria dama ha a disposizione unicamente la quarta freccia, possiede solo undici probabilità per questo rientro; ne avrebbe venti se la seconda freccia si trovasse analogamente vuota o a mezza casa, poiché, potendo rientrare anche con il due, tale facoltà accresce di nove probabilità il numero di quelle favorevoli a tale rientro. Se le prime quattro frecce fossero vuote o a mezza casa, il giocatore avrebbe trentadue probabilità per far rientrare la dama che ha in mano, vale a dire: undici per l'asso, nove per la seconda freccia, sette per la terza e cinque per la quarta, secondo la progressione decrescente di cui abbiamo fornito la dimostrazione nel nostro trattato sul trictrac al capitolo II dell'analisi dei dadi, pagina 19, che invitiamo i giocatori di backgammon a consultare.Li invitiamo inoltre a consultare il metodo che indichiamo in quel trattato per conoscere con una rapida occhiata il numero di probabilità offerte dalle diverse posizioni per formare una casa che determinate circostanze rendono importante. Ma, facendo uso di questo metodo, essi non devono perdere di vista la differenza che, in certi casi, può risultare dalla comparsa dei doppi, ciascun punto elementare dei quali si gioca quattro volte. Questo metodo fa parte di quelli che abbiamo indicato nel capitolo II del trattato sul trictrac, pagina 31.Infine, riteniamo che la conoscenza e lo studio di tutti i differenti calcoli offerti da questo trattato non possano che essere utilissimi nel backgammon per tutte le posizioni a cui sono applicabili.
If one combatant have not removed his first man before the other has removed his last, "a gammon" is lost and won, which is equivalent to two games.If the players have each "taken off", the winner gains "a hit".If all the men are off before the loser has got his men out of the winner's table, it is "a back-gammon" generally held equivalent to three hits.Se un contendente non ha rimosso il suo primo uomo prima che l'altro abbia rimosso l'ultimo, si perde e si vince una "gammon" [partita doppia], che equivale a due partite.Se i giocatori hanno entrambi "tolto" [i propri pezzi], il vincitore guadagna "un hit" [una partita semplice].Se tutti gli uomini sono fuori prima che il perdente sia riuscito a portare i suoi uomini fuori dalla tavola del vincitore, si tratta di un "back-gammon" [marcia], generalmente considerato equivalente a tre partite.
Ralph A. Bond descrisse per la prima volta il cubo del raddoppio nel 1930.Il metodo moderno del raddoppio è molto semplice. Si utilizza un cubo, come quello illustrato di seguito. I numeri che vi compaiono sono 2, 4, 8, 16, 32 e 64, e facendolo ruotare si posiziona il numero desiderato sulla faccia superiore. Il cubo indica in ogni momento l'importo esatto della puntata e può essere spostato da un lato all'altro del tavolo e posizionato davanti al giocatore che ha il privilegio di proporre il raddoppio successivo.All'inizio della partita, il 64 viene solitamente posizionato con la faccia visibile verso l'alto, e al primo raddoppio viene cambiato in 2.
Oswald Jacoby e John R. Crawford sono gli inventori delle 2 regole opzionali più famose del backgammon moderno:Regola di Jacoby: solo nelle partite a soldi (money game), i gammon e i backgammon valgono come una singola partita se nessuno dei due giocatori ha offerto un raddoppio nel corso della partita;Regola di Crawford: solo nelle partite a punti (match play), quando il giocatore in vantaggio si trova a un solo punto dalla vittoria del match, la partita successiva si gioca senza il cubo del raddoppio.The Backgammon Book è il primo a menzionare queste 2 regole e il Beaver (ma non menziona il Raccoon).
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